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PEC, le mail certificate a quota 5 milioni. E ora arriva la App

PEC, le mail certificate a quota 5 milioni. E ora arriva la App

Sul portale inipec.gov.it tutti gli indirizzi delle PEC attive in Italia. E intanto crescono i servizi offerti da provider privati a professionisti e imprese per gestire la posta certificata anche in mobilità
Mattia Schieppati
È partita in sordina – perché troppo macchinosa, troppo burocratica, o forse semplicemente troppo tecnologica rispetto al gap medio di arretratezza Ict delle imprese italiane – eppure nel corso del 2013 ha guadagnato terreno. Fino a entrare ormai nelle abitudini di comunicazione anche di professionisti e piccole e medie imprese, complice la legge che ha posto il termine di adozione obbligatoria al 30 giugno scorso, con deroga fino al 31 dicembre (clicca qui per tutto l’iter legislativo e la “storia” della PEC). Stiamo parlando della Posta Elettronica Certificata, nome in codice PEC, lo strumento che consente (e, in alcuni casi, obbliga) il cittadino a comunicare con la Pubblica Amministrazione – e tra Pubbliche Amministrazioni - attraverso una casella di mail appunto “certificata”, esclusiva e sicura.
Infocamere ha appena pubblicato i dati, relativi alla fine del mese di settembre, che mettono nero su bianco la crescita della PEC. Secondo l’organismo camerale è stata superata la soglia dei 5 milioni di indirizzi telematici di imprese e professionisti italiani presenti nell'indice nazionale della posta elettronica certificata su INI-PEC (www.inipec.gov.it), il nuovo portale lanciato a fine giugno e pensato per “semplificare la comunicazione tra cittadini, imprese, professionisti e istituzioni”. Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, sotto la cui competenza ricade questa sorta di versione 2.0 delle vecchie Pagine Gialle, il nuovo portale è la prova che l'innovazione passa anche attraverso azioni semplici, come mettere a disposizione in un luogo digitale gli indirizzi di PEC. Sul portale a oggi sono stati raccolti quasi 950.000 indirizzi PEC di professionisti relativi a quasi 1.500 ordini e collegi professionali. Nella sezione imprese, sono disponibili circa 4.200.000 indirizzi PEC, tra società e imprese individuali. Uno strumento che sta muovendo i primi passi: a quattro mesi dal lancio, sono stati oltre 300mila gli accessi al portale e quasi 3 milioni le pagine visualizzate, per oltre un milione di ricerche effettuate.
La PEC, da obbligo incompreso, sta diventando insomma uno strumento di utilizzo comune nel mondo del business e non solo. Sono sempre più numerosi anche i singoli cittadini che scelgono di aprire una casella di posta elettronica certificata anche per interfacciarsi in modo diretto e sicuro con la PA. Secondo i dati rilasciati dall’Agenzia per l’Italia Digitale, in totale le caselle di PEC attive sono circa 7 milioni, 2 milioni quindi quelle di privati.
Più complicato riuscire ad avere una mappatura territoriale delle caselle attive, per comprendere quanto sia presente anche su questo fronte una sorta di digital divide tra Centro-Nord e Centro-Sud della penisola. «È lecito pensare che il trend di adozione della PEC a livello regionale rispecchi le distribuzione geografica delle imprese sul territorio e che, quindi, sia maggiormente presente in regioni come Lombardia, Veneto e Lazio, ampiamente industrializzate, ma anche in Campania e Sicilia», prova a ipotizzare Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba, azienda leader del settore PEC con oltre il 50% delle caselle attivate.
Un discorso, quello della distribuzione geografica delle mail certificate, che rischia di essere superato dagli eventi. E dalle innovazioni. A scompaginare la geografia dell’Italia certificata ci ha pensato infatti il gruppo Dada, altro importante operatore ICT italiano, che attraverso il proprio brand Register.it ha appena lanciato Register PEC, un'App che consente l’implementazione e l’utilizzo della posta certificata da dispositivo mobile, smartphone e tablet. Un balzo in avanti che manda immediatamente in soffitta qualsiasi possibile lamentela legata al fatto che usare la PEC è scomodo e macchinoso. L’approccio infatti è quello immediato e user friendly delle App più avanzate; una dashboard a icone facilita infatti l’utilizzo della posta certificata e la gestione delle mail in entrata e in uscita, il tutto in piena sicurezza. Tre sezioni in cui è suddivisa la App, corrispondenti a tre modalità di utilizzo: c’è la sezione Webmail, che consente l’accesso alla vera e propria casella PEC attraverso cui è possibile inviare e ricevere messaggi, impostare notifiche sms, gestire l’archivio di posta, ecc. La funzione Search Pubbliche Amministrazioni è la funzionalità inaugurata sul mobile proprio da Register PEC, grazie a cui è possibile ricercare istantaneamente gli indirizzi di posta elettronica della PA in modo immediato, digitando il nome del comune come in un motore di ricerca e ottenendo gratuitamente l’elenco delle caselle PEC degli enti pubblici a cui poter inviare subito un messaggio certificato. E infine, per chi è ancora ai suoi primi passi nel mondo della posta certificata, c’è anche un Manuale operativo, una guida all’uso della PEC con consigli alla portata di singoli, imprese e amministrazioni e con le risposte alle domande più complesse, per esempio come recuperare i log legali di una PEC da usare in sede processuale o come cambiare il titolare di una casella certificata.
Altra app di posta elettronica certificata è Legalmail, lanciata lo scorso giugno da InfoCert. Simile alla tradizionale posta elettronica, l'app ha in più alcune caratteristiche di sicurezza e di certificazione della trasmissione che rendono i messaggi opponibili a terzi, sostituendo le raccomandate con avviso di ricevimento e i fax nei rapporti ufficiali. Legalmail App certifica l’autenticità del mittente, l’ora d’invio e la ricezione, ma anche il contenuto del messaggio così come è stato trasmesso, salvando ricevute, messaggi e allegati automaticamente nell’archivio di sicurezza, con tecniche di criptazione che impediscono intrusioni.
17 Ottobre 2013

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