23 Luglio 2018 / 08:07
Puntare sul talento femminile per tornare a crescere

 
Banca

Puntare sul talento femminile per tornare a crescere

24 Settembre 2012
Al via domani “Donne, Banche e Sviluppo”, l'evento organizzato dall'ABI per favorire la gestione della diversità come fattore di sviluppo
Valorizzare le competenze e il talento femminile per far ripartire l’Italia. E’ la gestione della diversità come risorsa il tema chiave del convegno “ Donne, Banche e Sviluppo. L'Italia che cambia passo per crescere ”, che si apre a Roma domani a Palazzo Altieri.
Due giornate di confronto e analisi volute dall’ABI per portare all’attenzione generale la necessità di un cambiamento culturale che davvero riconosca alle donne un ruolo paritario nel mondo del lavoro, che favorisca la piena conciliazione tra impegni familiari e professionali e che, soprattutto, metta al primo posto competenza e merito nei processi di selezione e avanzamento di carriera.
Un tema di grande rilevanza, tornato di attualità anche per l'entrata in vigore, avvenuta lo scorso 12 agosto, della legge Golfo-Mosca (L.120/2011) che disciplina l'introduzione delle “quote rosa” negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate e pubbliche. Le aziende interessate sono chiamate ad allinearsi alla norma – che impone il 20% di presenza femminile - non subito, ma in occasione del primo rinnovo degli organi, in genere di durata triennale. Dal 2015, l'incidenza delle donne dovrà salire a un terzo, mentre nel 2022 la legge perderà la sua efficacia. L'obiettivo è di riuscire a creare, nell'arco di un decennio, un contesto più favorevole all'ascesa delle donne ai vertici aziendali, con l'auspicio che negli anni successivi non ci sia più bisogno di un obbligo normativo. La strada da percorrere non sembra però semplice, come dimostrano non soltanto le polemiche che hanno accompagnato questo intervento legislativo, ma soprattutto le statistiche in materia. I dati Istat e Censis sulla presenza di donne nei consigli di amministrazione, diffusi dalla Presidenza del Consiglio, fotografano una realtà preoccupante: nel 2011 appena il 7% del totale dei componenti dei Cda delle società quotate presentava una componente femminile. Più in generale, in Italia l'occupazione delle donne tra i 25 e i 54 anni (dati Eurostat 2012) è pari al 63,9%, circa 12 punti percentuali in meno rispetto alla media dell'Unione europea a 27 stati.
Nei due giorni di lavori (25 e 26 settembre) di Donne, Banche e Sviluppo si alterneranno momenti di confronto politico-istituzionale a presentazioni di casi di successo, testimonianze nazionali e internazionali, interventi di protagonisti del cambiamento culturale già in atto nelle banche, nelle imprese e nelle istituzioni.
Hanno confermato la loro presenza, tra gli altri, Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, Maria Pia Ammirati, vice direttore Rai Uno, Marta Dassù, sottosegretario al ministero degli Affari Esteri, Lella Golfo e Alessia Maria Mosca, deputate promotrici della L.120/2011, Alessandra Perrazzelli, Head of international Regulatory and Antriturst affairs di Intesa Sanpaolo, Doris Tomanek, Head of HR Austria & Central Eastern Europe e Leader of gender balance program di UniCredit. Gabriella Alemanno, direttore dell'Agenzia del Territorio, Maria Ida Germontani, Commissione per la Parità e le Pari opportunità del Senato. Durante i lavori, sarà trasmessa anche una videointervista a Paola Severino, ministro della Giustizia. Giuseppe Mussari e Giovanni Sabatini, rispettivamente Presidente e Direttore Generale dell'ABI, saranno i chairpeople delle due sessioni plenarie, a ulteriore conferma della sensibilità dell'Associazione bancaria su questo tema.
Nel mondo bancario si stanno realizzando alcune delle iniziative più significative volte a contrastare il gap di genere, ed è crescente l'attenzione alla presenza numerica e al percorso di carriera delle donne all'interno delle organizzazioni, anche nelle posizioni apicali. A questo proposito il convegno che si apre domani sarà anche l'occasione per presentare in anteprima i risultati del primo Studio su “Diversity e cultural change fuori e dentro l’industria bancaria”, realizzato da D'Antona&Partners in collaborazione con l'Università Ca' Foscari di Venezia.
Bancaforte seguirà l'evento con approfondimenti, videointerviste e aggiornamenti in tempo reale sul sito www.bancaforte.it
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