19 Agosto 2019 / 22:51
Per pagare, basterà la parola

 
Pagamenti

Per pagare, basterà la parola

di Mattia Schieppati - 21 Marzo 2019
Assistenti vocali, nuovi sistemi di riconoscimento dell'identità digitale, tecnologie blockchain. Oltre a dare i numeri sul panorama completo dei pagamenti cashless (nel 2018 i New Digital Payment sono aumentati del 56% per un totale di 80 miliardi e tra due anni arriveranno a 125), l'annuale Rapporto del Politecnico di Milano indica tre aree di innovazione che daranno nel prossimo futuro una forte spinta ai pagamenti digitali ...
Per raccontare una realtà sempre più ampia e multiforme, serve una nuova categoria di riferimento: quella dei New Digital Payments, che comprende i pagamenti da mobile (sia di prossimità, che da remoto), i pagamenti contactless, quelli effettuati tramite mobile Pos e i pagamenti effettuati online su piattaforme di e-commerce. Al di là dei numeri, il primo elemento significativo dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, presentato il 14 marzo, sta proprio nel nome scelto per provare a confinare quest’area di innovazione.
La definizione New Digital Payments rompe infatti la suddivisione canonica per tipologia di device o di canale di pagamento e attraversa in maniera trasversale lo scenario ormai molto sfaccettato dei canali di pagamento innovativi. L’unico modo, molto probabilmente, per avere una visione abbastanza ampia di un mondo in continuo movimento.
Definito il campo di azione, vediamo i numeri. «I New Digital Payment continuano a crescere a un ritmo elevato (+56%) e arrivano a rappresentare un terzo del totale dei pagamenti digitali con carta per un totale di 80 miliardi di euro. Questa crescita è trainata in particolar modo dalla componente di prossimità delle carte contactless e dei pagamenti di prossimità da mobile (Mobile Proximity Payment), crescita che stimiamo possa proseguire nei prossimi anni superando nel 2021 i 125 miliardi. I Mobile Proximity Payment, in particolare, hanno avuto una crescita molto importante (+650%), con oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate in negozio con lo smartphone, per un equivalente di 530 milioni di euro» dichiara Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio.
Oltre a presentare dati aggregati e di dettaglio rispetto alle diverse tipologie di pagamento digitale (qui i dati completivedi anche ultimo paragrafo), una parte interessante del Report è quella che individua e approfondisce, riportando esempi già in atto, tre particolari filoni di tecnologie e di innovazione sulla base dei quali la crescita dei New Digital Payments potrà essere, nei prossimi anni, ancora più esplosiva.

1. Gli assistenti vocali

Se lo smartphone è ormai uno strumento di assodato utilizzo, sono ancora tutte da esplorare le potenzialità legate ai pagamenti che passano dagli oggetti connessi (Internet of Things). Scrive il Politecnico: «Grazie allo sviluppo dell’IoT, i pagamenti potranno essere effettuati tramite altre tipologie di strumenti opportunamente connessi tra di loro e alla rete, gli smart objects. Già oggi, infatti, esistono Smart Tv che permettono di effettuare acquisti di abbonamenti e di contenuti, e si iniziano a vedere i primi esempi di frigoriferi smart dotati di software che permettono di acquistare prodotti da specifiche app e automobili che consentono di pagare il carburante o il pranzo direttamente dal cruscotto (General Motors).
Parallelamente a questi dispositivi, una delle innovazioni più attuali e potenzialmente più rilevanti per il futuro del settore dei pagamenti è quella legata agli assistenti vocali (Bancaforte ne ha parlato anche in questo articolo). Smart speaker come Amazon Echo e Google Home, per citare quelli già lanciati in Italia, permettono infatti di effettuare acquisti e pagamenti da remoto semplicemente conversando. Una delle applicazioni già attive è, per esempio, quella di Virgin Trains, che consente di scegliere e acquistare biglietti ferroviari nel Regno Unito tramite Echo pagando con Amazon Pay. Negli Stati Uniti invece è stato lanciato Google Express, servizio utilizzabile tramite l’assistente vocale di Google, con il quale è possibile ordinare prodotti da oltre 50 retailer statunitensi e riceverli direttamente a casa. La futura combinazione di dispositivi IoT e dell’intelligenza artificiale non permetterà solo di effettuare pagamenti con gli smart objects, ma dipinge scenari nei quali saranno gli stessi oggetti a condurre la transazione entro specifiche condizioni (ad esempio “È finito il latte”), previa autorizzazione dell’utente o dietro comando di quest’ultimo».

2. L'identità è digitale

Secondo aspetto chiave è quello dell’identità digitale. «Il legame tra pagamenti digitali e identità (digitale, ovviamente) è uno dei temi al centro dell’innovazione di questo mercato. Riconoscere una persona in maniera univoca permette infatti di poter avviare un’operazione dispositiva, sia essa online o in negozio», viene scritto nel Report. «Tanto più il processo “ti riconosco e ti identifico, quindi ti faccio pagare” diventerà semplice e sicuro per utenti ed esercenti, tanto più queste soluzioni verranno apprezzate e avranno successo, soprattutto se l’utente potrà accedere con un’unica identità a diversi servizi, tra cui quelli di pagamento o di mobile banking. Su questo aspetto è già stato fatto molto, per esempio, dal settore bancario in Svezia con Mobile Bank ID e dai governi in Estonia e in India, rispettivamente con Mobile ID e Aadhaar. L’autenticazione di un utilizzatore di pagamenti elettronici può avvenire con diversi fattori e tecnologie. La biometria è quella che presenta le maggiori potenzialità per innovare la user experience di chi effettua un pagamento, sia in termini di facilità e velocità di utilizzo sia in termini di sicurezza. La lettura dell’impronta digitale, la lettura dell’iride o la scansione del viso sono esempi di tecnologie biometriche già disponibili e ampiamente utilizzate nel mercato grazie alla loro integrazione nella maggior parte degli smartphone commercializzati negli ultimi anni.
La lista delle possibilità non si limita a queste tecnologie: si può riconoscere in modo univoco la voce di una persona, il suo reticolo endovenoso o anche solamente le sue abitudini nell’utilizzo di un device. A tendere, inoltre, il riconoscimento biometrico potrà essere adottato direttamente eliminando il bisogno di un device abilitante (smartphone o wearable). Ad esempio gli studenti della Copenaghen Business School possono pagare in tutti i punti vendita del campus con il loro dito, tramite scansione del reticolo endovenoso, mentre i clienti di 20 punti vendita di Azbuka Vkusa, catena di supermercati russa, pagano con la propria impronta digitale».

3. Tecnologie blockchain

Un motore di innovazione nell’ambito dei pagamenti si conferma poi essere la blockchain. «Quando si parla di pagamenti e blockchain il pensiero cade spesso ai bitcoin e alle criptovalute», anticipano i ricercatori del Politecnico, «ma in realtà la natura di questa tecnologia – basata sulla decentralizzazione dell’autorità e del controllo, sull’automatizzazione dei processi e sull’integrità dei dati – la rende potenzialmente applicabile a diversi casi d’uso, molti ancora da esplorare. Le criptovalute stesse potranno avere sviluppi interessanti, come quello delle monete programmabili, in cui si possono definire le regole entro cui quel valore monetario può essere speso (tipologia di articolo, periodo, luogo, esercente…)». Alcuni esempi già ci sono. Telegram, ad esempio, sta per lanciare la propria criptovaluta, il Gram, che funzionerà su una nuova blockchain (Telegram Open Network - Ton), creata per connettere tutta la rete di attuali utilizzatori e permettere scambi di denaro, in tutto il mondo, attraverso l’app di messaggistica. Circle usa invece la blockchain per rendere più efficiente gli scambi internazionali in diverse valute, riducendone i costi.

I numeri dei New Digital Payment

Continuano a crescere ad un ritmo elevato i nuovi pagamenti (+56%) e arrivano a rappresentare un terzo dei pagamenti digitali con carta, per un totale di 80 miliardi. Questa crescita è trainata in particolar modo dalla componente di prossimità delle carte contactless e dei pagamenti in prossimità da mobile (Mobile Proximity Payment), crescita che si stima possa proseguire nei prossimi anni superando nel 2021 i 125 miliardi di euro. I Mobile Proximity Payment, in particolare, hanno avuto un boom (+650%), con oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate in negozio con lo smartphone, per un equivalente di 530 milioni di euro» dichiara Valeria Portale. Guardiamo le varie categorie.

Pagamenti contactless

Nel 2018 in Italia sono state effettuate oltre 1 miliardo di transazioni da parte dei possessori di carte c-less, per circa 47 miliardi di euro di transato complessivo. A ricoprire un ruolo fondamentale, oltre alla dimestichezza con questa tecnologia ormai acquisita da consumatori ed esercenti, è anche la crescita del numero di carte e Pos abilitati: oltre 1 carta su 2 (60 milioni, +17%) a fine 2018 e più di 3 POS su 4 (1,7 milioni, +21%) sono contactless. Si stima che i pagamenti contactless entro il 2021 potranno valere tra i 75 e i 100 miliardi di euro. Lo scontrino medio delle transazioni “tap & go” è sceso nell’ultimo anno, passando dai 48 euro/transazione del 2017 ai 45. La cifra è più bassa rispetto ai 57 euro delle transazioni tradizionali, il contactless sta quindi intercettando una quota delle micro-transazioni. Tuttavia, l’ampia distanza dalla soglia dei 25 euro (per cui non viene richiesto di inserire il Pin o la firma) conferma anche che chi ha l’abitudine a usarlo ormai lo utilizza indistintamente per importi micro o macro.

Mobile Proximity, Remote e Mobile Pos Payments

Crescono poi in maniera significativa i pagamenti presso i punti vendita attraverso il cellulare (Mobile Proximity Payment), che raggiungono i 530 milioni di euro transati nel 2018, con oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate. Raddoppiano, inoltre, sia il numero di persone che l’hanno utilizzato (1 milione in totale a fine 2018) sia la spesa annuale media, che supera i 500 euro per persona.
Il valore degli acquisti online di beni e servizi tramite sito Mobile o app (Mobile Remote Commerce), è cresciuto del 40% per un totale di 8,4 miliardi di euro: un valore pari al 31% del totale e-commerce, in crescita rispetto al 25% del 2017. Le punte di penetrazione del Mobile si registrano nella vendita di prodotti (tra il 32% del Food&Grocery e il 45% dell’Abbigliamento), mentre è minore nella vendita di servizi (tra il 9% delle Assicurazioni e il 18% del Turismo e trasporti).
Ultimo elemento numerico riguarda i Mobile Pos (terminali collegati allo smartphone dell’esercente), che sono riusciti a ritagliarsi negli ultimi anni una fetta di mercato italiano piccola ma molto importante, perché composta prevalentemente da esercenti non ancora dotati di terminali per l’accettazione di pagamenti con carta. La crescita del 38% del valore del transato rispetto al 2017 (per un totale di quasi 1,5 miliardi di euro) dimostra come le politiche di pricing legate a questi strumenti – solitamente basati su bassi costi fissi di attivazione e di canone e su costi variabili per transazione più elevati – risultino molto attraenti per quella parte di commercianti che intendono dotarsi di un secondo terminale e per coloro che processano solo poche transazioni nel corso del loro lavoro. Il numero di transazioni (100 transazioni annue per Pos) e il valore di transato per Pos (9.000 euro annui per Pos) risultano, infatti, di un paio di ordini di grandezza minori rispetto ai POS tradizionali. Si stima che nel 2021 i pagamenti su Mobile Pos varranno tra 1,8 e 2,2 miliardi di euro.
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