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Il decreto sviluppo ha introdotto misure per l’attività bancaria più in linea con le normative europee
Gianluca Smiriglia
Il decreto legge sviluppo varato dal Consiglio dei ministri ha superato lo scoglio della fiducia alla Camera nell’ultima settimana di giugno. Ora tocca al Senato in un momento certo non facile, considerato l’acceso dibattito politico e sociale sulla manovra economica del Ministro Tremonti. In attesa di quelli che saranno gli sviluppi definitivi dell’iter legislativo, e salvo sorprese, l’industria bancaria a caldo ha espresso il suo giudizio positivo sull’impianto iniziale del Decreto.
Modifica dei contratti
Ad esempio è stata rivista l’applicazione delle modalità di modifica delle condizioni contrattuali con l’obiettivo di adeguare la disciplina nazionale con quella dettata recentemente per i sistemi di pagamento dalla direttiva europea (PSD). Essa prevede solo nei rapporti con consumatori e micro imprese la necessità di ricorrere a un giustificato motivo per esercitare il diritto di modifica unilaterale del contratto. Queste modifiche normative possono incidere positivamente in termini di maggiore trasparenza nei rapporti tra banche e imprese, che hanno avviato un confronto per trovare soluzioni comuni. Nuova prova di dialogo, dunque, per condividere su un piano di parità le linee di indirizzo dei contratti relativi ai servizi bancari.
Rinegoziazione mutui
Tra le altre misure, il decreto legge facilita la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. Con grande anticipo l’ABI e le banche hanno segnalato la loro preoccupazione per il ricorso a questa forma di finanziamento, di fronte ai cambiamenti dello scenario dei tassi. In questa direzione va l’iniziativa di consultazione permanente con le Associazioni dei consumatori, con le quali sarà avviata una fase di confronto e di dialogo anche sulle nuove misure. Sempre, con riferimento ai mutui, il provvedimento chiarisce che la disciplina sulla “portabilità” si applica ai finanziamenti erogati esclusivamente ai consumatori, in tal modo ristabilendo il corretto ambito di applicazione soggettivo delle disposizioni in tema di portabilità e dando quindi certezza al mercato sul quadro normativo di riferimento.
Sull’usura
Per allineare la normativa italiana a quella europea il Governo ha eliminato alcune distorsioni che inficiavano il metodo di calcolo del tasso soglia ai fini della lotta all’usura. Tali distorsioni, in una fase di tassi bassi e in rapida ascesa, determinavano tassi soglia tali da escludere dall’erogazione del credito una parte della clientela, paradossalmente esposta così proprio al rischio di usura. A livello europeo, solo in Italia e in Francia la legge che fissa il tasso di usura ha rilevanza a fini penali. Peraltro, in Francia, con due interventi del 2003 e del 2005, la legge sull’usura è stata modificata restringendone l’applicazione ai soli soggetti consumatori. In altri Paesi sono presenti dei limiti (soglie) ai tassi applicabili ai finanziamenti, ma questi sono sensibilmente meno stringenti rispetto al caso italiano. Nel corso dei 14 anni di attuazione della normativa italiana si è rilevata da più parti una bassa efficacia della stessa a contrastare il crimine finanziario e, a volte, la produzione di effetti restrittivi del credito legale, provocando distorsioni sulla clientela, preclusa agli intermediari legali a vantaggio della criminalità usuraria. Inoltre, la parziale inefficacia della legge e la conseguente penalizzazione della clientela si è accentuata date le attuali condizioni dei mercati finanziari e dell’economia. In particolare, la modalità di calcolo del tasso soglia si è mostrata non efficiente specie in una situazione di tassi molto bassi.
Ora tocca al Parlamento. Le banche proseguiranno con forza sulla strada della trasparenza semplice e sulla ricerca di una maggiore efficienza anche attraverso un uso più diffuso delle nuove tecnologie. Sforzi, questi, che mirano a migliorare l’efficacia operativa delle imprese del credito, a rafforzare la loro patrimonializzazione, a consentire condizioni sempre più economicamente vantaggiose ai loro clienti.
Approfondimento:
Il Presidente dell'ABI commenta le misure varate dal Governo per rilanciare la crescita
15 Luglio 2011

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