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Semplificare (e incentivare) il mobile payment per raggiungere l'Europa

Semplificare (e incentivare) il mobile payment per raggiungere l'Europa

Crescono in Italia le transazioni digitali con carta, che hanno toccato un valore di 164 miliardi, e i New Digital Payments segnano +22%. La raccomandazione del Politecnico di Milano: facilitare l'esperienza di pagamento da smartphone, dare incentivi fiscali e promuovere concorsi a premi ...
Mattia Schieppati
«Per colmare il ritardo nella diffusione dei pagamenti digitali in Italia rispetto alla media europea è necessario, a nostro avviso, muoversi in due direzioni: consolidare l’offerta di servizi innovativi che facciano davvero leva sull’attrattività del mobile e mettere in atto un piano di incentivi promosso dal soggetto pubblico», dice Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano. «L’Italia gode di un’ottima base infrastrutturale per l’accettazione di pagamenti digitali e può contare su una buona diffusione di carte di pagamento tra la popolazione, in linea o superiore ai paesi europei più sviluppati, segno che il sistema finanziario ha lavorato bene per creare le condizioni necessarie allo sviluppo dei pagamenti digitali. I dati di effettivo utilizzo, tuttavia, collocano l'Italia agli ultimi posti in Europa. Secondo le nostre stime, la gestione del contante costa all’Italia circa 9,5 miliardi di euro, costi ai quali aggiungere il gettito perso per l’erario – circa 27 miliardi di euro ogni anno – derivante dalla fascia di economia sommersa legata all’utilizzo di contante, in quanto non tracciabile».
L'edizione 2016 del report dell'Osservatorio del Politecnico milanese sullo stato di salute dei digital payments e dell'e-commerce italiano non contiene quest'anno solo numeri e analisi sui dati emersi - quelli ci sono, come al solito, e tanti - ma anche molti suggerimenti e indicazioni su strategie attuabili sia dalla parte pubblica sia dai player privati per far crescere il settore dei pagamenti elettronici. Il motivo? Nonostante segnali di crescita ci siano in questo settore, e per certi aspetti anche importanti, la «malattia del contante» (e probabilmente una mai superata sfiducia latente nei pagamenti online) continua a essere una specificità nazionale che tiene l'Italia lontano dalle medie del contesto europeo. La speranza? Come risulta sia dai dati raccolti, che dalle interpretazioni dei ricercatori, è che a dare la spinta decisiva al cambiamento di mentalità sia un'altra delle sfegatate passioni degli italiani: quella per il telefonino, device con una diffusione pro-capite nella Penisola superiore a quella europea e che, forse, potrebbe rappresentare il cavallo di Troia capace di far cadere il muro della diffidenza.

I numeri

Un percorso auspicabile quindi, come spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio: «Nel 2015 gli italiani non si sono disfatti del contante come sistema di pagamento, anzi: è ancora saldamente superiore al 50% del totale del transato. Tuttavia, il ricorso a forme di acquisto diverse da quelle tradizionali sta diventando il motore del cambiamento dell'esperienza di pagamento degli italiani. Le stime per il 2015 vedono infatti i pagamenti via carta di credito raggiungere quota 164 miliardi di euro (+5,6%), una crescita sostenuta prevalentemente dai New Digital Payment (comprendono: e-commerce ed e-payment; mobile commerce e mobile payment; mobile Pos e contactless payment) che complessivamente raggiungono nel 2015 i 21 miliardi di euro (+22% rispetto al 2014). L'apporto decisivo viene proprio, per l'81%, dall'acquisto di beni e servizi e dai pagamenti da Pc e tablet e per il 13% da acquisti e pagamenti via smartphone, che registrano un balzo in avanti del 48% (2,8 miliardi di euro nel 2015). Occorre che i principali protagonisti dell’offerta attivino un sano confronto con il mercato per rendere più attraente l'esperienza d'uso per i clienti».
Se insomma da parte dei clienti l'interesse e l'intenzione a pagare attraverso il proprio smartphone c'è, operatori e fornitori di servizi devono fare in modo che questo entusiasmo non venga spento da complicazioni tecnologiche e di utilizzo nel momento in cui ci si appresta a pagare. Perché l'interesse c'è ed è alto. L'acquisto di beni, servizi e contenuti via smartphone tramite app e mobile site (Mobile Remote Payment & Commerce, ossia l'acquisto di beni, servizi e contenuti via smartphone tramite app e mobile site) cresce del 48% e raggiunge i 2,8 miliardi e una penetrazione del 13% nei New Digital Payment. Questa componente è trainata soprattutto dalla crescita del 71% dell'acquisto di beni e servizi via mobile, il Mobile (Remote) Commerce, che ha sorpassato gli 1,7 miliardi di euro di transato (valeva 1 miliardo nel 2014), pari a circa il 10% dell'e-commerce. Grazie all’ingresso di nuovi esercenti e alla semplificazione della fase di pagamento garantita dai mobile wallet, il Mobile (Remote) Commerce raggiungerà nel 2018 tra i 4,2 e i 4,8 miliardi (rappresentando oltre il 15% dell’e-commerce). Dopo alcuni anni di lenta crescita, il Mobile Remote Payment di beni e servizi fa registrare nel 2015 un aumento del 75% e supera i 300 milioni.

Cosa vuole il consumatore?

«Dall’indagine qualitativa sul consumatore italiano», scrivono i ricercatori del Politecnico, «è infatti emerso che il consumatore preferisce sempre più il pagamento via smartphone perché ne apprezza la velocità, l'accessibilità costante e la conferma del tracking della spesa. Esprime ancora il timore di poter pagare con il cellulare solo occasionalmente, di dover verificare il livello di batteria e connessione e di dover far ricorso a nuove password e procedure. È quindi necessario che gli operatori garantiscano una user experience semplice e immediata: l’utente vuole poter associare la carta direttamente dall’applicazione, con pochi click o fotografandola e, al momento del pagamento in negozio, vuole poter avvicinare il telefono senza dover aprire un’applicazione e utilizzare l’impronta o il Pin per autorizzare la transazione».
A dimostrazione di questo, la ricerca sottolinea la crescita di quei servizi basati su mobile payment che hanno fatto della semplicità di utilizzo la loro chiave di successo: il pagamento di bollettini, l'acquisto di biglietti per il trasporto urbano, il pagamento della sosta o il noleggio di auto in car sharing. Il pagamento di bollette e bollettini da cellulare è passato dai 21 milioni del 2014 agli oltre 57 milioni di euro del 2015 (+172% rispetto al 2014). «Tale crescita è principalmente dovuta all’aumento dei servizi disponibili nei mobile wallet e nelle applicazioni delle utility», dice il report. Cresce di oltre il 160% anche la componente del mondo del trasporto (biglietti dei bus, pagamento delle soste e car/ bike sharing), che supera i 40 milioni di euro. In particolare, nel 2015 sono stati acquistati oltre 6 milioni di biglietti per il trasporto pubblico locale, pagate oltre 6 milioni di corse di car sharing e 3 milioni di soste attraverso il telefono cellulare. Nel 2018 il Mobile Remote Payment, spinto dalla crescita della componente bollettini e dai servizi in mobilità, potrebbe superare i 500 milioni di euro.

Sfida contactless

Ora, una volta "agganciato" l'utente grazie alla facilità di utilizzo di questo tipo di servizi, bisogna riuscire a traghettare la stessa usability esperienziale nei sistemi di acquisto e pagamento in negozio. Nei punti vendita il transato dei contactless payment ha raggiunto rispettivamente i 700 milioni per i pagamenti mediante carta contactless (3%) e i 500 milioni mediante telefono contactless (2%). L’infrastruttura contactless è pronta a supportare la crescita: le carte contactless sono passate da 12 a 20 milioni, mentre i Pos abilitati sono 500.000, +100% rispetto al 2014.
Tuttavia solo 1 transazione su 85 (quasi 30 milioni nel 2015, più che triplicate rispetto al 2014) e 1 euro su 200 (circa 700 milioni di euro nel 2015, erano 200 milioni di euro nel 2014) sono transati con questa modalità. «La scelta di alcuni importanti esercenti di “forzare” il pagamento in modalità contactless per tutte le carte che adottano anche questa tecnologia può portare i pagamenti contactless nel 2018 (a quasi 9 anni dal lancio in Italia), a valere tra i 6 e gli 8 miliardi di euro. A questo si somma il Mobile Proximity Payment (il sistema che riguarda acquisti e pagamenti “in prossimità”, agevolati dalla tecnologia NFC), che vedrà importanti lanci nel corso del 2016 e 2017 e una rapidissima crescita e diffusione raggiungendo in meno di tre anni dal lancio un intervallo tra i 2,6-4,5 miliardi di euro di transato», prevedono i ricercatori.

Azioni di incentivo

Ma si può e si deve fare anche di più, anche grazie a una politica di sgravi e di incentivazioni che vengano dal Pubblico: «Detrazioni fiscali e lotterie legate ad acquisti fatti con carta potrebbero già nel brevissimo termine contribuire ad avvicinare l'Italia alla media europea, sia in termini di utilizzo del pagamento elettronico, sia di peso dell'economia sommersa», afferma Giovanni Miragliotta, senior advisor dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce. «L’analisi condotta dimostra:
  • l’auto-sostenibilità economica di un’azione di incentivazione;
  • l’efficacia dell’incentivo che porterebbe una crescita dei pagamenti digitali di 20 miliardi di euro all’anno facendo superare i 210 miliardi di transato al 2018, avvicinando così l'Italia all'Europa in termini di valore del transato procapite con carta;
  • l’urgenza dell'azione, in quanto “adesso” è il momento più opportuno per l'adozione di un tale programma per ottenerne il massimo ritorno, a parità di costi».
24 Febbraio 2016

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