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Sicurezza sostenibile

Sicurezza sostenibile

Nonostante la crisi e il calo delle rapine, nel 2011 le banche hanno investito oltre 750 milioni di euro in tecnologie e sistemi evoluti per contrastare la criminalità e garantire l’incolumità di persone e beni. A Banche e Sicurezza le proposte di un mercato sempre più selettivo
Flavio Padovan
Come sarà la sicurezza al tempo della crisi? Sempre più efficace, tecnologica, integrata, intelligente, anche se più attenta ai costi. E' quanto emerge da Banche e Sicurezza 2012 , l'evento annuale organizzato dall'ABI che riunisce a Roma per due giorni i massimi esperti di banche e degli altri settori esposti al rischio rapina per analizzare insieme a istituzioni, Forze dell'ordine, operatori, fornitori e consulenti l'evoluzione delle minacce, le strategie di difesa e le soluzioni più innovative.
Nessun passo indietro sul fronte della lotta alla criminalità, dunque, nonostante l'andamento economico negativo che caratterizza il periodo. Una decisione confermata da dati concreti: nel 2011 le banche hanno investito più di 750 milioni di euro per rendere più sicure le filiali e assicurare l'incolumità dei clienti e del personale, oltre alla protezione dei beni e delle transazioni. E infatti le rapine continuano a diminuire. Anzi crollano: -23% in un solo anno secondo l' OSSIF , il Centro di ricerca ABI in tema di sicurezza i cui dati sono ormai da anni il punto di riferimento di ogni analisi del fenomeno. E anche gli attacchi agli ATM diminuiscono con tassi a doppia cifra (-15% rispetto al 2010), confermando l'efficacia delle protezioni approntate e della collaborazione avviata con le Forze dell'Ordine anche grazie ai Protocolli di Intesa per la prevenzione della criminalità. A questo proposito nel corso di Banche e Sicurezza 2012 è stato rinnovato, aggiornandolo, il Protocollo con la Prefettura di Roma. La nuova versione prevede un ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza adottate in banca, a conferma che il mondo del credito non intende abbassare la guardia ma, anzi, rilancia la sfida ai criminali prevedendo la diffusione nelle filiali di strumenti sempre più evoluti e sofisticati resi disponibili da fornitori e partner votati all'innovazione continua.
Banche e Sicurezza è anche l'occasione per presentare al mercato le soluzioni più moderne progettate per contrastare gli attacchi dei criminali. Una vetrina unica, che ha permesso di fare il punto sugli ultimi ritrovati tecnologici e avere una visione degli scenari futuri di difesa. Dei numerosi interventi e proposte che hanno animato le sessioni del convegno, riportiamo di seguito alcuni dei più interessanti in tema di sicurezza fisica, rimandando agli altri articoli e contenuti dello Speciale Banche e Sicurezza 2012 l'approfondimento su sicurezza informatica , frodi e sugli altri temi affrontati nella due giornate a Palazzo Altieri.

2012, dove investiranno le banche

Le priorità di sicurezza per il 2012 devono essere allineate a quelle di business, e quindi è necessario sviluppare un modello di protezione degli asset che sia coerente con le reali priorità ed esigenze della banca. Ne è convinto Andrea Agosti, Vice President e Responsabile Business Line "Security, Risk & Compliance" di NTT DATA Italia – Financial & Public Sector, che ritiene sia importante puntare, in particolare, su soluzioni di sicurezza che costituiscono un fattore di differenziazione per il cliente rispetto al mercato di riferimento e su quelle necessarie per garantire il rispetto dei requisiti richiesti dalle normative italiane ed internazionali. Ovviamente, considerando il momento economico, devono essere privilegiate quelle iniziative che permettano sin dall’immediato dei benefici in termini di riduzione dei costi dei servizi e sinergie con altri ambiti legati alla difesa da attacchi dei criminali. Altra linea strategica a cui dare precedenza, è l’evoluzione delle soluzioni di protezione sia fisica sia informatica, con l’obiettivo di aumentare la capacità di presidio, controllo e reportistica, introducendo anche soluzioni tecnologici scalabili che possono rispondere efficacemente alle operazioni di M&A. Scendendo più nel dettaglio, Agosti indica tra le priorità di investimento delle banche per il 2012 la protezione contro il furto e il rilascio inconsapevole di dati riservati e sensibili (per la sicurezza informatica), la videosorveglianza intelligente, integrata con un sistema di allarmi fisici e logici evoluto (per la sicurezza fisica), i sistemi di monitoraggio dei parametri delle transazioni come informazioni sugli accessi e dati dell'operazione, per il contrasto alle frodi sui servizi bancari. In questo periodo particolare assume poi rilevanza fondamentale la capacità di sviluppare una visione d’insieme e trovare soluzione integrate, abbandonando la gestione separata delle funzioni di security e favorendo una maggiore cooperazione con le strutture di business e di controllo. Per quanto riguarda le strategie di sourcing, devono essere consolidate facendo leva su partner affidabili e innovativi in tema di servizi di sicurezza. (Leggi anche l'intervista ad Agosti su bancaforte.it)

Sicurezza fisica Over IP

Avete presente le vecchie centrali d’allarmi? Dimenticatele. Dalla loro evoluzione è nato qualcosa di nuovo, un insieme di software sofisticati in grado di governare l’interazione di tutti i sistemi di protezione delle persone e del contate di una filiale bancaria, e non solo. Del salto generazionale che le ha portate a diventare potenzialmente Centrali di Gestioni eventi ha parlato Bruno Fazzini , amministrato delegato di Citel , sottolineando il ruolo avuto in questo processo dai Security Manager. Questi, dalla nuova esigenza di interattività di tutti gli apparati per essere gestiti dalla centrale, hanno acquistato una libertà mai avuta in precedenza per elaborare soluzioni di sicurezza in termini di obiettivi funzionali e risorse, mediando tra le varie istanze organizzative, marketing, sindacali, normative. Questa libertà di progettazione richiede una crescita professionale, fatta di orizzonti allargati, di visioni sistemiche, di coniugare input e vincoli interni ed esterni, per imbastire e realizzare progetti sostenibili e durevoli. Ma, al tempo stesso, consente al security manager di acquisire all’interno dell’organizzazione di una banca uno status differente rispetto al passato, quando era considerato un semplice gestore di costi essendo i risultati della sicurezza fisica invisibili e difficilmente valutabili. Una significativa tendenza in atto, su cui si è soffermato Fazzini, è quella della “videosorveglianza 2.0”, dove il riferimento al web enfatizza il carattere interattivo e collaborativo del nuovo paradigma che caratterizza le control room evolute. Ora, infatti, l’operatore non si limita a ricevere allarmi, ma può interagire concretamente con l’ambiente sorvegliato per assistere il personale di filiale nella gestione delle situazioni di pericolo assistito dai sistemi locali. Una nuova figura, quella della guardia remota, che si è affermata soprattutto nel settore bancario in funzione antirapina, e che sta progressivamente sostituendo la vigilanza sul posto facendo leva su costi notevolmente minori e risultati paragonabili. (Vedi anche la videointervista a Fazzini e leggi l' intervista su bancaforte.it)

Una guardia remota per ogni negozio

Gran parte delle soluzioni tecnologiche di eccellenza sviluppate e sperimentate con successo per il mondo bancario possono essere trasferite negli altri settori che sono sottoposti alle stesse minacce. Ovviamente con i dovuti adattamenti e personalizzazioni in modo da offrire un servizio con costi di investimento e servizio accessibili a operatori di dimensione economica decisamente più piccola delle reti bancarie, e funzionalità più adatte alle differenti attività svolte. E’ questa la proposta lanciata a Banche e Sicurezza da Giuseppe Di Cintio , Consigliere di Amministrazione di CNS , Consorzio Nazionale Sicurezza, società consortile da oltre 40 anni impegnata nel settore della sicurezza integrata. In particolare, CNS intende offrire alla reti distributive commerciali un sistema integrato di videosorveglianza, videoronda e videoelaborazione intelligente. Un dispositivo di controllo bi-direzionale che interagisce in maniera versatile con l’ambiente che sorveglia e che esercita un tutoraggio da remoto attraverso un’azione di controllo e di supporto che non richiede la presenza o l’intervento dell’utente. “Crediamo nel potere dissuasivo del dispositivo tecnologico attivo e percepito perché alla violenza non si deve reagire con i muscoli, ma con l’intelligenza” ha dichiarato Di Cintio. CNS ha già avviato una sperimentazione coinvolgendo un campione di farmacie. Un’esperienza particolarmente significativa che, da un lato, ha confermato l’efficacia del sistema e l’accoglienza positiva da parte dei farmacisti, dall’altra a permesso di affinare quelle personalizzazioni e calibrazioni del servizio per tararlo alle esigenze di privacy e alla sensibilità di una diversa tipologia di clienti che frequenta i locali commerciali rispetto a una banca. (Vedi anche la videointervista a Di Cintio e leggi l’ intervista rilasciata a bancaforte.it)

Difese efficaci per le filiali

Nelle strategie antirapina rimangono fondamentali le difese fisiche. Enzo Anselmi , ammistratore delegato di CoMETA , ha fatto il punto sui più importanti strumenti di protezione delle filiali, analizzando vantaggi e criticità di un’ampia gamma di strumenti quali le porte di accesso a locali protetti, le differenti tipologie di elettro-serrature certificate antieffrazione, il cilindro. E, ancora, i filtri di ingresso, dalle cabine/bussole ai sistemi biometrici di registrazione impronte o di verifica del volto. Il messaggio lanciato alle banche è che ciascuna tecnologia applicata svolge una precisa funzione di protezione e la sicurezza complessiva e il valore deterrente aumentano con la quantità e la qualità delle diverse tecnologie applicate. Non c’è dunque concorrenza tra le varie soluzioni, ma sinergia per rafforzare l’efficacia conto i criminali e le loro differenti tipologie di attacchi. Anselmi ha anche ricordato come il grado di sicurezza globale del sistema è quello del componente più debole, invitando le banche a non abbassare le difese nonostante il calo delle rapine, e a verificare attentamente sul campo l’efficacia degli strumenti di protezione che acquistano con metodi e test adeguati da effettuare costantemente durante tutto il periodo di utilizzo. Stefano Fabbroni , Responsabile Ufficio vendite Metal Detector per la sicurezza di CEIA , ha approfondito il tema delle tecnologie per la prevenzione della rapine con armi da fuoco, evidenziando l’importanza del metal detector come strumento attivo contro gli attacchi alle filiali. Ma per svolgere realmente questa funzione – ha chiarito Fabbroni - è necessario che le banche selezionino attentamente un modello in grado di intercettare tutte le armi, scelgano una cabina adeguata e la facciano installare correttamente da un professionista. Contro i falsi allarmi viene in aiuto la tecnologia Cellular Free, che consente di ottenere un flusso di accesso indisturbato 5 volte superiore ai migliori metal detector tradizionali, a parità di protezione contro le armi più difficili da rilevare. Anselmi e Fabbroni sono tra gli autori dell’e-book “Controllo Accessi” della nuova collana “Accademia della Sicurezza” che Bancaria Editrice ha lanciato a Banche e Sicurezza e che sarà presto disponibile online.
26 Luglio 2012

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