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Mutui, non solo rate

Mutui, non solo rate

Sospensioni dei pagamenti, proroghe, tavoli di lavoro con le associazioni di consumatori, trasparenza e informazioni in primo piano. La crisi globale ha messo in scena la “via italiana” al finanziamento per la casa
Ildegarda Ferraro, Gianluca Smiriglia
Nell’era della crisi globale, il mutuo non rappresenta più soltanto un “freddo” segmento di mercato ma una forma di dialogo costante con i clienti non ridotto al solo momento del pagamento della “fatidica” rata. La difficile fase economica complessiva e i conseguenti problemi occupazionali hanno messo a dura prova tante famiglie alle prese con il finanziamento per la casa, ma l’ultimo biennio ha evidenziato la capacità delle banche italiane di attivare soluzioni lungimiranti tutelando il bene-casa come fondamento di una società ordinata. Dunque non solo calcolo degli interessi o in casi estremi estenuanti procedure esecutive, ma rapporti creditizi tra flessibilità operativa e difesa della reciproca stabilità finanziaria.

Continuava la sospensione delle rate

Già dal febbraio 2010 è partita con questo obiettivo, nell’ambito del Piano famiglie ABI, la sospensione del pagamento delle rate di mutuo per i nuclei in difficoltà che presentavano specifiche caratteristiche. A fine gennaio 2011, termine ultimo dell’iniziativa, sono stati 40.000 i mutuatari che hanno colto l’opportunità per un valore residuo di 4.8 miliardi di euro. Ma non è finita qui, di fronte a una congiuntura economica che segnala ancora elementi di ripresa debole si è resa necessaria una proroga fino a luglio 2011 alla possibilità di sospendere. Riconfermata ancora una volta la volontà di continuare a sostenere il dialogo e la collaborazione tra banche e Associazioni dei consumatori: le domande possono essere presentate entro il 31 luglio; alla sospensione delle rate potranno essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito; entro il 30 giugno 2011, verificando l’esistenza delle opportune condizioni, sarà valutata l’eventualità di una proroga di ulteriori sei mesi.

Un tavolo di dialogo con le associazioni dei consumatori

In questo modo le banche hanno risposto a un’emergenza sociale, ma allo stesso tempo hanno posto a tutto campo il tema delle prospettive e dei rischi connessi ad un impegno duraturo quale il finanziamento per l’abitazione principale: elemento fisso massima trasparenza e informazioni chiare e continue. Da qui l’idea di un Tavolo permanente di dialogo con le Associazioni dei consumatori per analizzare i punti di vista e valutare ulteriori iniziative comuni sui mutui, soprattutto per ciò che attiene alla scelta tra tassi fissi e variabili. Alla base della proposta l’importanza di lavorare insieme per far crescere la consapevolezza, mettendo a disposizione gli elementi da tenere in considerazione per effettuare le proprie scelte. Senza dimenticare gli strumenti forniti dalle banche per “proteggersi” dalle eccessive fluttuazioni. In questo ultimo caso, pur scegliendo la variabilità, si può sapere subito quale potrà essere l’incidenza massima della rata. La decisione va presa valutando le proprie disponibilità economiche, presenti e prospettiche, tenendo conto della durata del mutuo che si va a sottoscrivere. Per le banche non c’è differenza a vendere prodotti con tasso fisso o variabile, perché entrambi sono indicizzati su previsioni relative al periodo scelto. La redditività per le banche è la stessa e trovano vantaggio quando il cliente è soddisfatto delle proprie scelte finanziarie.

Positiva la capacità di tenuta

Ancora una volta si bada allo svolgimento di una sana attività creditizia: fare “buon credito”, che non è solo una questione di quantità ma di consentire ai clienti di essere “buoni debitori” ovvero in grado di onorare i propri impegni finanziari con il giusto equilibrio. Una condizione che in Italia non è un miraggio se pensiamo che, secondo i dati più recenti del Rapporto ABI-Welfare sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane, i mutuatari nonostante la debolezza del ciclo economico confermano una positiva capacità di tenuta, anche grazie al supporto delle banche italiane. Le sofferenze, seppure su livelli ancora molto bassi, registrano un leggero incremento, coerente con la situazione di crisi che stiamo attraversando, complessivamente all’1,6% del totale erogato. Molto intensa, infatti, la crescita dei finanziamenti per l’acquisto di immobili, risultata a gennaio pari al +7,8% (+8% a dicembre 2010 e +6,7% a fine gennaio 2010).
4 Maggio 2011

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