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Libro, ultima frontiera

Libro, ultima frontiera

Crescono gli ebook e i loro lettori, ma frena l’aumento degli ereader, i supporti per i libri digitali, visto lo sviluppo dei tablet. Il futuro è “smateriale” per i testi, ma anche per l’arte, il denaro e le relazioni. Ma il profumo della carta non si dimentica e continua ad avere i suoi proseliti...
Ildegarda Ferraro

Libri sì ma senza carta

L’ebook, il libro senza carta, conquista posizioni. In America cresce il popolo degli appassionati, nel 2012 il numero di lettori è salito dal 16% al 23%, mentre è sceso dal 72 al 67% il numero di chi preferisce i testi su carta. E questo mentre resta sostanzialmente stabile in Usa il dato di chi legge, passato dal 78 al 75% della popolazione. L’analisi è di Pew Internet Research Center e delinea anche il profilo del lettore digitale, che con il successo dei tablet, usa supporti diversi per muoversi agevolmente. Forte la presenza degli uomini, ma cresce costantemente il numero delle donne. Il lettore di ebook è nella maggioranza dei casi tra i 30 e i 49 anni, con diploma superiore o laurea e una buona posizione economica.
I segnali che arrivano dagli Usa sono tutti in questo senso. E anche le ricerche che evidenziano una discesa nella crescita degli ereader non intaccano il futuro di successo dei libri digitali. I supporti dedicati non crescono più come negli ultimi anni perché i tablet vengono sempre più usati anche per leggere i libri digitali (per approfondimenti clicca qui).
Ammetto di essere di parte. Io sono ebook dipendente. Insieme agli occhiali, che non lascio per nulla al mondo, ho sempre con me un po’ di libri virtuali. Perché con gli ebook è possibile avere con sé qualcosa di serio, insieme a una cosetta divertente, i primi capitoli dei libri appena usciti, un testo da testare e un altro da centellinare. E questo senza trascinarsi un baule. I prezzi poi sono davvero per tutte le tasche, senza contare ricchi cataloghi a zero euro. In più c’è tutto un mondo da scoprire di libri lanciati direttamente in rete, che diventano successi con il passaparola. Anzi spesso accade che dall’ebook si passi all’edizione stampata. Perché il piacere sottile della carta non scompare. Ma le due esperienze possono coesistere benissimo. Nulla toglie che si possano avere libri di carta e leggere tutto quello che circola in digitale. Ed anzi le ultime tendenze indicano che l’ebook spinge anche le vendite tradizionali. L’ebook è un po’ l’ultima frontiera del libro e moltiplica la possibilità di avere con sé altri mondi in cui tuffarsi. D’altra parte il libro non è necessariamente la carta su cui è stampato.

Biblioteca digitale

Di qui a breve potremo anche contare su BiblioTech senza carta, visto il primo esperimento che sta per partire a San Antonio in Texas (vedi l'articolo del Corriere). L’obiettivo è mettere a disposizione 10mila titoli da scaricare e 150 ereader da prendere in prestito. Sarà possibile l’accesso da casa e la lettura in biblioteca da pc, tablet e supporti per ebook. Per l’American Library Association oltre tre quarti delle biblioteche Usa mettono già a disposizione libri digitali, mentre quasi il 40% consente l’uso di ereader.

Il mondo dell’ebook

C’è tutto un mondo che gira intorno agli ebook. Critici, riviste, blog, recensioni, autori autoprodotti e successi editoriali che nascono in rete e poi magari diventano anche di carta. Il dibattito è serrato, c’è chi vede la rete come luogo del diletto culturale e chi invece la taccia di dilettantismo digitale, nel senso che “essere un critico è diverso dal limitarsi a condividere i gusti”, come ha detto Peter Stothard, direttore di Times Literary Supplement. La fazione opposta all’elitarismo sottolinea che le scelte e le discussioni più raffinate, appassionate e disinteressate vengono dalla rete. Come ha ribadito lo scrittore Nicola Lagioia su Repubblica . “È vero che la rete è il regno del populismo e dell'insulto – dice Lagioia – eppure sta guadagnando spazio un'aristocrazia senza terra da cui molti critici avrebbero qualcosa da imparare per venir fuori dalle posizioni di minorità in cui hanno contribuito a farsi mettere”.

Anche in Italia il libro è sul web

Non saremo l’America, ma anche da noi l’ebook comincia a conquistare posizioni. Così all’ultima Buchmesse a Francoforte il focus anche per l’Italia è stato sul web (cfr. articolo su Il Messaggero). Siamo un popolo di santi, di navigatori ma non lettori, questo è da tempo certificato. L’ebook però comincia a fare breccia. Dai poco meno di 20mila ebook disponibili in Italia a giugno 2011 si è passati ai circa 32mila di dicembre 2011. Le vendite hanno registrato un fatturato di 12,6 milioni di euro nel 2011, con un più 740% rispetto al 2010. È forse proprio la fortuna del testo digitale che può sostenere il libro di carta. Una ricerca chiarisce che chi compra ebook acquista anche più libri (vedi l'articolo di Italia Oggi).

Lettori più veloci e meno profondi

Occorre però fare i conti con il fatto che si tratta di cose diverse. Il libro è tridimensionale, l’ebook è bidimensionale. E qualcosa cambia. Chi ha una memoria fotografica ricorda la pagina, il luogo fisico dove è scritta un’informazione, mentre il flusso che scorre sul ereader o sul tablet rende più difficile fissare il dato. I neuroscienziati si chiedono che effetti possa avere sul nostro cervello il passaggio dal libro al digitale (cfr. l'articolo pubblicato sulla Stampa). Molti i testi sul tema. La prospettiva plausibile è che si va verso un’analisi meno serrata, verso una ricerca meno profonda. Insomma, le informazioni si gestiscono più che si assimilano. Certo per lo studio o per ricerche approfondite nulla riesce a prendere il posto di un sano volume di carta. Almeno per chi come me non è nato digitale ma lo è diventato e ha sempre potuto contare su una sana memoria fotografica. E d’altra parte nessuno pensa di abbandonare i propri libri più cari.

Digitali si diventa

C’è però un piacere sottile nel portare con sé un po’ di tutto e scegliere di che cosa si ha bisogno al momento. Anche perché digitali si diventa. Vademecum di tutti i tipi aiutano a farsi una propria strada, che può davvero essere piacevole (cfr. articolo su Il Giornale). E l’età sinceramente non conta, visto che dopo i 60 anni è più facile leggere l’ebook che un testo su carta (cfr. Il Corriere).
Insomma andiamo sempre di più verso una civiltà della smateralizzazione. E questo è vero per i libri, ma anche per l’arte, per il denaro e per le relazioni (cfr. La Repubblica). E se si fa serrato il dibattito tra chi come Jonathan Franzen sottolinea che gli ebook “tolgono il senso della permanenza” e i pasdaran dei libri digitali, è anche vero che è sempre più accreditata la tesi di chi mette insieme e fa coesistere pacificamente le abitudini precedenti a quelle più recenti.

Il profumo della carta non sparisce

Perché il profumo della carta ha il suo fascino, i suoi cultori e ampie fasce di vittoria. E così sull’Economist è uscito nero su bianco che per esempio i magazine su carta hanno una propria forza trainante. E che anzi internet invece di ucciderli li ha fatti diventare più smart (cfr. tabella).

La carta non è morta

5 Marzo 2013

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