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Rapine, l'esperienza delle banche in aiuto di farmacie e tabacchi

Rapine, l'esperienza delle banche in aiuto di farmacie e tabacchi

Le più efficaci misure di prevenzione e sicurezza adottate dalle banche per difendersi dalle rapine hanno “spostato” il problema verso altri settori. Complice l'ingente quantitativo di contante che circola
Massimo Zaurrini
Condividere l’esperienza. Questo l’obiettivo della Tavola Rotonda sulla criminalità intersettoriale che si terrà a margine della sessione plenaria con cui verranno aperti i lavori del convegno Banche e Sicurezza 2012 il 28 e 29 maggio prossimi a Roma.
Secondo i dati raccolti negli ultimi anni dall’Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria – realizzato da OSSIF in collaborazione con il Servizio di Analisi Criminale del Ministero dell’Interno – appare infatti evidente come la minaccia rapina, prevalente in passato nel settore bancario e postale, stia interessando sempre più altri settori a cominciare da farmacie, tabacchi, grande distribuzione ed esercizi commerciali.
Secondo gli ultimi dati ancora parziali e relativi al 2011 le rapine in Italia sono aumentate del 19%. Se il settore bancario continua a far registrare da anni un calo costante (nel 2011 le rapine sono diminuite quasi del 23%) e una riduzione appare anche negli attacchi agli uffici postali (-9,3%), farmacie e tabaccherie fanno segnare una crescita.
“Tra gli obiettivi potenziali dei rapinatori, le banche rappresentano una quota percentuale che si sta riducendo progressivamente nel corso degli ultimi anni. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, la quota di rapine ai danni delle dipendenze bancarie (rispetto al totale delle rapine denunciate) è passata dall’8,5% del 1998 al 4,1% nel 2010, rivelando uno spostamento delle attenzioni dei rapinatori verso obiettivi diversi e meno protetti. Farmacie, supermercati, tabaccherie, esercizi commerciali e in genere tutte le attività che prevedono la gestione di più o meno ingenti volumi di contante finiscono con l’attrarre i rapinatori alla ricerca di altri obiettivi” spiega Giovanni Gioia, referente di OSSIF dell’Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria.

Strategie condivise

In materia di sicurezza, quindi, il settore bancario ha molto da condividere. Monitorare l’evoluzione dei fenomeni criminosi e mettere a disposizione di attività più esposte informazioni e metodologie per la prevenzione è la strategia sulla quale tutti sembrano d’accordo e che ha raccolto il consenso di Poste Italiane, Assovalori, Confcommercio, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione e Federfarma.
Il primo frutto di questa collaborazione è stato il Rapporto Intersettoriale che verrà presentato e discusso durante il convegno di fine maggio e nel quale si trova un’analisi completa della distribuzione dei reati ai danni dei singoli comparti esposti al rischio. “Solo in questo modo è possibile riuscire a studiare i fenomeni rapina/furto nella loro accezione più ampia: le strategie di prevenzione avviate in uno specifico settore, piuttosto che determinare una riduzione assoluta del fenomeno, possono indurre un semplice ‘spostamento’ del rischio verso altri comparti ugualmente esposti e meno protetti” sottolinea Gioia.
In attesa che i dati del 2011 vengano confermati e analizzati, i risultati del rapporto relativi al 2010 hanno ribadito come le farmacie siano risultate essere il comparto a più alto rischio con un indice di 6,1 rapine ogni 100 farmacie, seguite dalle imprese della Grande distribuzione con 5,1 rapine ogni 100 punti operativi e dalle banche con 4,9 rapine ogni 100 dipendenze.
L’esperienza della gestione della sicurezza nel settore bancario è servita agli uffici postali per affrontare rapidamente le contromisure da adottare di fronte a eventi criminali anche in seguito alle crescenti similitudini tra i servizi offerti dai due comparti.

Farmacie nel mirino

Più delicata, invece, la questione per farmacie, tabaccherie ed esercizi commerciali. Nella tavola rotonda organizzata durante il convegno il coordinatore di OSSIF, Marco Iaconis, e rappresentanti di Confcommercio, Federfarma e della Federazione italiana tabaccai (Fit) discuteranno proprio delle differenze e delle similitudini tra i vari settori.
Il più elevato fattore di rischio delle farmacie, ad esempio, può essere spiegato da alcune caratteristiche della farmacia stessa (la sua diffusione capillare sul territorio, gli orari di servizio) e dal fatto che, a causa dell’alto tasso di frequentazione, deve essere facilmente accessibile al pubblico. Un discorso simile vale per tabaccai e per gli esercizi commerciali che, per loro natura, difficilmente possono replicare alcune delle misure di sicurezza tipiche delle grandi strutture quali banche o poste.

Meno contante, meno rapine

Tuttavia è in aumento, anche in questi settori, l’utilizzo di alcuni sistemi di sicurezza tipici del settore bancario (dalla vigilanza privata alla videosorveglianza) mentre si studia la possibilità di utilizzarne altri, come, ad esempio, le casse temporizzate per il contante.
E proprio il contante è, secondo il rapporto intersettoriale, l’aspetto che più contribuisce all’incremento dei reati registrato per le farmacie e le tabaccherie, ma che può, senza dubbio, spiegare anche le motivazioni che stanno dietro le rapine in tutti i comparti.
“Nel nostro paese – conclude Giovanni Gioia - si registra un uso eccessivo del contante. In particolare, in un recente studio si è evidenziato come proprio le tabaccherie e le farmacie siano i due comparti dove maggiormente vengono effettuate transazioni in contante: nelle farmacie si arriva ad una percentuale dell’81%, che arriva all’88% nelle tabaccherie”.
Anche per questo la nuova frontiera della sicurezza intersettoriale sembra destinata a passare attraverso l’aumento dei pagamenti elettronici a cominciare dal cosiddetto mobile-payment, ovvero l’utilizzo dei cellulari anche per i piccoli importi.
2 Maggio 2012

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