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Smartphone a 11 anni e acquisti online. Quali rischi per gli adolescenti italiani

Smartphone a 11 anni e acquisti online. Quali rischi per gli adolescenti italiani

La ricerca effettuata da Telefono Azzurro e Doxa in occasione del Safer Internet Day approfondisce le abitudini d’acquisto di giovani e giovanissimi. E rilancia la necessità di una diversa “educazione al denaro” nell’era digitale ...
Mattia Schieppati
Si è celebrata il 9 febbraio, in 50 Paesi nel mondo, la dodicesima edizione del Safer Internet Day, la giornata (promossa dalla Commissione Ue) di sensibilizzazione sulla sicurezza e la responsabilità dell’utilizzo della Rete da parte di bambini e adolescenti (www.saferinternetday.org). Quello del rapporto dei minori con Internet è un tema cardine sotto vari aspetti, perché per le generazioni di nativi digitali il web e le nuove tecnologie rappresentano da una parte un ambito ormai “normale” di vita, di crescita, di maturazione di esperienze, dall’altra è un mondo che affrontano ancora senza una reale consapevolezza dei rischi e dei pericoli che vi si annidano. Un mondo difficilissimo da decifrare, se osservato con lo «sguardo adulto», e impossibile da “normare” (come dimostrano tutti i tentativi di leggi – come l’ultimo dibattito in sede Ue sull’innalzamento a 16 anni della possibilità di iscrizione ai social network).
Per questo, per porre qualche punto fermo in questa grande galassia dell’infanzia digitale, proprio in occasione del Safer Interney Day l’associazione Telefono Azzurro, la più nota realtà che in Italia si occupa di tutela dei diritti dei minori, ha sviluppato insieme all’istituto di ricerca Doxa uno studio sulla presenza e le abitudini degli adolescenti online. Una ricerca che traccia il quadro del contesto, ma approfondisce anche un tema che spesso resta collaterale in questo tipo di analisi: il rapporto tra adolescenti e acquisti e transazioni online (qui per scaricare la ricerca completa).

Lo smartphone a 11 anni. E anche i social ...

Innanzitutto, i dati di contesto. Il primo, quello che fa più riflettere, è questo: più di 1 adolescente su 3 ha ricevuto il primo telefonino prima dei 13 anni (71%), età che le normative vigenti pongono come limite per l’accesso a molti dei contenuti online, come per esempio l’iscrizione ai social network, e che l’età media del primo utilizzo si aggira attorno agli 11 anni. «Il dato fa riflettere», osservano i ricercatori del Centro studi di Telefono Azzurro, «se si considera che in media le chiavi di casa vengono ricevute un anno dopo (attorno ai 12 anni), anche se si tratta di un dato in linea con la media europea, dove il primo telefonino è stato regalato entro i primi 12 anni». Più “precoci”, sotto questo aspetto, le ragazze: quasi 1 ragazza su 3 ha ricevuto il primo telefonino entro i 10 anni (32,2%), mentre solo 1 ragazzo su 4 ha ricevuto il primo telefonino entro la stessa età (25,8%). Secondo dato, quasi scontato ma ora messo nero su bianco in numeri, i social network sono lo spazio in cui è stata ormai trasferita gran parte della “vita reale” dei ragazzi, non più solo un passatempo. Anche l’iscrizione ai social avviene infatti molto precocemente: il 35% del campione conosce qualcuno che è iscritto a un social pur avendo meno di 13 anni (limite d’età per l’iscrizione per molti social network). Il 48% dei dodicenni intervistati è iscritto a FB, il 32% a Instagram, il 78% è iscritto a WhatsApp. Il 19% usa Skype, il 19% ha un profilo Google +, mentre utilizza Snapchat il 9%.
«Per i bambini e gli adolescenti di oggi gli spazi e gli strumenti della rete – web, chat, social network, instant messaging – sono parte integrante dei processi comunicativi, di socializzazione, di conoscenza, di creatività ed espressione», dice Telefono Azzurro: «Essere online è uno status: quando sono a scuola chattano con amici per organizzare la prossima partita a calcetto o l’uscita del sabato pomeriggio, appena tornano da scuola scrivono ai compagni che hanno salutato soltanto un’ora prima: anche quando non stanno facendo niente, controllano l’ultima notifica su Facebook o scaricano – e inviano - l’ultimo video divertente»

Fare acquisti online, un’abitudine in crescita

Se l’utilizzo dello smartphone è ormai compulsivo, la domanda che giustamente la rierca pone è: ma che cosa fanno i ragazzi quando stanno online, oltre a dialogare attraverso i social network?
Qui le risposte multiple danno una significativa graduatoria delle abitudini: cerca informazioni di proprio interesse il 91%, il 76% gioca con i videogame, il 70% scarica musica/film, giochi e video. Se i maschi consumano più videogiochi (87% maschi vs 65% femmine), usano più spesso la posta elettronica (74% maschi vs 62% femmine) e sfogliano i quotidiani online (31% maschi vs 20% femmine), le femmine leggono un maggior numero di e-book (40% vs 29%).
Ma quel che emerge come dato interessante è il fatto che sempre più spesso i ragazzi utilizzano Internet per fare acquisti: il 38% dei 12-18enni fa acquisti online. Di questi, il 63% paga con la carta di credito/ricaricabile dei propri genitori, mentre il 22% ne possiede una propria, con una lieve prevalenza dei maschi. Non sempre i genitori sono a conoscenza dell'utilizzo della propria carta di credito da parte dei figli per effettuare acquisti online, come recenti casi di cronaca hanno messo in luce. Per quanto riguarda l’ammontare di denaro speso online, i dati raccolti in Italia su questo tema da Telefono Azzurro e Doxa mettono in evidenza cifre consistenti: per il 17% degli adolescenti l'ultimo acquisto online ha un valore tra i 50 e i 100 euro, mentre per il 54% tra 10 e 50 euro.

Online il denaro perde consistenza

Che cosa comprano? Se i maschi acquistano per lo più accessori, dispositivi tecnologici (38% vs 21% delle femmine) e giochi (18% vs 2% delle femmine), le femmine acquistano maggiormente vestiti (22% vs 7% dei maschi), libri (22% vs 11%) e accessori (20% vs il 12% dei maschi). «Risulta pertanto naturale interrogarsi sull’uso del denaro online da parte di bambini e adolescenti e, ancor più, sulle nuove sfide che pone l’educazione dei bambini all’utilizzo
del denaro nell’era digitale», sottolineano da Telefono Azzurro: «I bambini crescono in un mondo di transazioni virtuali. Insegnare ai bambini il valore e il significato della moneta nell’era virtuale rappresenta quindi una sfida: senza uno scambio “tangibile” come viene percepito il valore del denaro? Come prevenire il gioco d’azzardo online o la spesa “accidentale” di ingenti somme di denaro da parte dei bambini che navigano nella rete?»
Quesiti che interrogano non solo gli educatori, o le associazioni che si occupano di tutela dei diritti, ma che riguardano anche l’industry finanziaria, che si trova di fronte a questa grande platea di futuri clienti che si muovono secondo logiche e abitudini completamente nuove. Cambia proprio la mentalità di approccio a una realtà, quella del denaro, che via via sarà sempre meno “reale”, e i suoi movimenti saranno sempre più immersi nel flusso continuo di informazione e scambio virtuale.

Educazione al denaro e protezione, i nuovi obiettivi

«L’online cambia anche i concetti di pubblicità ingannevole, di consenso informato e i possibili meccanismi di protezione dei bambini dallo spendere denaro inavvertitamente», avverte Telefono Azzurro. «Le sfide che i genitori devono affrontare nell’educazione all’utilizzo del denaro online si fanno ancora più insidiose quando si pensa alla problematicità di alcuni comportamenti nel web legati al denaro, come il “gioco online”, diffuso anche in Italia». La smaterializzazione è infatti un elemento che impatta in maniera particolare sui minori. Dalla ricerca emerge come quasi 1 adolescente su 3 ha paura di fare acquisti online senza accorgersene (30,6%), quasi 1 su 10 ha paura di fare molti acquisti con la carta di credito senza rendersene conto (9,9%), 1 su 5 ha paura che online gli vengano rubati i dati della carta di credito (20%).
11 Febbraio 2016

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