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Quale futuro per l’industria delle rinnovabili?

Quale futuro per l’industria delle rinnovabili?

A Forum Green Energy governo, operatori e banche a confronto per sostenere lo sviluppo del settore energetico
Flavio Padovan
E’ un periodo di grandi cambiamenti per l’industria nazionale delle FER (fonti energetiche rinnovabili), in attesa della versione definitiva di provvedimenti che muteranno comunque radicalmente lo scenario di riferimento in cui si sono sviluppate e sono cresciute tumultuosamente nell’ultimo decennio. Tutto è iniziato con il ciclone dei decreti di aprile sul Quinto Conto Energia e sulle fonti rinnovabili non fotovoltaiche, che disegnano uno scenario normativo e di sostegno molto diverso da quello che ha permesso all’Italia di scalare le classifiche mondiali in questo settore.
Il cambiamento era nell’aria: si sapeva che il sistema degli incentivi sarebbe stato oggetto di una profonda revisione alla luce del boom, largamente inaspettato nelle dimensioni, fatto registrare nel nostro Paese dalle energie green. Queste in pochi anni sono passate da una potenza di 18,3 GW (nel 2000, per il 91% rappresentata dall’idroelettrico) ai 41,3 GW del 2011, secondo i dati comunicati dal GSE all’Italian PV Summit. Inoltre, la crescita maggiore (23GW) si è concentrata negli ultimi 4 anni ed è stata spinta principalmente dal fotovoltaico, che ora rappresenta il 31% del totale delle energie pulite. Per capire le dimensioni del fenomeno è utile un confronto internazionale: solo nel 2011 in Italia sono stati installati 9.300 MW fotovoltaici – includendo anche 3.500 MW compresi nel decreto ''salva Alcoa'', realizzati entro la fine del 2010 e allacciati in rete entro il 30 giugno 2011 – cioè più del 33% di tutto il mercato mondiale dell’anno (secondo l’Epia, l'associazione dell'industria europea del fotovoltaico, la Germania rappresenta il 27% , la Cina il 7% , Usa 6%, Francia 5%). Tanto è vero che l’Italia nel 2011 ha superato la Germania ed è diventata il Paese che ha installato maggior potenza fotovoltaica del mondo, mentre è seconda a Berlino come potenza assoluta accumulata negli anni (12.700 MW contro i 24.700 MW della Germania). Insomma, con gli oltre 340mila impianti presenti nel nostro Paese la produzione elettrica da fotovoltaico è stimabile oggi in circa 11 TWh/anno, ed è in continua crescita.

Una transizione difficile

Gli analisti prevedono per il 2012 un mercato italiano in contrazione principalmente a causa della revisione della strategia di aiuti al settore FER delineata dal Governo con i decreti di aprile, motivate anche con la necessità di ridurre il peso degli incentivi nelle bollette dei cittadini. Le associazioni delle FER si sono subito mobilitate contro i contenuti dei provvedimenti, paventando pesanti ripercussioni sull’occupazione e sull’esistenza stessa di una filiera produttiva italiana nelle rinnovabili. Anche la Commissione europea è intervenuta sui decreti italiani, criticando alcuni punti, in particolare la creazione di procedimenti macchinosi (si pensi ai registri e alle aste). Recentemente, infine, il via libera delle Regioni al testo proposto dal Governo, condizionato a una serie di modifiche giudicate imprescindibili.

Forum Green Energy

E’ in questo contesto che si tiene a Roma il Forum Green Energy , l’evento organizzato dall’ABI sul comparto delle energie rinnovabili e sulle opportunità di crescita dell’industria dell’efficienza energetica per analizzare problemi e prospettive insieme ai massimi esperti e responsabili di Governo, istituzioni, associazioni e mondo finanziario. In primo piano, ovviamente, i cambiamenti normativi e i sistemi di incentivazione, ma non solo, perché in gioco non c’è soltanto la sopravvivenza della filiera industriale creata in questi anni, ma anche il futuro energetico nazionale.
E quindi il 19 e 20 giugno a Palazzo Altieri si parlerà anche di approvvigionamento energetico, accumuli, credito alle infrastrutture, crescita sostenibile, smart grid, nuove tecnologie emergenti.
Dopo Giuseppe Mussari , presidente dell’ABI che aprirà la sessione plenaria, sarà in prima persona Corrado Passera , ministro dello sviluppo economico, a presentare il punto di vista del Governo e la strategia di sviluppo nazionale che deve necessariamente essere vista all’interno di quella europea. Perché è chiaro, come ha sottolineato l’Ue, che anche per l’energia bisogna ragionare in termini di mercato unico e le politiche degli stati membri devono essere coordinate, tanto che a Bruxelles si sta già riflettendo sugli obiettivi comuni per il 2030. A seguire interverrano Guido Bortoni , presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Fabio Gallia , AD e DG di BNL Gruppo BNP Paribas, Bruno Lescoer , AD Edison, Pietro Colucci , presidente Sostenya, Valerio Natalizia , presidente ANIE/GIFI, Giovanni Simoni , presidente Assosolare.
Sempre nella prima giornata del Forum Green Energy si terrà anche un’interessante Tavola rotonda (a partire dalle 11.45) sulle nuove regole, gli scenari internazionali e l’efficienza energetica, mentre nel pomeriggio, in due sessioni parallele, si parlerà di temi strategici: le Smart Grid e le sfide che si aprono sul fronte della rete con la crescita della produzione distribuita (Sala A, ore 14.30), e i meccanismi di finanziamento alle FER e il legame tra green energy e sviluppo sostenibile (Sala B, ore 14.30).
La seconda giornata sarà invece dedicata alla presentazione dei risultati del primo anno di attività dell’ Osservatorio Rinnovabili di ABI e ABI Energia . Il punto di vista delle banche sul mercato delle green energy sarà la base per analizzare i nuovi obiettivi italiani e gli approccio più efficaci per centrarli. In particolare, sarà evidenziato il ruolo determinante del mondo del credito nello sviluppo degli investimenti green e le nuove possibilità tecnologiche e di mercato per il raggiungimento anche in Italia della grid parity.
14 Giugno 2012

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