21 Luglio 2018 / 17:21
Le news? Me le leggo su tablet e smartphone

 
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Le news? Me le leggo su tablet e smartphone

di Mattia Schieppati - 3 Ottobre 2012
Boom dei device mobili e dei social network come fonte di informazione. E la fruizione delle notizie online ormai insidia il primato della tv. I dati dell'ultimo rapporto del Pew Center for the People & the Press
Da bacheca di interessi e pettegolezzi personali a grande edicola sempre aperta. Questa la rapida metamorfosi che stanno vivendo (in maniera sempre più accelerata) i social network secondo l'ultima indagine effettuata dal The Pew Research Center for the People & the Press, il centro di ricerca di Washington (http://www.people-press.org/), che ogni due anni dal 1991 monitora il "consumo" di notizie e informazione giornalistica da parte del pubblico americano.
Nell’ultimo rapporto (scaricabile gratuitamente al seguente link), Pew segnala con una certa sorpresa che traspare anche dal titolo ("Nel mondo delle news che cambiano, perfino la televisione è in pericolo") il boom dei social network - Twitter, Facebook e Google+ in particolare - come canali di fruizione delle news: ormai negli Stati Uniti sono la prima fonte delle notizie per il 19% degli intervistati (erano solo il 9% due anni fa).
Ma questo è solo la punta dell'iceberg dello spostamento verso la rete confermato da altri dati contenuti nella stessa ricerca: il 39% degli americani fa riferimento al web come prima fonte di informazione (era il 33% nel 2010), e se si prende la fascia d'età 18-29 anni solo un terzo degli under 30 guarda in tv i canali di notizie (-49% rispetto al 2006).
Sempre scavando tra le abitudini di questi giovani, che rappresentano inesorabilmente il pubblico dell'informazione di domani, si scopre che il 13% ha ormai come abitudine consolidata la lettura di una rivista digitale, mentre il 33% fa riferimento ai social network appunto per restare aggiornato su news ed eventi. E solo il 34% ricorre alla tv per soddisfare la voglia di informazione: un 1% di vantaggio destinato già nei prossimi mesi a essere travolto, congelando anche sua maestà la tv nel mausoleo dei media ormai in declino, e mandandola a far compagnia alla cara vecchia carta stampata (lo sfogliare del giornale resiste nelle abitudini del 23% degli americani, era il 41% nel 2000), per la quale già da anni si recita il de profundis a livello mondiale.
Come case-history esemplare di questo cambiamento in atto la ricerca mostra per esempio il drammatico calo di ascolti della rete all-news per eccellenza, la CNN: quattro anni fa era costantemente seguita per gli ultimi aggiornamenti dal 24% degli americani; oggi siamo al 16%. Lo stesso raffronto è stato fatto tra i lettori regolari di quotidiani: emerge che il 55% di coloro che si informa attraverso il New York Times lo fa accedendo al sito del giornale (da pc o da device mobile). Prediligono il formato elettronico del proprio quotidiano del cuore anche il 48% dei lettori di USA Today e il 44% di quelli del Wall Street Journal.
A fare la differenza, emerge dal Report, è stata la diffusione sempre più massiccia degli smartphone, che combinata alle offerte tariffarie sempre più vantaggiose dei carrier ha sviluppato rapidamente la fruizione del web in mobilità (un'abitudine per il 55% degli americani) e ha fatto passare dal 9% del 2010 al 15% di oggi gli utenti che regolarmente leggono le news da device mobili (smartphone o tablet).
Ma anche per quanto riguarda le comunicazioni professionali e personali i sistemi elettronici fanno ormai la parte del leone: attraverso e-mail, instant messaging e messaggi diretti sui social network passa ormai la stragrande maggioranza dell'informazione one-to-one, mentre solo il 12% si affida ancora a strumenti "su carta" per comunicare (era il 20% nel 2006).
Ma chi sono i più tradizionalisti? I lettori di magazine, settimanali e mensili, che vanno in controtendenza. La grande maggioranza dei lettori di Harper’s Magazine, del The Atlantic e del New Yorker - tre testate diffusissime negli Usa e prese a campione - preferisce ancora leggere la loro rivista su carta, mentre sono solo il 23% coloro che la sostituiscono regolarmente con le versioni elettroniche (per tablet) a disposizione degli abbonati
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