24 Giugno 2018 / 20:21
Quale sostegno a imprese e famiglie

 
Banca

Quale sostegno a imprese e famiglie

di Gianluca Smiriglia - 17 Novembre 2016
Ammontano a 139 miliardi le rate sospese a Pmi e famiglie dal 2009. A Credito al Credito 2016, l'analisi e i dati sull’andamento dei finanziamenti all’economia e sulle iniziative per famiglie e imprese delle banche italiane ...
Aumentano i finanziamenti alle famiglie che risentono positivamente della ripresa del mercato degli acquisti delle abitazioni in Italia. In particolare, le nuove erogazioni di mutui hanno segnato un incremento del 38% nel periodo gennaio-settembre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015. Si registrano primi segnali di miglioramento dal lato degli investimenti.
In questa cornice generale, si sviluppa la VII edizione di Credito al Credito 2016 ( vedi box sotto ) dedicata alle condizioni del mercato dei finanziamenti a famiglie e imprese nel nuovo contesto normativo e concorrenziale, e al complesso delle forme straordinarie di sostegno al credito attivate a partire del 2009. Su questo ultimo aspetto, sulla base degli ultimi aggiornamenti, ammontano complessivamente a 139 miliardi di euro le quote di debito residuo sospese a Pmi e famiglie con le varie moratorie sulle rate dei finanziamenti.

Le banche per le imprese

Credito al Credito 2016

L'evento dell'ABI sull'industria del credito a famiglie e imprese, giunto alla VII edizione, rappresenta un luogo privilegiato di riflessione e analisi sui trend evolutivi, sulle nuove normative, sulle strategie degli operatori e sui principali temi d'attualità che investono il settore. Come è ormai tradizione, i lavori del convegno – che quest'anno ha scelto come payoff “Competitivi per la crescita” - si dividono in due grandi macroaree: credito alle famiglie e credito alle imprese.
Vai al programma delle due giornate – A Roma il 17 e 18 novembre
Dal lato delle sole imprese , scendendo nel dettaglio, le banche italiane sono intervenute durante la crisi. L’attività di finanziamento ha risentito dei fattori negativi di domanda e del deterioramento della qualità del credito. Ciò non ha impedito di portare avanti iniziative di grande rilievo che, a partire dal primo Avviso comune per la sospensione delle rate e arrivando all’iniziativa attualmente in corso Accordo per il credito 2015 , ha consentito la moratoria alle rate per 434.808 Pmi con un debito residuo di 125 miliardi di euro e una liquidità aggiuntiva messa a disposizione delle imprese per 24,7 miliardi; a ciò vanno aggiunti i plafond previsti per le domande di finanziamento di Pmi in bonis che intendano effettuare investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività di impresa. Ad oggi si tratta di 21.397 Pmi per un controvalore erogato di 6,3 miliardi di euro.

Le banche per le famiglie

Anche sul versante famiglie le banche hanno avviato una serie di iniziative in collaborazione con interlocutori istituzionali e Associazioni dei consumatori che, a partire dal Piano famiglie ABI del 2010 e proseguendo con le misure di sospensione rate mutui in corso, hanno interessato 186.618 famiglie e circa 14 miliardi di debito residuo sospeso.
Non solo moratorie ma anche sostegno al credito come nel caso del Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa che in base agli aggiornamenti relativi alla prima metà di novembre ha registrato 15.767 richieste di accesso per un controvalore di 1,8 miliardi di euro. il Fondo di garanzia per la casa controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (di importo fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.

Il rilancio degli investimenti

Al centro delle analisi di dibattito, infine, le opportunità complessive del mercato del credito in uno scenario europeo che presenta ancora politiche monetarie espansive e nuove normative sempre più rigide. Ciò non prescinde, nell’ambito del Piano Junker, dalla necessità di un rilancio degli investimenti quale tassello fondamentale per la ripresa cui le banche vanno adattandosi approfondendo strategie di distribuzione del credito e di evoluzione della rete, anche alla luce della rivoluzione digitale in atto.
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