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Se agli investimenti pensa un robot

Se agli investimenti pensa un robot

Cresce l’attenzione per i robot advisor, dove la definizione della mappa in cui scegliere l’investimento è affidata a un sistema automatico di valutazione. E anche per i robot for advisor, dove la componente automatica si accompagna a quella umana. Il 21% degli italiani non fa mancare uno sguardo attento a queste nuove possibilità, più degli inglesi, dei tedeschi e dei francesi. Il successo dipenderà dal poter contare su di un ottimo prodotto a un prezzo assolutamente competitivo ...
Ildegarda Ferraro
L’antefatto è sempre lo stesso: un Paese di santi, di eroi, di navigatori e di risparmiatori. Per quest’ultima categoria crescono le possibilità. Quello a cui proprio non si resiste è andare a vedere, controllare e farsi due conti. Perché non è più tempo di Bot, nel senso di ritorni sostanziosi sui Buoni ordinari del tesoro, ma è invece tempo di bot, come robot cui rivolgersi (leggi qui l'articolo di Bancaforte). In ogni caso decidere che cosa fare dei propri risparmi per gli italiani, pur con qualche eccezione, è una religione e non fermarsi è una necessità, anche perché investire costa denaro, tempo e fatica. Magari passare a una formula solo web può dare dei dubbi. Ma alla verifica per vedere che cosa offre la piazza difficilmente si resiste.

Un robot per consulente finanziario

Al momento tutte le soluzioni sono sul tappeto: da “il futuro è nei robot advisor” a “sono una novità che ha già fatto il suo tempo” (leggi qui) ). Ma quest’ultima considerazione dà tanto l’idea di una via per sconfiggere la preoccupazione del nuovo. Ovviamente c’è chi non crede affatto a queste possibilità anche tra i trader più famosi (vai all'articolo di Repubblica).
Affidare gli investimenti a un robot non è una cosa futuribile. In realtà in tutte le scelte la strada da seguire è ben definita dalle regole, non si può prescindere da chi è il risparmiatore che investe, da quali sono le sue caratteristiche e i suoi obiettivi. Questi elementi devono essere ben definiti in tutti i casi. E allora perché non immaginare di affidare a un robot la creazione del menu dei propri investimenti? Con il robot advisor la mappa delle possibili scelte viene messa a punto da un software che tiene conto di tutti gli elementi, con il robo for advisor il quadro è offerto al consulente finanziario. Non tutti sono comunque pronti a lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Molti però seguono con attenzione tutti i passi che si stanno facendo in questo campo. Anche perché affidarsi a un robot non vuole necessariamente dire non potere anche appoggiarsi al sostegno della componente umana. Spesso anche i pionieri nell’uso del robot non escludono un sostegno anche umano. E ciò a prescindere dai sistemi che prevedono l’uso del robot proprio per i consulenti finanziari. Di qui appunto la grande distinzione, che spesso non è nettissima per questa coesistenza di componenti, tra robot advisor propriamente detti, in cui sostanzialmente ci si affida alla macchina, e robo for advisor, in cui il consulente può contare su una mano robotica. Insomma, la soluzione ibrida pare vada per la maggiore.

Chi offre

Se ne parla molto. Appaiono articoli su quanto è presente sul mercato anche in Italia (vai all'articolo del Corriere). Un po’ tutti se ne stanno occupando. I pionieri, come Moneyfarm, AdviseOnly e Euclidea, Deus Technology. Banche grandi, medie e piccole, gestori del peso di BlackRock, Allians e Schroders, la Banca del Piemonte (vai qui), top del panorama mondiale, come Betterment, Personal Capital, Schwab Intelligent Portfolios, SigFig, Wealthfront (leggi qui) e le banche di credito cooperativo (leggi qui). E ancora, Bnp Paribas (guarda qui) e Banca Sella. Insomma il robo advisor può essere un’opportunità anche per gli intermediari internazionali, che possono anche offrire questa forma di consulenza.

Il guru e la Consob

Che il tema sia d’impatto è evidente. Se ne occupano un po’ tutti. I guru dell’intelligenza artificiale, come David Orban, non hanno dubbi, affiderebbero tutti i propri soldi ad un robot (leggi qui).
E naturalmente l’Autorità. Il Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nell’Incontro annuale con il mercato finanziario ha sottolineato che: “In un mondo globalizzato la tecnologia applicata alla finanza assumerà sempre più una valenza strategica, non solo per l’esecuzione di transazioni finanziarie in modo rapido ed efficiente, ma anche e soprattutto per la gestione - attraverso gli strumenti dell’intelligenza artificiale - delle informazioni necessarie all’ottimale configurazione dei servizi offerti sul mercato. Sono già cambiate le modalità di prestazione dei servizi finanziari, data la natura non mediata e multilaterale della comunicazione a distanza tramite l’uso di strumenti digitali (smartphone, tablet, Pc). Si pensi, ad esempio, al fenomeno del robo advice, la consulenza finanziaria resa tramite piattaforme digitali e fondata su algoritmi, che rende possibile, a costi ridotti per l’investitore, l’assistenza di tipo continuativo ad una platea potenzialmente vastissima”. E non stiamo parlando di un guru dell’intelligenza artificiale, ma di un’autorità con i piedi ben piantati nel mercato.

Un po’ di dati. Italiani gente tecnologica

I volumi non sono ancora significativi. Betterment, il leader mondiale americano, gestisce 10 miliardi. Negli Stati Uniti i robot consulenti gestiscono 600 miliardi di dollari. Le previsioni dicono che la cifra è destinata ad aumentare, nel 2020 si dovrebbe arrivare a 2.000 miliardi di dollari (leggi qui).
Ma quello che fa davvero la differenza qui da noi è l’attenzione del pubblico. Il 22% scarica app legate a risparmi e investimenti, il 32% legge blog di settore, il 21% verifica che cosa offrono. Insomma qui in Italia siamo all’avanguardia in termini di attenzione e interesse. I dati emergono dalla Global Investment Survey di Legg Mason (clicca qui e anche qui). Questa apertura è la più ampia registrata tra i principali paesi europei. È pronto a far ricorso al robo advisor il 17% degli inglesi e degli spagnoli, l’11% dei francesi e dei tedeschi, il 9% dei belgi. Gli italiani non sono molto distanti dagli americani, pronti nel 27% dei casi ad appoggiarsi alla tecnologia. Insomma, in Italia si è pronti ricorrere al sostegno del robot per gli investimenti. Soprattutto da un punto di vista informativo. La rete è la prima fonte di informazioni su risparmi e investimenti: il 41% degli italiani consultano il web, contro il 35% dei tedeschi, il 32% degli spagnoli e il 31% dei francesi. Ciò non toglie che quasi un italiano su due, il 48%, si affida ad un consulente finanziario. La presenza fisica è comunque considerata indispensabile. Il 78% ritiene che la tecnologia possa essere un supporto ma è fondamentale sapere che ci sia una persona che segua gli investitori.

Il miglior servizio al prezzo più conveniente

Se questo è il quadro, è chiaro che i robo advisor possono avere un buon successo qui da noi. Come in tutto quello che circola in rete è però importante per fare breccia che il servizio sia davvero ottimo. Il web è fatto di contatti, passaparola, forum, riscontri immediati e in tempo reale. La soddisfazione del cliente è la bussola per tutto quanto si vende su Internet.
E poi ovviamente il prezzo. Si può essere disposti ad abbandonare la via vecchia solo se la nuova è davvero conveniente. E in questo probabilmente il web può avere qualche rigidità rispetto alla flessibilità di prezzi proposti e poi negoziati nel mercato fisico. Lo sconto web è previsto per definizione, ma normalmente questo prezzo scontato è poi fisso. Nella normale dinamica negoziale, invece, il prezzo iniziale è normalmente più alto ma quello finale può essere molto diverso. La prova è che sui siti dove sono in vendita prodotti a prezzi scontati appaiono sempre più spesso indicazioni che sottolineano che il prodotto è scontatissimo, “tuttavia potrebbe accadere che in alcuni punti vendita gli stessi prodotti siano messi in vendita a prezzi differenti, anche inferiori”. Insomma, non sembri una considerazione ovvia, ma solo un ottimo prodotto a un prezzo assolutamente competitivo può vincere sul web. E forse anche per questo nella robot advisory la risposta vincente può essere la via ibrida, che vede un robot e un umano lavorare insieme in combinazione.
2 Novembre 2017

 

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