20 Luglio 2018 / 14:34
SEPA, arriva l’end date

 
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SEPA, arriva l’end date

di Gaia Sabino - 23 Febbraio 2012
Dal 1° febbraio 2014 si darà l'addio ai sistemi nazionali di bonifico e addebito diretto. Per far posto definitivamente ai corrispondenti strumenti di pagamento europei
Arriva l’end date e, per bonifici e addebiti diretti nazionali, questo significa fare definitivamente posto ai soli strumenti di pagamento europei. Si è concluso in questi giorni, infatti, l’iter legislativo della proposta di Regolamento presentata dalla Commissione a dicembre 2010. Si tratta della Regulation of the European Parliament and of the Council establishing tecnicaL requirements for credit transfers and direct debit in euro.., più nota come Regolamento end date SEPA . Che fissa le date finali di chiusura dei sistemi nazionali e dunque l’obbligo - per i paesi membri - di dismettere i servizi domestici di bonifico e addebito diretto e di migrare ai rispettivi schemi paneuropei. Dopo l’approvazione della Commissione Affari Economici e dell’Ecofin - giunta prima dell’estate – la Commissione, il Parlamento e il Consiglio europei hanno lavorato per giungere a un testo di compromesso, attraverso il cosiddetto Trilogo. L’accordo è stato raggiunto lo scorso 20 dicembre ed il Regolamento - approvato dalla Plenaria dell’Europarlamento lo scorso 14 febbraio - entrerà in vigore la ratifica di Ecofin e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, prevista per il secondo trimestre di quest’anno.

Le novità

Anzitutto, viene fissata al 1° febbraio 2014 la data finale unica per la chiusura dei sistemi nazionali di bonifico e addebito diretto e per la definitiva migrazione ai corrispondenti schemi paneuropei, allineati ai requisiti prescritti dal Regolamento. Viene inoltre prevista una “migrazione differita” – da completare entro il 1° febbraio 2016 - per quegli strumenti di nicchia, con un volume inferiore al 10% del mercato nazionale di riferimento, che saranno individuati dalle autorità nazionali competenti, ad esempio Banca d’Italia per il nostro Paese.

Commissioni interbancarie

Per quanto riguarda le commissioni interbancarie, ossia quelle commissioni che le banche si scambiano per i servizi che si prestano l’un l’altra quando un’operazione di pagamento coinvolge l’operatività di più banche, resta fermo il divieto di applicarle agli addebiti diretti per transazioni cross-border sin dalla data della migrazione. E tuttavia il Regolamento introduce un periodo “di transizione” - che si concluderà nel 2017 - durante il quale potranno continuare a essere scambiate commissioni interbancarie sulle operazioni di addebito diretto nazionali.

Addio BIC

Sul fronte dei bonifici, a partire dal 2014 per le transazioni nazionali e dal 2016 per quelle cross-border, le banche non potranno più chiedere ai clienti che ordinano un pagamento di fornire il codice BIC (Bank Identifier Code) che identifica la banca del beneficiario, ma dovranno limitarsi al solo codice IBAN. Questo per l’industria europea dei pagamenti significa ulteriori ingenti investimenti per assicurare il corretto indirizzamento delle transazioni, ad esempio mediante la creazione di database di raccordo tra IBAN e BIC.
Il testo finale, infine, conferma alla Commissione europea il potere di apportare eventuali modifiche ai requisiti tecnici fissati dallo stesso Regolamento.
I prossimi passi della migrazione alla SEPA:
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