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Quest’estate la vacanza è mobile

Quest’estate la vacanza è mobile

Una ricerca di Oxford Economics registra la crescita esponenziale nel mondo delle prenotazioni via smartphone e tablet di voli e hotel. È il fenomeno del “nowism”. È boom nei paesi in via di sviluppo. E in Italia?
Mattia Schieppati
Entro il 2015 lo smartphone e il tablet saranno i principali compagni di vacanza per i viaggiatori di tutto il mondo. Entro la prossima estate, infatti, negli Usa una prenotazione alberghiera su 3 verrà effettuata via mobile (oggi siamo a 3 su 10) mentre in Europa arriveremo alla quota di 1 prenotazione di viaggio su 5. Boom esponenziale anche per la prenotazione di voli aerei via device mobile e di servizi accessori: taxi, escursioni, visite guidate.
Sono questi i numeri più evidenti, dietro i quali si apre uno scenario di business poderoso, che emergono dall’analisi sviluppata da Oxford Economics per il travel operator Amadeus dal titolo: “Shaping the Future of Travel: macro trends driving industry growth over the next decade”. Uno studio molto approfondito che analizza il mercato del turismo a oggi a livello globale, e quelle che saranno le leve di sviluppo per il prossimo decennio. Sviluppo in cui le nuove tecnologie giocheranno un ruolo chiave, tanto la proliferazione dei device quanto la crescita delle possibilità di connessione anche nei Paesi in via di sviluppo.
Tra il 2012 e la fine del 2014 il mercato dei viaggi generato dalle prenotazioni via mobile ammonterà a 25,8 miliardi di dollari e, nonostante la crisi, il settore del turismo continua a contribuire in maniera consistente al Pil globale: registra infatti un tasso annuale di crescita del 5,4%, che porterà l’intero mercato nel 2023 a raggiungere 7.680 miliardi di valore. Solo nel 2012 sono stati contati 2,98 miliardi passeggeri aerei, che diventeranno 3,91 miliardi nel 2017, complice anche la crescita dell’utilizzo di connessioni mobili: secondo i ricercatori di Oxford nel 2013 sono stati registrati 2,2 miliardi di navigatori su internet da mobile e per la prima volta, gli utenti mobile dei paesi in via di sviluppo hanno superato il resto del mondo: hanno raggiunto quota 1,2 miliardi grazie a una crescita annua del 371,9%, mentre il resto del mondo ha comunque registrato un incremento del 45%. Un mercato che passa, quasi completamente, dai sistemi di pagamento in mobilità.

E l’Italia?

Tanto si sta muovendo, ma si potrebbe di certo fare di più. A oggi Internet, come strumento di promozione del territorio, nel nostro Paese è sotto utilizzato secondo i ricercatori: la quota di turismo in ingresso proveniente dai canali web è solo del 26%, contro una media Ue del 49%. Come se non bastasse il mercato delle prenotazioni e dei viaggi online è in percentuale significativa in mano alle Ota (Online Travel Agencies), come Expedia o Booking.com che non generano ricchezza nel nostro Paese.

Siamo nell'epoca del “nowism”

Interessante la ricaduta anche psicologica che questa accelerazione sta dando. Come sottolineato nella ricerca, l’esperienza di navigazione del web ad alta velocità e la disponibilità immediata di servizi online hanno cambiato il modo con cui gli utenti si rapportano anche ai servizi offerti dal settore viaggi dettando un cambiamento della domanda. L’immediatezza del web ha, infatti, generato la cultura del nowism, del qui e ora: 1 utente su 4 abbandona una pagina web se non viene caricata in 4 secondi e 3 su 5 non tornano a visitarla una seconda volta.
31 Luglio 2014

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