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Protagoniste dell'innovazione

Protagoniste dell'innovazione

Le banche si confermano il primo settore del Paese per investimenti in ICT (6,8 miliardi di euro, un quarto del totale) e si propongono in rete con le amministrazioni pubbliche per offrire nuovi servizi integrati e migliorare la soddisfazione del cliente
Flavio Padovan
Due giorni nel futuro, ma con un taglio sempre concreto e operativo. Non cambia la sua ricetta vincente il Forum ABI Lab 2010, il più importante appuntamento annuale per l’innovazione nel mondo bancario e finanziario.
E a Milano, per la sesta edizione, ha riunito istituti di credito, aziende fornitrici di soluzioni ICT, autorità ed esperti nazionali e internazionali per fare il punto sui temi strategici che deve affrontare il settore e per lanciare una nuova sfida, la “banca estesa”. «È un modello di banca multimodale, che estende i propri confini verso la clientela e si fa tramite tra le esigenze delle pubbliche amministrazioni e i clienti retail e corporate», spiega Giovanni Sabatini, Direttore Generale ABI ed attuale
Presidente ABI Lab. Per realizzarlo sono necessarie un’infrastruttura tecnologica avanzata, un know-how adeguato, nuove modalità di relazione e il passaggio da una logica tradizionale di supporto agli enti pubblici a una visione integrata di servizi B2PA2C mediante l’utilizzo di soluzioni innovative come, ad esempio, Reti Amiche.
A un anno dalla firma del Protocollo per la partecipazione del sistema bancario al Piano e-Gov, molte iniziative sono state lanciate per far evolvere il quadro normativo, coinvolgere gli istituti di credito, definire le piattaforme di sistema, avviare le sperimentazioni. Tra queste, l’importante accordo tra Regione Toscana, ABI e ANIA per la gestione di flussi documentali dematerializzati tra PA, imprese, banche e assicurazioni.

Il rapporto ABI Lab

Il Forum è tradizionalmente occasione di condivisione, scambio e confronto
di conoscenze e best practice tra i consorziati ABI Lab, per renderle
patrimonio condiviso all’interno della Community. Anche quest’anno la parte convegnistica è stata ricca di relatori qualificati (oltre 70) che hanno presentato idee, sperimentazioni e case study, testimoniando il fermento vitale che anima il settore nonostante la congiuntura negativa dell’economia. Tra i momenti più attesi della manifestazione la diffusione dei dati del Rapporto annuale “Scenario e trend del mercato ICT per il settore bancario”, importante bilancio dell’anno appena passato e attenta analisi delle principali tendenze tecnologiche, organizzative e di sviluppo del futuro. Molte le novità emerse dall’indagine 2010, in un quadro complessivo che vede comunque il mondo bancario confermarsi ancora una volta come il comparto produttivo Paese che investe in tecnologia. «Nel 2008 settore ha destinato all’innovazione circa 6,75 miliardi di euro, il 4,6% più rispetto all’anno precedente.
Mentre nel 2009 – dichiara Romano Stasi, Segretario Generale ABI Lab – si è avuta una forte rifocalizzazione degli investimenti ed è stato dato maggior peso a quelli volti al conseguimento di efficienze e contenimento di costi».
Importanti anche le voci connesse alle variazioni del perimetro societario post fusione derivanti dalla ridotta caratterizza il cash out ICT, dovuta all’importanza strategica di questa infrastruttura per la continuità del business, che fanno stimare un livello complessivo di spesa per il 2009, ancora non consolidato, pari a quello del 2008 o in leggera decrescita.
Secondo il Rapporto ABI Lab, nel 2010 la difficile congiuntura economica si farà sentire anche sul budget ICT, che sarà oggetto di iniziative volte alla riduzione dei costi di funzionamento, ma in un quadro di conferma degli investimenti previsti per l’anno in corso, «dimostrando ulteriormente e in modo chiaro – sottolinea Stasi - il valore che le banche attribuiscono alle tecnologie per migliorare l’efficienza dei servizi».

Priorità per il 2010

Tra i progetti che la maggior parte delle banche sostiene di voler realizzare quest’anno, primeggiano quelli inerenti la compliance (PSD, SEPA, antiriciclaggio, trasparenza, ecc.), una sfida importante in particolare per gli istituti di minori dimensioni, mentre le realtà più grandi danno molto valore agli investimenti per il rinnovamento dello sportello e di evoluzione del parco Atm. In sensibile crescita rispetto al 2009 l’attenzione verso Crm e intercanalità, a dimostrazione della grande rilevanza che le banche, di tutte le dimensioni, attribuiscono alla gestione integrata dei rapporti con la clientela.
Tra le principali priorità identificate non manca la costante attenzione alle problematiche di sicurezza, unita al miglioramento dei processi interni e della piattaforma tecnologica.
Per quanto riguarda la capacità di innovazione, la risposta alle esigenze dei clienti è considerata dalle banche il fattore più rilevante per innescare i processi creativi e di cambiamento.
Un terzo delle banche, infatti, coinvolge direttamente la propria clientela nella fase di sviluppo di nuovi servizi, anche grazie a strumenti di dialogo e confronto interattivo come le community online e i social network. Inoltre, il 65% ha costituito vere e proprie unità dedicate al coordinamento dei progetti innovativi, puntando su un top management in grado di supportare il cambiamento e su un ambiente aziendale creativo e recettivo per avvicinare le banche italiane alle migliori esperienze internazionali.
2 Aprile 2010

 

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