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Le start-up? Una risorsa per i colossi

Le start-up? Una risorsa per i colossi

Il caso RCS Nest mostra una strada interessante all'innovazione: le grandi aziende coltivano talenti all'esterno, sperimentando in libertà modelli di business che possono aprire strade innovative ...
Mattia Schieppati
Un periodo di cova di circa sei mesi e già i primi ovetti si sono schiusi: sotto forma di start-up pronte a camminare con le proprie gambe. Lanciato lo scorso ottobre, è tornato alla ribalta in questi giorni RCS Nest, il "nido" nato dalla collaborazione tra il gruppo editoriale Rizzoli - Corriere della Sera - che edita tra gli altri oltre al Corriere della Sera, la Gazzetta dello Sport - e l'incubatore milanese Digital Magics (vai all'intervista rilasciata dal suo fondatore Enrico Gasperini a Bancaforte) che si occupa di selezionare potenziali business digitali innovativi, li accoglie nel proprio incubatore, fornisce loro competenze e li accompagna nella ricerca del capitale d'investimento necessario perché possano strutturarsi e crescere.
Quale il minimo comune denominatore delle idee, dei progetti e delle potenziali aziende che si mettono in coda per poter essere accolte nel nido? Devono essere modelli di business che dimostrino coerenza e strategicità rispetto alle attività di RCS nei campi dei digital media, dell’e-commerce, dei servizi di marketing b2b e nello sviluppo di piattaforme tecnologiche.
Un modo si potrebbe dire collaterale, esternalizzato, per sviluppare innovazione che possa essere - nel medio e lungo periodo - utile per quell'opera di rigenerazione e di rilancio che il grande gruppo editoriale non sempre brillantemente riesce a sviluppare al proprio interno. Esternalizzare la prima fase di strutturazione e sviluppo, dunque, per consentire alle idee nuove di crescere, svilupparsi e prendere ossigeno al di fuori delle stanze centenarie della Rizzoli - Corriere della Sera, libere dalle logiche che regolano, ma anche molto spesso spengono l'innovatività, di un grande gruppo multimediale. Alle prese, tra l'altro, con l'urgenza di una drastica riorganizzazione ed economia sui costi.
In questo, un alleato sicuramente molto attivo sulla piazza milanese è Digital Magics, incubatore certificato di start-up innovative quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, che vede tra i suoi fondatori Enrico Gasperini, uno dei pionieri dell'Ict italiano. Solo nel 2013 Digital Magics è entrato con i propri capitali in 11 start-up, con un saldo complessivo a fine 2013 di 31 investimenti in portafoglio. L'azienda ha effettuato investimenti per circa 3,47 milioni di euro nelle partecipate (che si aggiungono ai 6,3 milioni investiti nel 2012).
Numeri importanti, come importanti sono le energie che sono state attivate intorno al progetto con RCS. Da ottobre ad oggi i progetti sottoposti all’attenzione di RCS Nest sono stati 55, 35 dei quali hanno meritato un'analisi approfondita. Di questi, tre sono già stati incubati, mentre altri tre si sono appena trasformati in start-up.

Le nuove tre startup entrate in RCS Nest

NetworkMamas

NetworkMamas è una piattaforma dall’utilizzo facile e intuitivo che permette di ottenere consulenze o video-lezioni online da donne esperte in diversi settori, che dopo essere diventate mamme hanno deciso di gestire in autonomia il proprio tempo e la propria carriera. NetworkMamas riunisce in un unico luogo virtuale avvocatesse, psicologhe, architette, traduttrici, truccatrici, esperte di tecnologia, marketing e comunicazione, grafica, video e fotografia, ristorazione ed eventi, sport, medicina e salute, finanza e contabilità, arredo, giardinaggio. La piattaforma permette a mamme professioniste di reinserirsi nel mondo del lavoro potendo gestire il loro tempo con maggior libertà e nello stesso tempo propone servizi utili e in tempo reale a chi ne ha bisogno.
Modello di business. L'utente si registra, cerca l'esperta che fa al caso suo e può prenotare una consulenza direttamente online (via video o chat) oppure dal vivo, pagando la relativa tariffa direttamente al professionista. Per essere presente sulla piattaforma, il professionista paga una fee.

Intertwine

Intertwine è una piattaforma di editing collaborativa, che offre agli utenti la possibilità di creare e pubblicare opere multimediali condivise. Più nel dettaglio si propone di usare l’esperienza dei social per far circolare e stimolare la creatività mettendo a disposizione uno strumento per scrivere utilizzando tutti i mezzi di comunicazioni disponibili, dal testo ai video, alle immagini e ai file audio. Grazie alla vocazione social i suoi utenti possono interagire e collaborare scambiandosi e condividendo parti dell’opera, commenti e suggerimenti.
Modello di business. Una volta terminato il processo di creazione condiviso, l'opera sarà "chiusa" da chi ha lanciato l'idea e guidato i contributi, che diventa in pratica "l'editore" dell'opera. La quale verrà distribuita online a pagamento, generando revenue per l'ideatore, per ogni singolo che ha contribuito alla creazione e per la piattaforma.

Dunkest

Attraverso una grafica accattivante e una modalità di gioco semplice e intuitiva, Dunkest propone un FantaBasket Nba completamente inedito in Italia. Creare e gestire una squadra virtuale con giocatori realmente esistenti nei campionati professionistici di riferimento e competere con altri giocatori è facile e divertente, e la piattaforma garantisce la possibilità per gli utenti di creare community private in cui sfidare e invitare i propri amici.
Modello di business. Per la piattaforma, il modello è quello dei social network. Creare aggregazione, e quindi traffico, e garantirsi quindi un panel appetibile per campagne di advertising.

Le startup già incubate

Twigis

Nato grazie alla partnership tra il gruppo israeliano Tweegee e RCS MediaGroup, Twigis.it è il punto di riferimento online per i bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni, mettendo loro a disposizione uno spazio sicuro e controllato per esprimere la propria creatività, per giocare e imparare, informarsi e interagire con i propri amici e compagni di scuola.
A sei mesi dal lancio, Twigis mostra numeri molto significativi: gli utenti registrati sono passati da 4 mila a oltre 30 mila, con 4.800 profili aperti solo nel mese di gennaio e oltre 360 mila utenti unici. Ogni giorno il team di moderazione si trova a gestire e approvare oltre 1.000 contenuti tra immagini, audio o commenti e Twigis ha ricevuto la partnership di Telefono Azzurro, Moige (Movimento italiano genitori) e Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Modello di business. Per la piattaforma, il modello è quello dei social network. Creare aggregazione, e quindi traffico, e garantirsi quindi un panel appetibile per campagne di advertising.

Made.com

Made.com è un sito di e-commerce di arredamento lanciato in Italia dopo aver ottenuto un grandissimo successo in Inghilterra e in Francia. Propone mobili di design e accessori per la casa di oltre 40 nomi affermati ed emergenti designer a un prezzo accessibile grazie all’assenza di intermediari tra il produttore e l’utente finale. Lanciato in Italia nel settembre del 2013, la sua piattaforma ha ottenuto oltre 1 milione di visite dal lancio e ha quasi 3.000 clienti con un database di oltre 20.000 contatti.
Modello di business. Come ogni canale di ecommerce, è prevista per la piattaforma una percentuale trattenuta sulla transazione e una fee di presenza ai brand che vendono attraverso la piattaforma.

MyBeautyBox

MyBeautyBox è una community online dedicata alla bellezza con oltre 70.000 utenti unici al mese. Dopo una sottoscrizione online e la creazione di un beauty profile per capire i gusti e i prodotti più adatti per ciascuno, MyBeautyBox invia una box a prezzi molto convenienti, proponendo alle clienti un’ampia scelta di prodotti selezionati tra oltre 90 brand.
Modello di business. Revenue dalla vendita diretta dei box, e possibilità di raccolta di advertising di settore.
8 Aprile 2014

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