17 Gennaio 2019 / 09:26
Per salvare i libri, gli editori si alleano col digital

 
Fintech

Per salvare i libri, gli editori si alleano col digital

di Mattia Schieppati - 1 Aprile 2014
L'ultima ricerca Nielsen sulla lettura in Italia fotografa un mercato in forte calo. Solo il 37% degli italiani ha letto almeno un libro nel 2013. Mentre crescono (gradualmente) gli ebook. E Mondadori acquista aNobii, il più noto social network di appassionati di libri ...
Chi ama pensare al bicchiere mezzo pieno parte da un dato (uno dei pochi) col segno "più": quel +14% di ebook acquistati nel 2013 rispetto al 2012 (per un totale di 1 milione di libri) e il +17% di lettori di volumi elettronici. Segno che, per pur partiti in forte ritardo sul fronte dell'editoria elettronica, rotti gli indugi gli italiani nel leggere su tablet e pc ci stanno prendendo gusto. Ma queste piccole percentuali di crescita non bastano per risollevare un mercato in rosso. È il bicchiere mezzo vuoto, infatti, quello che prevale scorrendo i numeri dell'ultima indagine svolta da Nielsen per il Centro per il libro e per la lettura, l'istituto specializzato del Ministero dei beni Culturali, sull'acquisto e consumo dei libri in Italia (per il rapporto clicca qui). La ricerca ha sondato le abitudini di acquisto libri e di lettura di 9mila famiglie italiane con figli over 14, monitorate per un periodo molto ampio, da gennaio a dicembre 2013, e i numeri non sono buoni.
Lettori in calo nel 2013
Fonte: Nielsen - Centro per il libro e per la lettura
Guardando la tendenza del triennio 2011-2013 si evidenzia un calo medio, sia nella percentuale dei lettori (dal 49% al 43% della popolazione) sia degli acquirenti di libri (dal 44% al 37%). Solo il 37% della popolazione (19,5 milioni di individui), insomma, ha acquistato almeno un libro nel 2013, per un totale di 112 milioni di copie vendute. Gli acquirenti sono per la maggior parte diplomati e laureati, risiedono tra il Nord e il Centro Italia, hanno un profilo giovane (25-34 anni).
Identikit di acquirenti e lettori
Fonte: Nielsen - Centro per il libro e per la lettura
Ulteriore discriminante è la fascia di reddito (più gli individui sono benestanti, maggiore è la loro predisposizione a investire in libri). Il periodo di crisi non aiuta: più della metà dei libri acquistati è compresa nella fascia di prezzo medio-bassa: il 28% riguarda i titoli sotto i 5€, il 31% quelli tra i 6 e i 10€, il 23% tra 11 e 15€ e il rimanente 18% d 16€ in su. La ricerca conferma poi il ruolo preponderante dei lettori forti: il 4% della popolazione ha acquistato il 36% delle copie vendute nel 2013.

Carta o e-book?
Fonte : Nielsen - Centro per il libro e per la lettura

Quella che si conferma quindi un'élite di lettori ristretta e solitaria (e sempre più anziana: a crescere sono i lettori ultrasessantenni: dal 33% nel 2011 al 38% nel 2012 al 39% nel 2013). E un gap sempre più ampio tra chi legge, magari tanto, e chi non legge più (oltre a non acquistare) nemmeno un libro all'anno.
Fin qui, i numeri. Ma come sta reagendo l'editoria libraria di fronte a questo trend? Prova a correre ai ripari e a cercare proprio attraverso la rete e il digital - fino a ieri considerate realtà nemiche, intenzionate a seppellire il piacere del libro di carta - un alleato capace di invertire la tendenza. Non solo puntando in maniera finalmente un po' organizzata sul mercato degli ebook, ma anche cercando nella rete e nei social un canale per diffondere il piacere della lettura. È di metà marzo, per esempio, la notizia dell'acquisto da parte del Gruppo Mondadori (le cifre dell'operazione sono rimaste riservate) di aNobii, un social network dedicato ai libri e agli appassionati di libri che ha un milione di utenti in tutto il mondo, di cui 300.000 in Italia.

La lettura è social

Fondato nel 2005 dal cinese Greg Sung a Hong Kong, aNobii è un sistema che - nella logica del social network di settore, consente agli utenti di gestire una sorta di libreria virtuale in cui aggiungere i volumi che possiedono, che stanno leggendo, che hanno terminato o abbandonato, accompagnandoli con recensioni e voti, tenendo nota delle date di inizio e fine della lettura di un libro. Gli iscritti possono consultare le librerie di altre persone – decidendo di seguirne alcune e ricevendone gli aggiornamenti – prendendo così spunto riguardo a nuovi libri da leggere, che possono aggiungere a una lista dei desideri. Il sistema calcola attraverso un algoritmo anche la somiglianza tra due librerie, permettendo di seguire gli utenti con gusti più vicini ai propri. Gli utenti possono scambiarsi commenti, inviarsi messaggi e iscriversi a gruppi tematici di discussione, che spesso diventano veri e propri gruppi di lettura. Inoltre aNobii fornisce a ognuno dati sulla propria libreria, come il numero di pagine e di libri letti dall’inizio dell’anno o quali e quanti utenti l’hanno visitata. Oltre 40 milioni i libri fino ad ora "catalogati" dalla piattaforma. Basterà parlare di libri, magari online e magari attraverso la condivisione su un social network, controllato da un grande gruppo come Mondadori, per riportare gli italiani in libreria? Ma se aNobii si rivolge proprio al club dei bibliofili, attirerà verso le pagine i neofiti?
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