17 Luglio 2018 / 21:27
Ridurre il contante? Si può, con innovazione e norme

 
Pagamenti

RIDURRE IL CONTANTE? SI PUO’ CON INNOVAZIONE E NORME

di Flavio Padovan - 1 Novembre 2010
Pur essendo in continua crescita l’uso del “denaro di plastica” in Italia è ancora molto lontano dagli standard europei. Come mai? Quali ulteriori iniziative dovrebbero prendere i principali attori coinvolti (Governo, banche, PA, aziende, ecc.)? Come sta cambiando il mercato italiano con SEPA e PSD e quali sono le strategie che potrebbero rivelarsi vincenti in questo nuovo scenario? Sono queste le domande che abbiamo posto a quattro protagonisti del settore carte. Le loro risposte disegnano un quadro in rapida evoluzione tecnologica e normativa, ma ancora appesantito da problemi di sistema e ritardi culturali, con le banche e i loro partner sempre in prima linea nella promozione dei pagamenti elettronici a colpi di innovazione e promozioni, mentre perdurano colpevoli ritardi nell’ambito della pubblica amministrazione. Di seguito una sintesi delle loro risposte, che si possono leggere in forma completa sul Portale internet all’indirizzo web posto a conclusione dell’articolo o inquadrando con il vostro smartphone il codice a barre bidimensionale (QR Code) pubblicato accanto a ciascun intervento.

“Serve un’azione di sistema”

Fausto Bolognini, CEO di Quercia Software
“Il ritardo dell’Italia nell’uso delle carte dipende da ritardi culturali e fiscali e per superarli serve un’azione di sistema. Uno stimolo importante potrebbe darlo il Governo, incentivando i pagamenti elettronici soprattutto verso la PA, e VISA e Mastercard, agendo sulle interchange fee per importi sotto i 25 €. L’innovazione (c-less, m-payment, e.commerce, prepagate, conti carta virtuali, fund transfer fra cellulari) potrebbe fare il resto, facilitando l’utilizzo della carta di credito/debito. Anche le aziende potrebbero dare un forte contributo pensando a una nuova supply chain di vendita integrata con forme di pagamento innovative e valutando l’automazione della gestione del contante. Con SEPA e PSD la competizione diventerà realmente internazionale e il mercato domestico sarà quello europeo. La strategia di Quercia Software è sperimentare per primi l’innovazione per acquisire user experience in collaborazione con merchant all’avanguardia e banche innovative, facendo sistema con gruppi di lavoro ABI e consorzi internazionali (EPAS). Inoltre, l’azienda intende sviluppare un modello di servizi on-us Issuing e Acquiring con pieno controllo di tutta la supply chain dei pagamenti”.

“L’Italia è ancora una cash-based society”

Natale Capone, AD di CartaSi
“Nonostante il mercato delle carte di credito nel nostro Paese sia in costante sviluppo, l’Italia resta ancora una cash-based society: infatti, circa il 90% di tutti i pagamenti viene ancora effettuato con il contante. Inoltre, le carte di debito sono usate prevalentemente per i prelievi di contante agli ATM, e solo il 35% delle volte per pagamenti su POS. Lo scenario attuale di mercato è comunque molto dinamico, spinto sia dalle nuove abitudini di spesa dei cittadini, sia dalle esigenze di internazionalizzazione degli operatori. SEPA e PSD giocano un ruolo fondamentale perché stanno aprendo il mercato a una nuova concorrenza. In questo scenario, due sono i fattori chiave: sviluppare un’offerta segmentata e proporre prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico, come le contactless, il mobile payment, le soluzioni per l’e-commerce. CartaSi da tempo opera e investe in questa direzione. Basti pensare ai due più recenti progetti: SiPay, la rete di pagamento online che permette di effettuare e ricevere pagamenti in tempo reale; e il bundle di servizi per il commercio elettronico che rende gli acquisti su internet più flessibili e vicini alle esigenze degli esercenti e degli acquirenti online”.

“Prendere consapevolezza dei costi nascosti del contante”

Nicola Cordone, Vice Direttore Generale e Direttore Financial Institutions SIA-SSB
“I costi di gestione del cash, anche se nascosti, sono rilevanti e pesano sull’intero sistema economico. Di questo hanno poca consapevolezza il consumatore, le aziende e i commercianti, mentre le banche centrali hanno iniziato recentemente a valutare l’effettivo costo complessivo del contante. L’uso del cash è fortemente legato alla presenza di un’economia “sommersa” e andrebbe sicuramente ridotto e limitato attraverso ulteriori interventi regolatori. Le banche retail hanno cominciato a introdurre strumenti innovativi, come le nuove carte legate all’IBAN, che hanno costi minori rispetto ai tradizionali conti correnti e che possono contribuire all’aumento della penetrazione degli strumenti di pagamento elettronici. In questo quadro la PA potrebbe svolgere un ruolo determinante attraverso la sua “digitalizzazione” e tramite l’accettazione ai propri sportelli degli strumenti elettronici. Per quanto riguarda Sepa si deve ancora parlare di “cambiamenti attesi” e la prova è che i cittadini ne hanno una percezione molto limitata; mentre la PSD ha portato maggiore chiarezza e ha aperto il mercato alle Payment Institutions, che in prospettiva aumenteranno la concorrenza e l’innovazione nel settore. E proprio per questi nuovi soggetti SIA-SSB ha lanciato una piattaforma tecnologica integrata, “Easy Box”, sviluppata per abilitarne i servizi di pagamento e che al momento è unica in Europa”.

“C-Card prima Payment institution italiana”

Fabio De Ferrari, Amministratore Delegato di C-Card e Direttore Generale di Cedacri
“L’uso della moneta elettronica può essere favorito da una parte con interventi dello Stato, introducendo misure antiriciclaggio sempre più stringenti e l’obbligo o, almeno la possibilità, di pagare con le carte negli uffici della PA, sia locale che centrale; dall’altra prevedendo per i clienti condizioni economiche vantaggiose, soluzioni più funzionali o rispondenti a nuove esigenze (ad esempio le c-less) e una vasta azione di marketing che sottolinei i molti vantaggi rispetto al contante, tra cui la maggiore sicurezza. Cosa hanno portato Sepa e PSD? Certamente un rinnovamento delle carte e del parco ATM e POS, maggiore sicurezza, attenzione e tutela per i clienti e le condizioni per una forte e utile competizione sul mercato dei pagamenti con l’introduzione delle Payment Institutions. Su questo fronte Cedacri si è mossa per tempo creando una società, C-Card, che ha da poco ricevuto – prima in Italia – l’autorizzazione ad operare in qualità di istituto di pagamento non bancario. Un traguardo importante che le permette di completare l’offerta nella monetica: ai servizi di emissione di carte di credito, previsti entro l’anno, seguiranno attività di acquiring e, in seguito, nuovi servizi di pagamento. I potenziali clienti target sono, oltre alle banche, società di telecomunicazione, utility e GDO”.

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