17 Luglio 2018 / 07:56
Mobile wallet: a lezione dai Millenials
Mobile wallet: a lezione dai Millenials
Le app di pagamento indicano alle banche nuove strade per soddisfare le esigenze dei clienti. E a fare da apripista è la generazione dei ventenni, che chiede al proprio portafoglio virtuale tre cose: semplicità di utilizzo, pulizia nel design, capacità di integrare diverse funzioni. E le "lezioni” dei Millenials continueranno anche al Salone dei Pagamenti …
Il sottotitolo del Report Millenials and Mobile Wallets realizzato da CCG Catalyst Consulting Group ( clicca qui ) può sembrare alla prima lettura una provocazione, ma se si riflette un attimo si comprende che non fa altro che fotografare una realtà di fatto: «What banks can learn from the digitally engaged generation about mobile wallets». Un ribaltamento del concetto di educazione finanziaria, che spinto dalla forza di nuovi e aggiornati strumenti digitali vede in cattedra i 18-35enni, mentre dalla parte di coloro che «possono» (e assolutamente «devono») imparare ci sono le banche e le istituzioni finanziarie.
Uno strumento in particolare che vede i cosiddetti Millenials nel ruolo di smaliziati pionieri è proprio il mobile wallet, quel portafoglio elettronico fruito essenzialmente via smartphone che negli ultimi due anni ha allargato la platea dei soggetti coinvolti in sistemi di pagamento, arruolando di fatto come operatori di transazioni gli stessi produttori di smartphone (Apple e Samsung sono un esempio), ma anche compagnie telefoniche e soggetti della grande distribuzione.
«I mobile wallets stanno progressivamente diventando parte della quotidianità dei consumatori digitali», esordisce il Report, «perché oltre alle funzioni mirate al pagamento, questi strumenti assolvono anche a un altro sempre più ampio spettro di funzioni legate alle piccole incombenze di tutti i giorni: organizzazione di coupon e carte fedeltà, carte d'imbarco e biglietti, alert e notifiche di eventi e appuntamenti. Non c'è da meravigliarsi che i Millenials, cresciuti nella logica di ridurre in un solo strumento - il telefonino - tutta una serie di strumenti che servono per vivere, siano coloro che trainano il mercato dei mobile wallet». La domanda che il report pone, e cui con dovizia di dati prova a dare risposta, è: ma di fronte a questo ampio spettro di funzioni che un mobile wallet propone, quanto e come i giovani sono interessati alla funzione specifica di strumento di pagamento? E quando devono gestire il proprio denaro, quali strumenti scelgono? Dalla risposta a queste domande, ecco la lezione che le banche, realtà che invece hanno come core business il campo delle transazioni, possono apprendere, perché siano pronte e reattive a far valere il proprio vantaggio competitivo su questo fronte, massimizzando quella che è la loro specialità.

Money management

Altro che generazione dalle mani bucate. Le risposte rivelano che i Millenials sono molto interessati a strumenti che gli consentano di tenere sotto stretto controllo le proprie spese e transazioni (dichiara questa attenzione il 64,7% degli intervistati) e il 50,4% di loro verifica quotidianamente il proprio andamento. Per lo stesso motivo, ovvero garantirsi una tracciabilità consultabile delle spese, prima dell'evoluzione delle app di pagamento preferivano l'utilizzo di carte per i propri acquisti (53,7%), e il 21,8% dichiara di non utilizzare mai contanti per fare acquisti. Una buona app, insomma, oltre a gestire i pagamenti deve anche permettere di monitorare in maniera costante e immediata le proprie transazioni. Inoltre, c'è una forte propensione e attenzione all'utilizzo di coupon e premi fedeltà per cercare di risparmiare sugli acquisti (il 45,1% ne fa uso regolare); per questo, le app che consentono di gestire in maniera pratica coupon e simili sono le preferite.

Wallet bancari? Perché no...

Per quanto riguarda la scelta di sistemi di pagamenti messi in campo via app dagli operatori non bancari, la metà degli intervistati (49,5%) dà la propria preferenza al circuito PayPal. mentre il 25,4% dei Millenials opta per Google Wallet e il 19,2% sceglie Apple Pay. Ma sono percentuali che nascondono un'attesa forte: il 52% dei giovani dichiara infatti che se la propria banca offrisse un mobile wallet evoluto, sceglierebbero quello anziché affidarsi a operatori non tradizionali. «Questo significa», sottolienano gli analisti, «che i Millenials non hanno assolutamente preclusioni nei confronti degli operatori tradizionali; la questione è che questi devono mettere in campo soluzioni che siano tecnologicamente all'altezza, ovvero che non siano solo ottimi strumenti di pagamento, ma rispondano a esigenze ad ampio spettro». Prima tra queste, la sicurezza: i 2/3 dei rispondenti mette al primo posto delle paure nell'utilizzo dei sistemi di pagamento via app la protezione della propria identità digitale.

Come deve essere il mobile wallet del futuro

«Il dato evidente è questo: i Millenials guidano e guideranno per i prossimi vent'anni il mercato dei mobile wallet, e quello che chiedono al proprio portafoglio virtuale sono tre cose: semplicità di utilizzo, pulizia nel design, capacità di integrare diverse funzioni. Chi riesce a proporre uno strumento che risponde a queste tre attese, ha in mano le chiavi del futuro», dicono gli analisti di CCG Catalyst Consulting Group. I quali osservano come molte banche sono già riuscite a centrare questa triade di obiettivi mettendo a punto ottimi sistemi di mobile banking attenti a soddisfare la customer experience: si tratta ora di "trasferire" questa esperienza e questa capacità nel nuovo mondo dei mobile wallet.
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