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Mobile Pos: nascono alleanze tra banche e start-up

Mobile Pos: nascono alleanze tra banche e start-up

Sono 70 gli operatori di Mobile Pos nel mondo. E anche in Italia, grazie al Decreto Sviluppo, vedono crescere la loro quota di mercato. L'analisi del Politecnico di Milano ...
Mattia Schieppati
Rappresenta «un'opportunità in più», così la definisce Valeria Portale, ricercatrice dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, «per la diffusione delle transazioni elettroniche anche in ambiti dove tradizionalmente continua a prevalere il contante. Ma non solo: è anche un passo avanti tecnologico che può portare a sviluppi molto interessanti». Quello che l'Osservatorio del Politecnico ha messo sotto analisi, organizzando un workshop a porte chiuse con i principali operatori del settore (Jusp Spa, Payleven, Wallet-E), è lo scenario mondiale e italiano del Mobile Pos. Tecnicamente, un dispositivo hardware, una sorte di “lettore” di carte, che, collegato a uno smartphone o a un tablet, permette l'accettazione di pagamenti con carta.
Secondo dati riportati da una ricerca di CloudPeople, magazine online di Telecom Italia, oggi il mercato dei pagamenti attraverso Pos mobili in Italia si aggira tra i 700 e i 900 milioni di euro, mentre il report del Politecnico non mette cifre nero su bianco, perché considera questo mercato ancora in fase di start-up iniziale e si limita a fare una proiezione: «Prevediamo che se questo mercato prenderà corpo, e gli operatori che si stanno affacciando in Italia sapranno crescere, entro il 2016 il transato totale via Mobile Pos sarà intorno ai 2-3 miliardi di euro», dice Portale.

Dottoressa Portale, qual è la situazione della diffusione, a oggi, di questi strumenti a livello globale?

Il nostro Osservatorio ha monitorato e censito 70 servizi attivi a livello internazionale. Il Paese trainante per quanto riguarda questa tecnologia sono gli Stati Uniti, ma vediamo un'ampia diffusione anche nel Regno Unito, nei Paesi del Nord Europa e in Asia. Stando alle tendenze dell'ultimo biennio, negli Usa i Mobile Pos sono cresciuti del 25% l'anno e oggi quelli attivi sono 2,5 milioni.

E in Italia?

Le prime sperimentazioni

Intesa Sanpaolo ha annunciato lo scorso fine luglio lo "sbarco" nel mercato del Mobile Pos presentando la soluzione Move and Pay Business (vai alla notizia) realizzata da Setefi, la società del Gruppo specializzata nei sistemi di pagamento. È sufficiente collegare a smartphone o tablet il piccolo lettore di carte di credito e debito e scaricare l'applicazione gratuita per poter ricevere pagamenti elettronici in mobilità, con i massimi livelli di sicurezza certificati da Visa, MasterCard e Consorzio Bancomat e ulteriori funzionalità legate, ad esempio, al couponing.
A metà settembre è partita anche la sperimentazione in questo settore di BNL Gruppo BNP Paribas, che attraverso la controllata BNL POSitivity (vai alla notizia), ha lanciato un sistema di Mobile Pos, un dispositivo collegabile via Bluetooth e attivato attraverso un'apposita app. La sperimentazione per ora riguarda 250 clienti BNL, ed è finalizzata a ottimizzare la nuova offerta sulla base delle indicazioni che arriveranno dal panel.
Dopo aver lanciato poco più di un anno anche in Italia fa RoamPay (leggi notizia), il dispositivo per i pagamenti da device mobili che molto usato negli Usa, Ingenico ha recentemente immesso sul mercato italiano la prima soluzione di mPOS full EMV. Si tratta di un’architettura completa di mPayments composta dal nuovo terminale Ingenico iCMP, da app per iOS ed Android, scaricabili su smartphone, e dall’infrastruttura software di back office a supporto delle operazioni del sistema. ICMP, che offre livelli elevati di sicurezza, è conforme a tutti gli standard internazionali e allo standard italiano per l’accettazione delle carte PagoBancomat.
L'Italia sta partendo con qualche mese di ritardo, ma il trend di crescita è interessante. Una previsione prudente ci dice che in Italia i Mobile Pos rappresenteranno il 2% dei Pos totali entro la fine del 2014; nel 2016 la loro quota sarà pari all’8%. Secondo altre previsioni più ottimiste, entro il 2016 i Pos mobili saranno addirittura il 15% del totale. Un incentivo forte alla loro diffusione arriva anche dal Decreto Sviluppo Bis, che implica l’obbligo per tutti gli esercenti, a partire dall’1 gennaio 2014, di accettare almeno una forma di pagamento elettronico, mentre dall’1 giugno 2013 questo obbligo è già stato decretato per la Pubblica Amministrazione. È chiaro che quelle categorie di esercenti che ancora non hanno un Pos tradizionale sono proprio quelli che potrebbero essere più orientati a una soluzione mobile.

Ci faccia un ritratto di questi potenziali utilizzatori.

Il Pos Mobile è uno strumento che porta la possibilità di accettare un pagamento elettronico anche a categorie nuove di professionisti e commercianti: immediatamente pensiamo agli ambulanti, ma ci sono anche i taxisti, i pony express, gli artigiani che effettuano interventi a domicilio, idraulici, elettricisti, imbianchini, ma anche per esempio il medico di famiglia, l'avvocato, il notaio. Oppure, ancora, chi ha magari nel proprio punto vendita il Pos tradizionale, ma poi ha bisogno di uno strumento portatile per l'attività fuori dal punto vendita: penso per esempio al negoziante che partecipa a una fiera o a un'esposizione nel corso della quale può anche effettuare la vendita di prodotti. Infine, il Mobile Pos può essere una soluzione interessante per quei concept store che vogliono rivoluzionare il layout tradizionale del punto vendita, eliminando il banco con le casse e offrendo ai clienti una diversa user experience consentendo di pagare anche in ambienti del punto vendita lontani dalle casse.

Alcuni modelli di hardware che permettono di trasformare lo smartphone in Pos (nell'ordine i dispositivi di Ingenico, payleven e PayPal).
Oltre alla comodità, e all'obbligo di legge, perché esercenti, artigiani e professionisti dovrebbero scegliere un Pos Mobile?

Perché, a livello di pricing, per queste categorie è una soluzione incentivante. Tutti gli operatori di mercato, infatti, propongono soluzioni che non prevedono una fee mensile, come invece avviene per i Pos tradizionali, ma solo un costo di acquisto iniziale - un’attivazione una tantum - intorno agli 80/120 euro e poi una commissione sul transato, che si aggira intorno al 2,5%. È chiaro che l'eliminazione della fee mensile è interessante per quegli esercenti che fanno un uso sporadico del Pos o che hanno transazioni di importi bassi o bassissimi.

L'utilizzo dei Pos mobili farà diminuire quello dei Pos tradizionali?

A nostro parere, più che di concorrenza, si può parlare di nuovo segmento di mercato. I Pos mobili vanno a coprire una fetta di utenza che comunque difficilmente avrebbe scelto un Pos tradizionale. Non pensiamo che la Grande distribuzione farà mai il salto di abbandonare la barriera-casse per passare a soluzioni mobili, e così i punti vendita tradizionali. Anche dal punto di vista numerico è chiaro che siamo su cifre diverse: le transazioni sui circuiti tradizionali, oggi, si aggirano intorno ai 140 miliardi di euro l'anno. Entro il 2016 prevediamo che i Mobile Pos arriveranno a effettuare transazioni per 2-3 miliardi di euro. Non ci sarà un ribaltamento del mercato, insomma.

Cosa cambia per le banche e per i circuiti di pagamento tradizionali?

Di fronte a questo fenomeno, vediamo che le banche e i circuiti tradizionali si stanno muovendo in modo molto proattivo. Più con attenzione, direi, che con preoccupazione. Da una parte, sono incentivate a riaffermare i propri punti di forza distintivi, l'affidabilità e la qualità del servizio, la sicurezza. Dall'altra, e lo vediamo all'estero, nascono alleanze interessanti tra aziende bancarie e start-up attive nel mercato del Pos Mobile per lo sviluppo congiunto di servizi. Interessante in questo senso è l'alleanza negli Usa tra Square, uno dei principali attori di questo nuovo mercato, e JP Morgan Chase che opera come acquirer, mentre in Germania DZ Bank si è proposta come acquirer di iZettle.

CARTE 2013 - APPagamenti per i Clienti

Si terrà a Milano al MiCo - Milano Congressi il 4 e 5 dicembre la Conference&Expo dell’ABI e del Consorzio BANCOMAT dedicata alle carte di pagamento, ai pagamenti mobile e agli altri sistemi e servizi di pagamento elettronici.
Un evento che da quattordici anni costituisce in Italia l’appuntamento di riferimento per banche, aziende, fornitori di sistemi e servizi di pagamento, istituti di pagamento e di moneta elettronica, grande distribuzione organizzata, società di telecomunicazioni, utilities, petrol e per tutti gli altri professionisti che operano all’interno dell’industria dei pagamenti.
All'interno di CARTE 2013, il terzo workshop Bancaforte “Expopportunity: digital payments, mobile engagement and mobile customer experience”.
Un’ampia Area Espositiva allestita “chiavi in mano” sarà a disposizione dei partner per favorire in ogni modo il networking, I numerosi partecipanti avranno così la possibilità di incontrare e interagire con i principali player del settore.
Per saperne di più, clicca qui.
19 Novembre 2013

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