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SIA in Borsa dopo l'estate

SIA in Borsa dopo l'estate

Il gruppo guidato dall'AD Arrighetti punta a diventare un polo europeo nei servizi di pagamento sullo slancio di risultati 2015 superiori alle previsioni
Flavio Padovan
Risultati ancora in crescita – migliori delle previsioni contenute nel Piano Strategico – e quotazione in Borsa entro l'anno, “probabilmente tra settembre-ottobre”, con l'obiettivo di diventare una public company europea con headquarter in Italia. Queste le novità annunciate da Massimo Arrighetti , amministratore delegato di SIA in occasione dell'approvazione da parte del Cda del progetto di bilancio 2015.
“Il consiglio di amministrazione ha deciso che è arrivato il momento di andare in Borsa; pensiamo che sia giunto il momento opportuno e idealmente ci piacerebbe farlo entro l'anno. Vedremo se le condizioni saranno tali da renderlo possibile, ma la macchina è partita”, ha detto Arrighetti. Nulla ancora di definito sulle quote da cedere sul mercato, ma dovrebbe essere la maggioranza della società con il Fondo Strategico Italiano (80% Cdp, 20% Banca d'Italia), attualmente al 49,48%, che ha dichiarato di non volere comunque scendere sotto 15% del capitale. Gli altri soci principali sono F2i (17,05%), Orizzonte Sgr (8,64%), Intesa Sanpaolo e Unicredit con poco meno del 4% ciascuna, Banca Mediolanum (2,85%), Deutsche Bank (2,58%), Banco Popolare (2.52%), con il restante 8,94% suddiviso in piccole quote tra altri azionisti, tra cui lo stesso management che lo scorso anno ha sottoscritto un aumento di capitale riservato e oggi detiene lo 0,82%.
Sulle modalità della quotazione c'è ancora qualche dubbio: Arrighetti ha precisato che avverrà “attraverso la cessione delle quote degli azionisti salvo che si concretizzino nelle prossime settimane alcune operazioni tali per cui si potrebbe fare anche un aumento di capitale”. Il riferimento è alla probabile aggregazione con Vocalink, operatore inglese con il quale ci sarebbero da mesi trattative per creare un forte polo europeo, ma a guida italiana, nei servizi di pagamento. Un'alleanza considerata necessaria dopo la nascita, lo scorso novembre, di un asse franco-tedesco-olandese con la fusione tra Wordline (gruppo Atos) ed Equens, in cui ICBPI ha una quota di circa il 6%.
Considerando i multipli delle ultime quotazioni del settore, tra 11 e 14 volte il Mol, lo sbarco di SIA in Borsa potrebbe valere oltre 1,8 miliardi di euro.

Risultati oltre le attese

Le notizie sull'IPO hanno fatto passare in secondo piano i risultati 2015 di SIA, su cui vale invece la pena soffermarsi. Il gruppo ha infatti chiuso un nuovo anno record, migliore del 2014 quando aveva però beneficiato di ricavi straordinari derivanti dalla migrazione delle banche agli standard SEPA, superando anche gli obiettivi previsti nel Piano Strategico.
In particolare, i ricavi di Gruppo sono cresciuti del 5,4% a 449,4 milioni di euro, di cui il 49% dal segmento Cards, il 26% da Institutional Services e 25% da quello Payments. L'incremento è stato maggiore all'estero (+10,5%) rispetto a quello italiano (+4,2%). Bene anche l'utile netto, salito del 6,2% a 69,8 milioni di euro. Significativamente migliorata al posizione finanziaria netta, passata da 75,5 milioni di euro del 2014 a 108,7 milioni di euro (+44%). In forte aumento (+69,7%) gli investimenti: nel 2015 sono stati pari a 20,7 milioni di euro, contro i 12,2 milioni dell'esercizio precedente. Per quanto riguarda gli indici economico-patrimoniali consolidati, ROE e ROI (rispettivamente 31,4% e 27,6%) rimangono a livelli superiori rispetto al mercato di riferimento, pur se in lieve calo rispetto al 2014 per effetto della politica di rafforzamento patrimoniale attuata con un aumento del patrimonio netto da 181,1 milioni di euro a 222 milioni di euro (+22,6%).
In crescita anche i risultati di SIA Spa, con i ricavi in aumento del 15,4% a 388,8 milioni di euro e ricavi a 73 milioni di euro (+21,1%).

I numeri del business

I positivi dati di bilancio poggiano sull'incremento di tutti i principali parametri operativi. Nel 2015 il Gruppo SIA ha infatti gestito complessivamente il regolamento di 9,9 miliardi di transazioni (+7,7% rispetto al 2014), 3,3 miliardi di operazioni con carte (+11,2%) e 2,8 miliardi di operazioni di pagamento (+3,6%) relative a bonifici e incassi.
Sui mercati finanziari il numero delle transazioni di trading e post-trading è salito a 41,7 miliardi dai 30,2 miliardi del 2014, con un incremento del 38%.
SIA ha inoltre gestito un traffico di 358 terabyte di dati sui 180 mila chilometri della rete SIAnet, in aumento del 10% circa rispetto al 2014.
14 Marzo 2016

 

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