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Milano è la città più smart d'Italia

Milano è la città più smart d'Italia

Ma l'Europa è lontana. Presentato il rapporto annuale ICity Rate, basato sui sei indicatori che tracciano la rotta per il futuro delle metropoli. Vantaggi competitivi per le città metropolitane, sempre più ampio il gap del Mezzogiorno ...
Mattia Schieppati
Vince Milano, ma in generale l'Italia, se messa al confronto con lo scenario europeo, di sicuro non ride. Sindaci, giunte e decisori hanno però in mano un bello strumento per poter programmare un futuro migliore per le proprie comunità. Se infatti quello che più fa notizia è l'effetto classifica (siamo pur sempre il paese dei mille campanili, tutti rivali tra loro...), il rapporto ICity Rate 2014, realizzato da Forum PA e presentato a Bologna nel corso di Smart City Exhibition costituisce un ottimo strumento per mettere nero su bianco quelli che sono gli indicatori che deve prendere in considerazione oggi una città che voglia essere prospera, innovativa e vivibile per affrontare le sfide future.
Il sociologo Gianni Dominici, direttore generale di Forum PA e curatore del Report, nel presentare la ricerca cita il motto dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg: “If you can’t measure it, you can’t manage it”. Ovvero, dice Dominici: “senza criteri e numeri non puoi misurare le dinamiche e gli effetti delle politiche di una città, non puoi governarla. E questo è ancor più vero in questi ultimi anni in cui i fenomeni sociali, economici, ambientali e culturali si sono fatti sempre più complessi, articolati e frammentati. Il City Rate è uno strumento gratuito a disposizione di tutti coloro che operano nelle città e che vogliano capire i processi in corso. Fornendo un set unico di indicatori come completezza e trasparenza, è strumentale alla diffusione di una nuova cultura di governo delle città che metta la conoscenza al centro dei poteri decisionali”.

6 indicatori smartness

Vediamolo, dunque. La ricerca (scarica qui il materiale completo) valuta in maniera matematica tutti i 106 capoluoghi di provincia italiani secondo una griglia di 6 indicatori mirati (Economy, Living, Environment, Mobility, People, Governance) analizzati su due fronti di indagine: i fattori standard e quelli che i ricercatori hanno chiamato i fattori smartness, ovvero quelli che più danno il polso del livello di innovazione.

Fonte: ICity Rate 2014 (www.icitylab.it).
Sul podio Milano, Firenze e Bologna

Una valutazione bilanciata, insomma, che guarda al consolidato ma anche ai semi di futuro. Risultato? Al vertice della classifica aggregata tre città metropolitane del centro nord, nell'ordine Milano, che guadagna due posizioni rispetto alle rilevazioni 2013, seconda a breve distanza si conferma anche quest'anno Bologna, mentre al terzo posto si colloca Firenze, con un balzo in avanti di ben quattro posizioni. A far spiccare il volo a Milano, che ha performance positive in tutti e sei gli indicatori, è la netta prevalenza nella dimensione economica e per vivibilità e vitalità urbana, soprattutto per quanto riguarda la qualità delle connessioni residenziali ad alta velocità e l'internazionalizzazione culturale. “La metropoli lombarda”, scrivono i curatori della ricerca, “è il luogo di concentrazione delle attività economiche più produttive e la principale sede di imprese di grandi dimensioni ma è anche la provincia caratterizzata dalla maggiore intensità brevettuale (rapporto tra brevetti e unità di lavoro), la seconda per quota di occupati con titolo di studio universitario e la terza (dopo casi particolari come Gorizia e Bolzano) per intensità del flusso di visitatori stranieri per motivi di business”.

Fonte: ICity Rate 2014 (www.icitylab.it).
A Trento la palma per l'Environment

I dati più interessanti emergono se si va a sporzionare la classifica aggregata e a considerare i primati "per categoria". Milano è in vetta per Economy e Living, a Trento la palma per l'Environment, Mobility vince Venezia (dato molto curioso, vista la mobilità molto particolare della città delle calli e dei campielli...), Ravenna al primo posto per People e Firenze per Governance.
Nella combinazione vincente di tutti gli indicatori, emerge chiaramente dalla ricerca come le dimensioni contino. «I centri piccoli e medio piccoli sono penalizzati dalle logiche di agglomerazione di molte dinamiche innovative. Mantengono il primato nella dimensione ambientale ma emergono anche alcune performance importanti nelle altre dimensioni», osservano i ricercatori. «Per esempio, Pisa (19esima in classifica assoluta) è la prima tra le città con meno di 100 mila abitanti grazie alle performance in diversi indicatori smart (5° nell’Economy, prima assoluta per numero di addetti a imprese e istituzioni di ricerca e sviluppo per abitante). Mentre Mantova (26esima) è il capoluogo con meno di 50mila abitanti con il punteggio più alto, ed è prima assoluta nella componente smart della dimensione ambientale».

Fonte: ICity Rate 2014 (www.icitylab.it).
Un ampio divario Nord/Sud

Quel che emerge “in maniera drammatica”, sottolinea la ricerca, è il grave divario Nord/Sud che si conferma come uno scoglio enorme alla crescita armonica del Paese. «Le città meridionali riescono ad emergere solo sporadicamente; emblematico il caso di Cagliari che pur ottenendo discreti piazzamenti nelle graduatorie delle componenti smart delle dimensioni governance (18esima) e people (26esima), finisce per essere risucchiata verso il basso dagli indicatori standard terminando complessivamente 60esima. Insieme a Sassari, alle città abruzzesi e a Bari costituisce comunque la fascia più avanzata del Mezzogiorno».

Fonte: ICity Rate 2014 (www.icitylab.it).
Ma l'Europa …

A far masticare amaro, in generale, è il divario tra le nostre teste di serie e le altre città europee, che vengono misurate annualmente con gli stessi standard e indici dal consorzioSmart Cities. Sottolineano i ricercatori: «L’assoluta primazia di Milano nel contesto nazionale non si traduce in una collocazione altrettanto brillante nello scenario continentale. Estrapolando da alcuni dei principali ranking internazionali le sole città europee, la posizione della metropoli lombarda non solo è molto lontana dalle performance delle global cities Londra e Parigi ma risulta anche inferiore a quella dei principali poli urbani del continente (Amsterdam, Berlino, Brussels, Francoforte, Madrid, Stoccolma, Vienna, Zurigo)».
4 Novembre 2014

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