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Le Fintech spingono (forte) i nuovi pagamenti

Le Fintech spingono (forte) i nuovi pagamenti

Una nuova ricerca internazionale di PwC traccia la rotta della trasformazione dei servizi finanziari e di pagamento nei prossimi anni. Quali saranno i driver principali? Prima di tutto il digitale e la centralità dei clienti, che chiedono pagamenti sempre più istantanei e semplici. Ma anche la sicurezza e la protezione dei dati. Al Salone dei Pagamenti …
Giovanni Medioli
I risultati non sono solo l’opinione di alcuni consulenti, ma derivano da interviste a 544 amministratori delegati o figure apicali di istituzioni finanziarie in 46 paesi, fra cui l’Italia. L’indagine "Blurred lines: How FinTech is shaping financial services” (Orizzonti sfuocati: come le Fintech stanno ridisegnando i servizi finanziari) realizzata recentemente da PwC, gigante mondiale della revisione contabile e della consulenza direzionale oltre che uno degli sponsor del Salone dei Pagamenti, è probabilmente uno dei lavori di analisi più completi e complessi sulla metamorfosi in atto nel mondo finanziario globale. La trovate qui.
I risultati fanno capire non solo che la trasformazione è in atto e inarrestabile, ma che probabilmente nei prossimi tre/quattro anni vivremo una accelerazione senza precedenti. PwC, sulla base delle risposte raccolte, stima infatti che entro il 2020 l’investimento complessivo mondiale in Fintech supererà i 150 miliardi di dollari, quando le stime per il 2015 non si discostavano molto dai 23 miliardi: dunque un settore destinato a sestuplicare in quattro anni con effetti dirompenti sull’attuale assetto delle istituzioni finanziarie. Secondo PwC, infatti, nei prossimi cinque anni ben il 20% di quelle oggi esistenti potrebbero sparire, travolte dall’ondata del cambiamento e in particolare dalla disintermediazione dei servizi finanziari portata dalle Fintech. Tuttavia la maggior parte delle banche e delle assicurazioni è invece destinata a sopravvivere cambiando completamente il suo modello di business e portando al suo interno la rivoluzione Fintech. Come?

Avanzano i pagamenti istantanei

L’impatto dirompente avrà come primo effetto la totale trasformazione dei servizi bancari al consumatore e in particolare dei pagamenti con la tecnologia e i canali digitali come fulcro. La quasi totalità dei rispondenti ha dichiarato che i servizi bancari retail e in particolare i trasferimento di fondi e i pagamenti saranno il primo fronte del cambiamento: entro i prossimi cinque anni l’impatto di smartphone, tablet e PC, destinati inevitabilmente a diventare lo strumento centrale per la gestione dei rapporti fra banche e clienti, permetterà sempre di più la nascita di nuove forme di rapporti economici e commerciali. Prima di tutto con l’affermazione sempre maggiore di nuove forme di pagamento istantaneo molto più semplici e veloci dello scambio di contanti. Poi, per esempio, con prestiti personali o ad aziende effettuati da privati o da altre aziende attraverso apposite piattaforme di interscambio. L’innovazione nel settore dei prestiti si manifesterà anche in modelli di credito alternativo che utilizzeranno fonti di informazione non tradizionali e potenti strumenti di analisi dei dati per prezzare i rischi, processi di prestito rapidi basati sui consumatori con costi operativi che sono una frazione di quelli dei servizi tradizionali. L’industria dei pagamenti sta già sperimentando un elevato livello di trasformazione con l’affermazione di nuovi processi di pagamento guidati dalla tecnologia, nuove applicazioni digitali che facilitano i pagamenti, reti alternative di elaborazione dei dati e un incremento esponenziale di strumenti elettronici utilizzati per trasferire denaro fra diversi conti correnti.

La trasformazione è spinta da quello che vogliono (e fanno) i clienti

Più i clienti si abituano ad utilizzare i servizi digitali offerti da aziende come Google, Amazon, Facebook ed Apple, più si aspettano un livello analogo di prestazioni dai loro fornitori di servizi finanziari. La Fintech sta cavalcando l’onda del cambiamento dirompente con soluzioni che possono soddisfare le esigenze dei clienti offrendo loro una accessibilità più semplice, una maggiore convenienza e prodotti disegnati sulle loro esigenze. In questo contesto per le istituzioni finanziarie perseguire la centralità del cliente è diventata la prima necessità per riuscire a trattenere e conquistare la clientela nativa digitale. Nei prossimi cinque/dieci anni il profilo dell’utente medio delle banche e delle assicurazioni cambierà drasticamente con il progressivo invecchiamento dei Baby Boomers (gli attuali ultracinquantenni) e con le generazioni X e Y che assumeranno posizioni predominanti nell’economia globale. I Millenials stanno già portando una radicale revisione dei comportamenti, delle aspettative e dell’anagrafica dei clienti. La loro preferenza per servizi efficaci, veloci e convenienti è un fattore di accelerazione all’adozione di soluzioni Fintech. I Millenials sembrano spingere verso un grado sempre più elevato di centralità del cliente, un dato che sembra essere una costante del Dna delle aziende Fintech. Infatti se solo il 53% delle istituzioni finanziarie dichiara di essere totalmente cliente-centrico, lo sostiene ben l’80% dei responsabili delle aziende Fintech. E il 75% dei rispondenti nelle istituzioni finanziarie sostiene che l’impatto principale delle Fintech è quello di spingere le loro organizzazioni a focalizzarsi sulle esigenze dei clienti.
In particolare le banche dichiarano di muoversi sempre di più verso canali non fisici adottando soluzioni operative semplificate e sviluppando nuovi sistemi per raggiungere, "agganciare” e trattenere i clienti. Nel perseguire queste nuove "esperienze digitali” per i clienti molte stanno sviluppando alleanze con grandi aziende di tecnologia o start-up innovative. La spinta verso le soluzioni di banca virtuale è comunque, in larga parte, guidata dalle aspettative dei clienti. Anche se alcuni segmenti di clientela preferiscono ancora avere un "contatto umano” per certe parti delle operazioni, ma un approccio base digitale è oggi necessario per chi vuole competere in tutti i segmenti di consumatori, se possibile fornendo servizi anche attraverso canali non tradizionali come i social media.

Proteggere i dati è fondamentale

Una trasformazione inarrestabile? Il problema principale che il rapporto PWC mette in evidenza è, ancora una volta, quello dell’identità digitale e della protezione dei dati. È probabile che se il primo fronte tecnologico che le istituzioni finanziarie si trovano ad affrontare è quello della digitalizzazione e velocizzazione dei pagamenti, quello conseguente sia una rivoluzione nelle anagrafiche del cliente e della protezione/concessione dei dati a terzi nel rispetto di normative sulla privacy che si stanno rivelando, in tutto il mondo, sempre più inadeguate allo sviluppo dei big data portato dalle rivoluzioni tecnologiche.
Ma la FinTech, conclude il rapporto, non è solo tecnologia. È un atteggiamento culturale. Le aziende che vogliono avere successo devono imparare a pensare in termini di miglior soddisfazione delle esigenze dei clienti, seguire costantemente gli sviluppi tecnologici e integrare la digitalizzazione nel loro Dna aziendale. Almeno il 60% dei rispondenti nelle istituzioni finanziarie sembra averlo capito e dichiara che le Fintech sono al centro della loro strategia di sviluppo. In particolare ben il 78% degli amministratori delegati delle banche interpellate dichiara che nei loro istituti è in corso uno sforzo di integrazione delle Fintech a livello di vertice.
11 Ottobre 2016

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