20 Luglio 2018 / 10:51
Regole globali per non frenare i mercati emergenti
Cronache da Osaka

 
Banca

Regole globali per non frenare i mercati emergenti

31 Ottobre 2012
Notizie e commenti raccolti durante la seconda giornata di Sibos 2012
Il quadro regolamentare definito dai regolatori occidentali potrebbe rappresentare un rischio sia per la crescita del mercato asiatico sia per la capacità delle banche occidentali a trarne profitto. Se ne è discusso a Sibos 2012 nella sessione plenaria dedicata al futuro dei mercati emergenti che ha aperto la seconda giornata di lavori. Dagli interventi dei relatori è emersa la richiesta di un quadro normativo finanziario globale che riconosca fasi diverse di sviluppo tra le economie mature e quelle emergenti, pur avvertendo che la regolamentazione e le tendenze politiche occidentali potrebbero rallentare il ritmo di crescita del PIL.
Nobuyuki Hirano , Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ, ha dichiarato che l’applicazione della politica del «one-size-fits-all» in ambito extraterritoriale potrebbe involontariamente destabilizzare il sistema finanziario. Secondo Hirano la contrazione dei bilanci delle banche e la contemporanea stretta fiscale – finalizzata a ridurre i livelli di debito degli Stati Uniti e dei paesi europei – sta riducendo la domanda dei consumatori occidentali e ciò ha un vasto effetto anche sui mercati emergenti. Anche le banche hanno tagliato i prestiti ai mercati emergenti e tale impatto negativo non può essere compensato dai prestiti erogati dalle banche locali.
Secondo Simon Tay , presidente del Singapore Institute of International Affairs, nonostante un aumento di potere dei mercati orientali, le norme che regolano i mercati finanziari restano troppo ancorate alla storia occidentale. La regolamentazione del mercato asiatico sta «lottando» per trovare una propria identità perché – ha continuato Tay - la «medicina prescritta per le banche occidentali potrebbe non essere appropriata per le banche asiatiche» e «l'interdipendenza tra est e ovest deve essere una strada a doppio senso».
Larry Hatheway , global chief economist UBS, ha posto all’attenzione dei presenti il fatto che se la crisi rimane irrisolta il PIL potrebbe scendere oltre il 3%, portando l'economia americana in recessione. Dopo aver fatto un confronto in termini di economia fiscale dei due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, ha altresì sostenuto che il FMI è ancora in grado di garantire un intervento in caso di crisi mantenendo la credibilità che invece non è riconosciuta ad una banca centrale.

Trade repository e privacy

Nel corso del panel pomeridiano, intitolato “Trade repositories: global versus local”, si è discusso sull’importanza di avere scambi tra più repository e come massimizzare il loro uso. Al panel è intervenuto anche Franco Passacantando , Direttore Centrale di Banca d’Italia, che ha affrontato il tema della sicurezza dei dati, soffermandosi in particolare sul loro anonimato, sul periodo massimo di conservazione e sulle limitazioni legate a particolari informazioni. Per Passacantando «stiamo entrando in un nuovo mondo di raccolta dei dati, nel quale non ci dovrebbero essere pressioni quando si tratta di condivisione delle informazioni».
A cura della redazione del Consorzio CBI
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