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Parte la nuova moratoria imprese

Parte la nuova moratoria imprese

Alla metà di settembre hanno già aderito all’Accordo 281 banche, pari all’81% del settore in termini di sportelli. Con la precedente moratoria sono stati sospesi 106 mila mutui e messi a disposizione delle imprese 4,3 miliardi di liquidità ...
Ildegarda Ferraro

Le adesioni

Ai nastri di partenza la nuova moratoria per le piccole e medie imprese. L’80,6% degli sportelli su tutto il territorio nazionale sta lavorando per metterla a disposizione della propria clientela. Hanno finora già aderito all’iniziativa 281 banche. Il nuovo accordo è stato firmato lo scorso 1° luglio dall’ABI, Alleanza Cooperative Italiane (che riunisce Agci, Confcooperative, Legacoop), Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria, Rete Imprese Italia (che riunisce Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti).
L’elenco di chi ha già dato il suo assenso è disponibile sul sito dell’ABI.

L’accordo

Gli interventi finanziari previsti dalla nuova moratoria, sono di 3 tipi:
  • operazioni di sospensione dei finanziamenti a medio-lungo termine;
  • operazioni di allungamento dei mutui e delle scadenze del credito a breve termine;
  • operazioni di finanziamento per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale.

Beneficiari

Possono beneficiarne le imprese che, pur manifestando un’eccessiva incidenza degli oneri finanziari sul fatturato per effetto della crisi economica, sono economicamente sane (in bonis). È previsto che si impegnino a fornire elementi che evidenzino prospettive di sviluppo o di continuità aziendale, ad esempio attraverso il portafoglio ordini, il business plan, i piani di ristrutturazione aziendale.

Le novità

Le innovazioni rispetto al passato includono un più ampio periodo massimo di allungamento dei mutui. Le operazioni avranno condizioni contrattuali invariate se l’impegno dell’impresa è quello di avviare entro 12 mesi dall’ottenimento dell’allungamento, processi di rafforzamento patrimoniale o di aggregazione. In caso contrario le operazioni possono prevedere una variazione del tasso d’interesse, in misura non superiore all’aumento del costo di raccolta della banca rispetto al momento dell’iniziale erogazione. La variazione non potrà di norma superare il 2%.
Tra le innovazioni c’è anche la possibilità di sospendere le operazioni di apertura di credito in conto corrente con garanzia ipotecaria, a patto che sia previsto un piano di rimborso rateale nel quale siano identificabili le quote capitale e interessi delle singole rate, ovvero che siano operazioni assimilabili in termini di strutturazione del piano di rientro.
Possono inoltre essere sospesi nuovamente i mutui già sospesi ai sensi dell’Avviso Comune del 3 agosto 2009 e della successiva proroga.

Da quando parte

Il nuovo accordo è operativo per le banche in elenco, che si impegnano a renderlo operativo entro 30 giorni lavorativi dalla data di adesione. Le richieste dovranno essere presentate dalle imprese entro il 30 giugno 2014. Le domande di allungamento dei mutui che, a tale data, dovessero trovarsi ancora in fase di sospensione, potranno essere presentate entro il 31 dicembre 2014.

I risultati delle precedenti moratorie

Con il precedente accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012, le banche hanno sospeso fino al 31 luglio di quest’anno circa 106.000 mutui a livello nazionale, pari a 32,3 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata superiore a 4,3 miliardi di euro. Se a queste operazioni si aggiungono quelle delle due passate iniziative degli anni 2009-2010 (“Avviso comune” e “Accordo per il credito alle Pmi”), si raggiunge un totale di 370.000 mutui sospesi, pari a oltre 100 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata circa 20 miliardi di euro.
2 Ottobre 2013

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