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Rapine: indice di rischio mai così basso

Rapine: indice di rischio mai così basso.

Diminuiscono ancora le rapine in Italia: nei primi 11 mesi del 2010 sono state 308 in meno rispetto allo stesso periodo del 2009. I dati dell’indagine OSSIF che fotografano il fenomeno in Italia.
Funziona la strategia antirapina delle banche. Nei primi 11 mesi del 2010 l’indice di rischio, cioè il numero di rapine ogni cento sportelli, è sceso a 4,2 il valore più basso degli ultimi 20 anni. Rispetto allo stesso periodo del 2009 ci sono stati 308 attacchi in meno (- 19,2%), proseguendo un trend di riduzione percentuale a doppia cifra iniziato nel 2008 che in tre anni ha visto più che dimezzare il numero di colpi alle dipendenze bancarie. La conferma arriva dai dati OSSIF, il Centro di ricerca ABI sulla sicurezza anticrimine, che ha diffuso un ulteriore aggiornamento (al 30 novembre 2010) della tradizionale indagine sulle rapine in Italia che pubblica integralmente ogni sei mesi. Tra le ultime variazione comunicate spicca anche l’ulteriore riduzione del 9,8% del “bottino” complessivo, mentre la perdita media a colpo è stata pari a 23.595 euro.
Per avere una visione completa del fenomeno e del suo andamento a livello territoriale occorre fare riferimento all’ultima edizione completa dell’indagine che analizza le statistiche consolidate del primo semestre 2010. Riportiamo, in sintesi, alcuni dei dati più interessanti, rimandando chi volesse approfondire al documento OSSIF consultabile su www.bancaforte.it

La “geografia” del rischio

Le regioni più colpite sono Lombardia (173 colpi, anche se in calo del 23% rispetto allo stesso periodo del 2009), Lazio (116) e Piemonte (89). Le più tranquille sono Valle d’Aosta e Friuli (zero rapine), Molise e Trentino (2), Sardegna (3). Complessivamente in 13 regioni si è registrato un calo degli attacchi. Se si considera l’indice di rischio, la classifica cambia: è il Lazio il più “colpito” (8,3 rapine ogni 100 sportelli), seguito da Campania (7,5) e Sicilia (6,5).
Nessuna sorpresa a livello provinciale: Roma, con 99 colpi, e Milano, con 98, hanno registrato il maggior numero di rapine, seguite da Torino (53), Napoli (36) e Bologna (19). Ben 19 le province senza nessun attacco, tra cui segnaliamo Vibo Valentia, Enna e Brindisi. Secondo l’indice di rischio il primato negativo spetta a Caserta (13,3 colpi su 100 sportelli), seguita da Roma (9,4), Milano e Latina (9,3), Torino (9,2).

La rapina tipo

Le indagini OSSIF forniscono dati molto interessanti che consentono anche di conoscere le modalità di azione più adottate dai criminali, utile base per adottare le corrette contromisure. Secondo le informazioni raccolte nei primi sei mesi del 2010, la rapina tipo è molto veloce (nel 66% dei casi non supera i tre minuti), è commessa da due rapinatori (50% del totale) di venerdì o lunedì (insieme arrivano al 48% del totale), durante la mattina (il 36% dei casi è avvenuto dalla 11 alle 13, il 28% dalle 8,30 alle 11). Almeno uno dei malviventi agisce a volto coperto (in oltre la metà dei casi) e vengono utilizzate armi da taglio (42%) o anche solo minacce (26%).
Da dove penetrano in banca i rapinatori? Nel 93% dei casi dalla porta principale, come i normali clienti. Solo il 6% preferisce altre vie, e in questi casi le perdite economiche per l’azienda di credito sono decisamente superiori. Si passa dai 20.105 euro del malvivente che utilizza l’ingresso per il pubblico, ai 56.665 di chi usa il secondario, fino ad arrivare a 72.179 euro di chi fora pareti e solai e ai 93.242 di chi infrange finestre o vetrine.

La strategia antirapina delle banche.

Contro la criminalità “non si può mai abbassare la guardia e in questa lotta senza quartiere – ha dichiarato il Presidente dell’ABI, Giuseppe Mussari, alla presentazione dei dati OSSIF sui primi sei mesi del 2010 – anche le banche fanno la loro parte, investendo ampie risorse nei sistemi di sicurezza a tutela di clienti e dipendenti e collaborando attivamente con le Forze dell’ordine. La riduzione delle rapine allo sportello, confermata dai dati sul primo semestre 2010 – ha aggiunto Mussari – rappresenta il risultato più tangibile del grande lavoro fatto in questi anni per prevenire e contrastare il fenomeno, adottando sistemi di sicurezza sempre più evoluti e contribuendo alla riduzione dell’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza il Paese”. Negli ultimi dieci anni le rapine in banca sono passate dal rappresentare l’8,5% del totale degli episodi criminosi al 4,9% (1998-2009). Tra il 2004 e il 2009, infine, la percentuale di rapine in cui si è giunti all’individuazione degli autori è passata dal 36% al 46%, grazie alla presenza in tutti gli sportelli di videosorveglianza evoluti.
28 Gennaio 2011

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