22 Luglio 2018 / 20:32
Multiscreen users: la tv si mette in tasca

 
Fintech

Multiscreen users: la tv si mette in tasca

di Mattia Schieppati - 24 Luglio 2014
Smartphone e tablet insidiano il piccolo schermo per la fruizione di contenuti video. Un fenomeno che cambia le regole della pubblicità e la composizione dei palinsesti. Per Rai, Mediaset e Sky ...
Trema la tv. Il piccolo schermo, strumento che per decenni è stato saldamente in cima a qualsiasi classifica mirata a misurare il canale privilegiato di fruizione di contenuti di informazione ed entertainment, sta infatti per passare lo scettro a smartphone, tablet e pc. Strumenti fino ad oggi indicati tecnicamente come “second screen", ovvero schermi complementari a sua maestà la televisione di casa: Ma che sono già, per centinaia di milioni di persone nel mondo, il principale e spesso l'unico strumento di fruizione anche di contenuti televisivi , come film, serie, show.
A certificare il fatto che siamo ormai nell'era del sorpasso è AdReaction. Marketing in a multiscreen world, la ricerca condotta dalla società di consulenza e branding Millward Brown in 30 Paesi, Italia inclusa, che ha indagato oltre 12.000 consumatori di età compresa tra i 16 e i 44 anni, per comprendere le abitudini e i comportamenti delle persone che fruiscono di contenuti attraverso più dispositivi e schermi (qui una serie di infografiche della ricerca).

Fonte: Millward Brown AdReaction Multiscreen 2014 Infographic
I risultati della ricerca

Siamo ormai tutti diventati dei multiscreen users, ovvero prevale l'abitudine alla fruizione incrociata e simultanea di più device per accedere ai contenuti: un utente medio passa nella sua giornata 7 ore davanti a uno schermo (tv e pc se la giocano al 50%, anche se in realtà il pc è in vantaggio di 7 minuti sulla tv), e di queste 7 ore, 2 ore e mezza le trascorre contemporaneamente su smartphone (e sotto la voce della "mobilità" diventano più di 3, se si aggrega la fruizione da tablet). Lo smartphone è, complessivamente, il dispositivo a cui le persone sono più esposte in tutto il mondo. Tranne in UK, Francia e Spagna, dove al primo posto resta la tv, e Ungheria, Polonia, Russia e Slovacchia (dove la fruizione da computer è maggiore rispetto a quella da altri dispositivi).
Fonte: Millward Brown AdReaction Multiscreen 2014 Infographic
Altre indicazioni interessanti: il 62% dei multiscreen users non segue contenuti correlati tra i due schermi, ma chi lo fa dichiara che usa lo smartphone per approfondire ciò che sta vedendo in tv. Guardando alle differenze di genere, si scopre che le donne dedicano il 25% di tempo al giorno in più rispetto agli uomini all'uso di uno smartphone. Gli uomini passano il 43% di tempo in più delle donne in compagnia di un tablet e dedicano il 40% di tempo in più al laptop. Inoltre, le donne passano il 12% di tempo in più davanti alla televisione rispetto agli uomini.
Sicuramente, una spinta forte a questa abitudine della fruizione parallela è data dall'affermarsi sempre più pervasivo dei social network: la possibilità di commentare, condividere e far circolare in tempo reale riferimenti al contenuto video che si sta guardando "obbliga" a guardare la tv sempre con un device connesso in mano (per un approfondimento del tema leggi Why Second-Screen Media Experiences Need to Be Social).
L'app della Rai permette di seguire sport, informazione e altro in diretta streaming
Altro tema, vicino e conseguente a quello dei multiscreen users, riguarda la consuetudine sempre più diffusa nel fruire i contenuti video direttamente su device mobili (smartphone e tablet). Ed è questo il fronte su cui i tre principali broadcaster televisivi che operano sul mercato italiano - Rai, Mediaset e Sky - stanno rapidamente incrociando le armi, in quando si tratta di un terreno interessantissimo per quanto riguarda naturalmente il mercato pubblicitario. Una pubblicità che offre tantissime opportunità in più, perché non è più lo spot "a cascata" inviato allo spettatore seduto sul suo divano, nella speranza che domani se ne ricordi e proceda all'acquisto, ma è uno spot che può operare sull'interattività, sull'approfondimento immediato e, perché no, sulla finalizzazione all'acquisto direttamente attraverso lo stesso smartphone. Una possibile miniera d'oro.
Ecco perché le aziende televisive hanno fortissimo interesse a predisporre offerte sempre più ricche e accattivanti per gli utenti che decidono di "guardare la tv" direttamente su telefonino o su tablet. Sky con SkyGo e SkyOnline, Mediaset con Infinity, e la Rai con l'app di RAI.tv propongono (i primi due a pagamento) la possibilità di creare un proprio palinsesto on demand, oltre che di fruire dello streaming in tempo reale, usando come terminale video il proprio smartphone o tablet, o addirittura la game console. Non solo: anche piattaforme come Hulu e YouTube stanno lavorando a offerte di prodotti video sempre più simili a quello che è il menu delle televisioni tradizionali, ma con la potenza globale di library video praticamente infinite. È ora, insomma, di cambiare canale ...
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