17 Luglio 2018 / 20:53
Mobile payment, avanti piano nel 2012

 
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Mobile payment, avanti piano nel 2012

di Paolo Anastasio - 5 Gennaio 2012
Secondo ABI Research i ritardi sono dovuti anche al cambiamento di business model degli operatori dopo il lancio di Google Wallet. Pesa anche l'attendismo di Apple
Mobile payment, avanti piano nel 2012. La pensano così gli analisti, secondo cui quest’anno gli accordi fra operatori e i primi test su scala ridotta per diffondere l’m-payment cominceranno a dare i loro frutti. Il settore crescerà di più se anche Apple deciderà di entrare nell’arena per la gestione dei nostri portafogli, ma l’accettazione dei pagamenti in mobilità sul mercato di massa è ancora lontana. Lo scrive il sito di Computer World, secondo cui il 2011 è stato un anno per certi versi deludente per il mobile payment e l’Nfc (Near Field Communications). “Ci sono stati dei progressi, ma non tanti quanti ci si aspettava e si sperava. Oggi come oggi, ci sono alcuni modelli di smartphone muniti di Nfc, anche se non sono tanti quanti ne erano stati annunciati all’inizio del 2011”, dice John Devlin , group director della società di ricerca di mercato ABI Research. Ma anche se il mercato non ha raggiunto la massa critica attesa dagli analisti, le cose stanno comunque andando avanti. Per esempio, nel 2011 c’è stato il lancio del Google Wallet negli Usa, che entro fine 2012 sarà un successo fra i consumer, secondo ABI Research.

Il fattore G

Il progresso a rilento dell’m-payment dipende in primo luogo dagli operatori, che negli ultimi sei mesi sono stati costretti a rivedere i loro business model in questo campo. “Non più tardi dello scorso maggio – giugno diversi operatori erano convinti che le aziende li avrebbero pagati per incorporare le loro carte. Erano convinti che se Visa non avesse voluto pagare allora avrebbe pagato MasterCard. Una strategia che si è rivelata con i paraocchi”, dice Devlin. E’ stata Google a sparigliare i programmi, introducendo il suo Wallet e spingendo così diversi operatori a siglare accordi in diversi paesi, fra cui il Regno Unito, per creare una piattaforma singola, aggiunge Devlin.
Scendono in campo le telco
Il lancio di servizi commerciali da parte di diversi operatori aprono nel 2012 un nuovo campo di battaglia fra Google e le diverse joint venture delle telco. Un assaggio delle frizioni a venire l’ha data Verizon Wireless (che partecipa a Isis, la joint venture di m-payment fra i maggiori operatori Usa) vietando a Google il download della app del suo Wallet sulla versione dell’operatore del Galaxy Nexus. “In questa fase conta molto essere primi sul mercato – dice Devlin – gli operatori come Verizon sono ben consapevoli del fatto che se i consumer iniziano ad utilizzare il Google Wallet sarà molto difficile fargli cambiare abitudine in futuro”. Tutti i player sanno bene che per avere successo nel lungo termine con l’Nfc i pagamenti e wallet mobili devono essere onnipresenti, trasferibili e intercambiabili. Nel contempo, nessuno è disposto a cedere terreno ai competitor, ma secondo ABI Research alla fine i contendenti raggiungeranno un compromesso, gradito sia a Google sia agli operatori, e vantaggioso per i consumer, dice Devlin. Per ora Google non ha fatto annunci ufficiali sul lancio del suo Wallet in altri paesi dopo quello negli Usa, ma secondo la società di analisi CCS Insight quest’anno sarà la volta del Regno Unito. Inoltre, mentre gli operatori dovranno faticare per raggiungere un approccio condiviso all’m-payment e attendere il giudizio dei regolatori, Google potrà acquistare vantaggio con il suo Wallet.

Sempre più smartphone Nfc

Ma la concorrenza di Google non spaventa gli operatori. Isis lancerà il suo servizio nelle città di Salt Lake City e Austin, in Texas, entro la metà dell’anno, per poi ampliare l’offerta. La copertura completa negli Usa da parte di Isis è prevista entro il 2014. Nel frattempo, il numero di smartphone che incorporano l’Nfc passerà dai circa 34 milioni del 2011 a 80 milioni di quest’anno. Non è ancora un mercato di massa, ma nel 2016 l’Nfc sarà presente su 552 milioni di smartphone in circolazione, secondo stime di ABI Research. Comunque, secondo stime di CCS Insight, in una prima fase il successo dell’Nfc si riscontrerà al di fuori dei sistemi di pagamento, che diventeranno più popolari a partire dal 2015.

PayPal punta sui codici a barre

Anche se l’Nfc continua a destare attenzione, non si tratta dell’unica tecnologia che sarà utilizzata per i pagamenti mobili. Per esempio, PayPal ha annunciato che inizierà ad utilizzare sistemi di codici a barre nel 2012.

L'incognita Apple

Come sempre, il punto interrogativo più importante nel 2012 è cosa intende fare Apple e se l’azienda avrà ancora il potere di modificare il settore telecom anche nell’era post-Jobs. Alcuni esperti pensano che Apple lancerà un suo sistema di pagamento in mobilità, erodendo quote agli operatori. “Apple lancerà un suo mobile wallet nel 2012. Gli operatori partner di Apple consentiranno all’azienda di offrire ai consumer che hanno l’iPhone il mobile wallet della Mela, indipendentemente dal fatto se l’operatore ha un suo wallet mobile concorrente”, sostiene un analista senior di ABI. CCS Insight prevede che Apple integrerà l’Nfc nell’iPhone 5, collegandolo all’infrastruttura di pagamento dell’iTunes.

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