17 Gennaio 2019 / 09:55
Prestito Vitalizio, si apre un mercato da 2 miliardi di euro

 
Banca

Prestito Vitalizio, si apre un mercato da 2 miliardi di euro

di Flavio Padovan - 26 Giugno 2015
Grazie alle recenti modifiche del quadro normativo, le banche hanno l'opportunità di rispondere efficacemente alla crescente esigenza di credito da parte della Terza Età, con ritorni positivi non solo economici, ma anche reputazionali. Claudio Pacella (65Plus) spiega gli ampi spazi di crescita che presenta il Prestito Ipotecario Vitalizio in Italia e i vantaggi rispetto alla cessione della Nuda Proprietà, che punta a sostituire e superare ...
In Italia l’accesso al credito da parte degli anziani è ancora molto limitato. Gli over 65 che hanno acceso mutui sono infatti meno del 3% e non superano il 4% quelli che hanno utilizzato finanziamenti per l’acquisto di beni di consumo. Percentuali notevolmente più basse rispetto alle altre fasce d’età, nonostante i clienti senior abbiano a disposizione un’elevata ricchezza immobiliare e lamentino un basso reddito di liquidità. Una situazione che in parte dipende dalla loro scarsa propensione all’indebitamento, ma in parte anche dalla mancanza di un’offerta di prodotti finanziari adeguati alle loro esigenze. Per ovviare a questa seconda causa, è recentemente intervenuto il legislatore per rivitalizzare uno strumento, il Prestito Ipotecario Vitalizio, che nel nostro Paese non è mai realmente decollato rispetto alle sue potenzialità. Lo scorso 6 maggio è entrata in vigore la Legge n. 44/2015 che innova alcuni punti importanti della disciplina. Per capire quali effetti può avere sul mercato e come può supportare le esigenze di questo target di clientela abbiamo incontrato Claudio Pacella, Amministratore Delegato di 65Plus, società specializzata nel segmento della Terza Età, in particolare nella consulenza e nel servicing per i Prestiti Vitalizi e per il decumulo patrimoniale.

Come cambierà il mercato dei prestiti agli anziani con la L. 44 del 2015?

Claudio Pacella, AD di 65Plus
“Cambierà radicalmente e ci sono tutti gli elementi per pensare a un fortissimo sviluppo del Prestito Vitalizio in Italia. L'intervento legislativo avrà sicuramente un impatto positivo perché rende il quadro normativo più certo, ma non è l'unico fattore che spinge all'ottimismo. Ben più importante, infatti, è l'acquisita consapevolezza dell'utilità di questo strumento di decumulo patrimoniale per rispondere alle esigenze, consolidate e nuove, della Terza Età. La prova è l'ampio consenso che ha raccolto la legge nel suo iter di approvazione: 83% dei voti favorevoli alla Camera e solo 5 astensioni e nessun voto contrario in Commissione al Senato. E anche le Associazioni dei Consumatori, che in passato avevano assunto una posizione critica nei confronti del Prestito Vitalizio, ora ne sono convinte sostenitrici. Inoltre, a supportare la previsione di una forte crescita delle richieste nei prossimi anni ci sono anche fattori demografici ed economici. La vita media, infatti, non solo si sta allungando, ma è sempre più una vita attiva fino ad età avanzata. Di qui la nuova esigenza di finanziamenti per gli over 65 acuita anche dal fatto che le pensioni non garantiscono un livello di benessere stabile. A causa del perdurare della crisi, poi, è molto cresciuta la necessità di aiutare i figli. Un bisogno a cui finora non è stata data una risposta efficace, considerato che dalle statistiche a disposizione emerge una ridotta capacità degli anziani ad accedere al credito. In questo scenario, ritengo che il Prestito Vitalizio, con la sua nuova veste normativa, possa rapidamente conquistare rilevanti quote di mercato”.

Attualmente che dimensioni ha il mercato del Prestito Vitalizio in Italia?

“L'ammontare totale dei Prestiti Vitalizi erogati è di circa 300 milioni di euro. Considerando che l'importo medio è di 100 mila euro, sono circa 3 mila i clienti finanziati, su più di 8 mila richiedenti”.

Quale potrebbe essere, invece, la platea potenziale?

“Estremamente più ampia di quella attuale. Pensi che in Gran Bretagna il mercato sta ritornando rapidamente al valore di 1,2 miliardi di sterline raggiunto qualche anno fa. Per l'Italia il punto di partenza sono le 20 mila Nude proprietà compravendute che, a mio giudizio, non c'è motivo che non si trasformino in Prestiti Vitalizi”.

Per quale motivo?

Bancaforte ha dedicato al prestito vitalizio anche l'articolo “Il mattone diventa liquido: tutte le novità del Prestito Ipotecario Vitalizio”: clicca qui
“Perché il Prestito Vitalizio è più flessibile, più liquido e vigilato istituzionalmente. Nel trasferimento della Nuda proprietà non si hanno punti di riferimento: il prezzo viene fatto sostanzialmente dall'acquirente sulla base di numerosi parametri non trasparenti, tra cui la propensione al rischio del compratore e lo stato di salute del cedente. E' vero che si ottengono importi superiori, ma al prezzo della perdita della proprietà, privando così gli eredi dell'immobile. Il Prestito Vitalizio presenta dunque vantaggi oggettivi evidenti che porteranno ad assorbire gran parte del numero di cessioni di Nuda proprietà. Questo vuol dire che il mercato potrebbe fare subito un balzo a 2 miliardi di euro e poi crescere ancora. Una previsione che ritengo ragionevole, considerando che rappresenta il 10% dell'attuale mercato dei mutui”.

Ma quali sono i rischi per le banche?

“Se parliamo di rischio di credito, questo è inferiore a quello dei mutui in quanto le sue componenti, ovvero il rischio longevità ed il rischio immobiliare, sono strutturalmente decorrelati tra loro. E’ quindi molto meno probabile che si manifestino contemporaneamente creando reali perdite alla banca. Per quanto riguarda, invece, il rischio reputazionale, il contesto attuale conferma che è ampiamento superato, a patto tuttavia di realizzare un prodotto e dei processi adeguati a questo segmento di età”.

In questi anni è cresciuta molto anche la Cessione del Quinto.

“C'è sovrapposizione con il Prestito Vitalizio? No, sono prodotti complementari che rispondono alla domanda di credito degli anziani. Teoricamente possono anche essere richiesti entrambi, sebbene il consiglio che diamo ai clienti è di evitare sovraindebitamenti. Rispetto al Prestito Vitalizio, la Cessione soddisfa esigenze diverse perché permette di ottenere importi notevolmente minori. Inoltre, non può essere concessa oltre una certa età. In altre parole non è utile se l'esigenza dell'anziano è aiutare il figlio a comprare casa”.

Passiamo a 65Plus: la nuova normativa cambierà le vostre strategie?

“No, perché 65Plus è nata proprio per realizzare una piattaforma di offerta di prodotti finanziari rivolti alle persone più anziane, che non trovavano attualmente una risposta alla loro domanda di credito. I trend del mercato e la nuova legge confermano la correttezza della nostra mission. Il Prestito Vitalizio resterà il nostro prodotto di punta, ma stiamo creando anche altri servizi di accumulo patrimoniale, pianificazione e soluzioni per i passaggi generazionali. E per approfondire la nostra conoscenza, unica in Italia, su questo target di clienti abbiamo anche creato un Osservatorio sulla Terza Età in collaborazione con Prometeia e il Centro Ricerche CeDisMa dell’Università Cattolica”.

Concretamente che cosa proponete alle banche?

“Siamo da anni l'operatore di riferimento per i Prestiti Vitalizi in Italia e già collaboriamo con diverse banche. Il nostro punto di forza è la capacità di offrire un servizio completo, che parte dalla consulenza per poter gestire il prodotto, affiancando poi la banca in ogni aspetto operativo. Forniamo, infatti, la contrattualistica da utilizzare con il cliente, la manualistica, i regolamenti, le procedure, i criteri di credito. In pratica, tutto ciò che la banca dovrebbe realizzare, partendo da zero, se volesse operare in questo mercato. Dopo la fase di set up, affianchiamo la banca anche nella produzione e nell'erogazione, fornendo l'assistenza per poter gestire il prodotto. Questo vuol dire consulenza per le filiali, personale esperto per il Numero Verde, istruttori che seguono l'avvio delle pratiche. Ma anche strumenti web (o in web-service) per realizzare preventivi, in modo che il gestore o l'agente abbia la possibilità di dare al cliente risposte tempestive e chiare. E 65Plus supporta la banca anche dopo l'erogazione, per l'attività di controllo del cliente”.

Quindi con il vostro supporto una banca può offrire il Prestito Vitalizio senza dover investire a livello organizzativo interno?

“E' uno dei vantaggi che offriamo. Procedendo autonomamente la banca dovrebbe formare e dedicare a questo prodotto almeno due risorse a livello di unità organizzativa. Parliamo, quindi, di investimenti mirati su una tematica fortemente specialistica. Servendosi di 65Plus hanno la garanzia di un servizio sempre aggiornato, efficiente, specialistico, con personale competente già operativo”.

Prossimi passi?

“Vogliamo consolidarci come piattaforma multibanca per consulenza e servizi legata ai Prestiti Vitalizi e, più in generale, al decumulo patrimoniale. Spinti dall'emanazione della nuova normativa siamo ora impegnati nell'allargare la partecipazione alla nostra piattaforma di nuove banche. Con quale risposta? Ottima: le banche sono molto interessate. E non solo perché l'offerta del Prestito Vitalizio rappresenta un ulteriore strumento per incrementare la propria redditività. Ma per una ragione più profonda”.

Quale?

“L'equità di trattamento verso gli anziani, perché è ormai consapevolezza comune che è doveroso favorire un più ampio accesso al credito alla popolazione della Terza Età. Non dare una risposta alle loro esigenze di finanziamento potrebbe addirittura esporre la banca a un rischio reputazionale: anche sotto questo profilo, come in tutti gli aspetti del Reverse Mortgage, un rischio “al contrario”. Così, grazie alla nuova legge sul Prestito Vitalizio e al Protocollo d'Intesa tra ABI ed Associazioni dei Consumatori, non ci sono più barriere che frenano questa attività”.
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