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Oltre la vigilanza

Oltre la vigilanza

Per migliorare la sicurezza le banche devono superare vecchi modelli, puntando sulla videoanalisi e sulla diminuzione dei contanti in agenzia. L’opinione di Leonardo Bassilichi, direttore generale di Bassilichi
Flavio Padovan
Continuare ad aumentare i livelli di sicurezza delle agenzie sul territorio e, contemporaneamente, ridurre i costi per riuscire a far quadrare i bilanci. E’ questa la doppia sfida che le banche si trovano a dover affrontare in questo periodo di crisi. Come riuscirci? Lo abbiamo chiesto a Leonardo Bassilichi, direttore generale di Bassilichi.
“Le banche devono avere il coraggio di superare vecchi modelli che sono ormai non solo insostenibili economicamente, ma anche poco efficaci. Grazie all’evoluzione della tecnologia oggi sono disponibili soluzioni evolute di difesa che permettono di garantire maggiore sicurezza a costi inferiori”.

Concretamente qual è il cambiamento che suggerite?

Innanzitutto crediamo che sia necessario sostituire la guardiania armata nelle agenzie con un sistema avanzato di videoanalisi in grado di analizzare automaticamente le immagini raccolte dalle telecamere, riconoscere situazioni di pericolo in tempo reale, lanciare alert e attivare l’intervento delle Forze dell’Ordine. Tutto 24 ore su 24 e a costi bassi, grazie alla potenzialità di questa tecnologia matura e disponibile sul mercato. Oggi, poi, esistono anche sistemi di intelligenza periferica in grado di analizzare dinamicamente attività e processi tipici della sicurezza fisica e poi di effettuare correlazioni fra i dati raccolti. Pensiamo, ad esempio, alle operazioni di cash in transit unitamente al controllo degli accessi e dei mezzi forti che vengono gestite da remoto, analizzate e poi messe in correlazione fra loro in modo da fornire le informazioni utili a svolgere una supervisione di tipo proattivo per una gestione ottimale dell’evento criminoso o dell’anomalia.

Ma le banche stanno già puntando sulla videoanalisi?

Sono consapevoli che questa è la soluzione, ma sono ancora poche quelle che hanno iniziato ad investire. A frenarle finora è stato soprattutto il rapporto con i sindacati rispetto alla vigilanza armata, un tabù difficile da superare. Oggi le cose stanno cambiando, anche perché la crisi ed il bisogno di far quadrare il conto economico sta accelerando i cambiamenti.

Su quale altre soluzioni pensa che investiranno le banche?

Oltre alla videoanalisi, un altro caposaldo della sicurezza in banca sono i cash in – cash out, perché sono dispositivi in grado di alzare i livelli di deterrenza diminuendo il contante nelle casse. Si tratta di una soluzione che contribuisce concretamente a diminuire il rischio rapina e che quindi dovrà continuare ad essere adottata nelle agenzie, a mio avviso, anche perché questi dispositivi sono migliorati nel corso degli anni.

Solo nelle agenzie o anche presso gli esercenti? Il mercato sta premiando le soluzioni full service per la gestione integrata del contante direttamente presso il mondo retail...

Anche noi forniamo questo servizio, che in alcuni casi permette all’esercente di vedersi accreditare in tempo reale sul proprio conto corrente il denaro che inserisce nel dispositivo installato nel suo negozio, oltre a liberarlo dalla gestione del cash. A Banche e Sicurezza presenteremo proprio la nostra offerta chiavi in mano per farmacie e tabaccai.

E’ un tipo di offerta sostenuto soprattutto da fornitori terzi e non direttamente dalle banche. Come mai?

Per come è strutturata oggi la rete bancaria, questo modello di offerta comporta un problema di ridondanze perché i dispositivi di sicurezza del contante, già installati nelle agenzie, vengono duplicati anche presso i clienti. Se ci fossero solo filiali light dedicate alla consulenza, invece, non ci sarebbe questo problema. Da questo punto di vista è sempre più urgente per le banche una riflessione sulle attività che vogliono fare in futuro per strutturarsi in modo adeguato rispetto ai nuovi obiettivi di business.
22 Maggio 2012

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