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Nel cuore del sistema produttivo

Nel cuore del sistema produttivo

In occasione della partenza del Road Show ABI da Cuneo, Adriano Maestri, presidente di ABI Piemonte, parla dell'economia e della finanza del territorio
Ildegarda Ferraro
Il road show ABI è partito da Cuneo. Quali sono state le ragioni della scelta di quest’area per la prima tappa?
Cuneo è una perfetta fotografia del Nord Italia. E questo è vero per sistema produttivo, vista la presenza di un mix di imprese piccole e di dimensioni internazionali. Anche dal punto di vista bancario c’è lo stesso mix che caratterizza il Nord del Paese. Abbiamo banche piccole, molto piccole, medie, regionali e colossi bancari. Anche da un punto di vista degli indicatori di qualità della vita e del benessere in generale Cuneo figura sempre in buona posizione. È quindi un’immagine precisa. Il road show ABI toccherà il Nord, il Centro e il Sud. Cuneo vuol dire partire, potendo contare su di una buona rappresentazione del Nord.
Una sua foto di questo territorio?
Cuneo è in una zona straordinaria. È vicina alla Francia, alla Liguria e a Torino. È un’area che consente di sfruttare al meglio tutta una serie di caratteristiche positive del sistema Italia. Mi riferisco al turismo, all’agricoltura, all’agroalimentare di qualità. Conta certamente la piccola e media impresa. Ha il suo peso il carattere di eccellenza di alcune aziende che rappresentano di fatto l’Italia all’estero. C’è sicuramente un tessuto economico che ha risentito meno della crisi. Per esempio l’alimentare in generale ha sentito meno le difficoltà del momento. Che cosa possiamo immaginare? Ci aspettiamo che l’Italia e il mondo pretenda sempre più la qualità. Se Cuneo saprà mantenere o addirittura ancora migliorare i livelli di eccellenza avuti sino ad ora mi aspetto un futuro positivo. La sfida sarà proprio quella dell’eccellenza, associata al saper aggredire nuovi mercati. Il mondo produttivo cuneese deve sapere affrontare mercati sempre più complessi, dovendo forse anche accrescere la propria dimensione attraverso possibili aggregazioni o sinergie come per esempio reti di impresa.
Le banche piemontesi sono attrezzate per evitare il rischio di una stretta creditizia?
Certamente le banche piemontesi sono attrezzate. Il Piemonte, d’altra parte, si caratterizza per un buon rapporto raccolta - impieghi e quindi, sotto un profilo di liquidità, vede una situazione sicuramente più serena rispetto ad altri territori dove la leva del debito è stata più spinta. La liquidità è un bene prezioso e in questo momento la si sta valorizzando per quel che effettivamente vale. La buona propensione al risparmio, che questo territorio ha sempre avuto, consente che le banche siano più serene sul fronte degli impieghi anche in una situazione come questa.
Il quadro dei mutui bancari in quest’area è in linea con la media italiana? Lei vede contrazioni?
Per quel che riguarda i mutui alle famiglie non vedo contrazioni particolari, la situazione è in linea con quanto accedeva prima che si manifestassero i segni di questo momento di maggiore difficoltà. Per i mutui alle imprese c’è un rallentamento, connesso all’innalzamento degli spread del mercato obbligazionario per il rischio Paese.
Quanto pesa Cuneo sullo sviluppo bancario della regione?
Come vede l’offerta regionale dei servizi bancari? Cuneo è certamente una delle aree del Piemonte di maggiore benessere. Dalla prospettiva cuneese lo sviluppo bancario della regione è più sereno. La dinamica della concorrenza tra banche piccole, medie e grandi, anche internazionali ha sempre caratterizzato l’area. Tutto questo ha certamente facilitato l’evolversi del sistema.
12 Gennaio 2012

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