20 Luglio 2018 / 06:42
Per battere la crisi il mondo investe nel cloud

 
Fintech

Per battere la crisi il mondo investe nel cloud

di Franco Volpi - 26 Ottobre 2011
Secondo le previsioni Gartner, nel 2012 crescerà del 3,9% la spesa delle aziende in information technology. E la spesa maggiore sarà nel cloud computing
Potrebbe essere un bel segnale, tra tanti predicatori di sventura (economica e finanziaria). Nonostante i venti della crisi non sembrino calare - anzi - un dato in contro tendenza molto interessante è quello contenuto nei dossier preparatori del prossimo Gartner Symposium/ITxpo, organizzato dal 7 all’11 novembre a Barcellona dalla società di consulenza e analisi Gartner Group. Dove viene scritto nero su bianco che nel 2012 a livello mondiale crescerà la spesa delle aziende in innovazione e sistemi di information technology: ben 2,7 trilioni di dollari verranno investiti in nuovi sistemi operativi, nuovo hardware, nuove facilities legate all'automazione e all'informatizzazione dei processi. Ben il 3,9% in più rispetto a quanto è stato speso quest'anno.
Una bella notizia, tra Borse che tentennano ed economia mondiale sulle montagne russe.
«L'IT è un driver primario per la crescita delle performance di business, e lo dimostra il fatto che l'anno prossimo ben 350 compagnie investiranno ciascuna più di un miliardo di dollari in tecnologie. E lo fanno per l'information technology, che ha un impatto diretto, e molto spesso immediato, sul business di un'azienda», ha dichiarato Peter Sondergaard, senior vice president di Gartner, presentando questi dati.
Ad assorbire la parte maggiore di questi investimenti nel 2012 saranno, secondo l'analisi, i potenziamenti dei sistemi "cloud", server virtuali che consentono di memorizzare e gestire dati direttamente online e che diventeranno sempre più il cuore della gestione aziendale. «Se nel 2010 le aziende investivano solo il 3% del loro fatturato nei sistemi cloud», continua Sondergaard, «questo impegno raggiungerà il 19% entro il 2015». Un bel balzo nelle nuvole!
Ma non è tutto. Come sempre accade in tutte le cose, si potrebbe fare anche di più. A dare un ulteriore stimolo è uno studio prodotto da un'altra società di analisi, la Oxford Economics. Secondo la quale, se l’Europa investisse in Ict tanto quanto investono gli Stati Uniti, il Vecchio Continente vedrebbe crescere il proprio Pil del 5% in più rispetto alle attuali previsioni. Un incremento quantificato in 1.500 euro pro capite in più ai prezzi attuali. E, badate bene, l’innovazione dell’Ict conterebbe solo per un terzo di questa crescita (l’1,5% del Pil, per un giro d’affari di 220 miliardi di euro), mentre il restante +3,5% sarebbe frutto delle energie nuove - e dei nuovi business - che il cambiamento tecnologico metterebbe in atto, snellendo, facilitando e potenziando i normali processi produttivi e industriali.
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