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Sicurezza
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Soluzioni concrete, meno rapine

Soluzioni concrete, meno rapine

Il trend positivo è confermato dalle anticipazioni sui dati 2010 del Rapporto OSSIF. Le opinioni dei protagonisti del mondo della sicurezza.
Flavio Padovan
Tra il 2007 e il 2010 gli attacchi alle banche sono diminuiti del 52,1% e anche i furti ai Bancomat sono scesi di oltre il 20%. Molto positivi quindi i primi dati del Rapporto OSSIF sulle rapine anticipati a Bancaforte da Marco Iaconis, vicepresidente del think tank dell’ABI sulla sicurezza.
“I risultati ottenuti dalle banche nella lotta contro il crimine sono il frutto degli ingenti investimenti effettuati per la protezione degli sportelli e del salto di qualità nella collaborazione e nello scambio di informazioni con le Forze dell’Ordine e gli altri stakeholder”. Iaconis spiega così
il forte calo degli attacchi alle banche nel 2010 che conferma il trend positivo in atto dal 2008, ricordando anche l’efficacia dei Protocolli operativi anticrimine cui hanno aderito 100 prefetture. Un’opinione largamente condivisa dai rappresentanti del mondo della sicurezza ai quali Bancaforte ha chiesto di commentare queste prime anticipazioni dei dati relativi a tutto il 2010.
Nelle dichiarazioni che riportiamo di seguito non mancano però precisazioni, spunti di riflessione originali e dati interessanti.

Direttore Centrale Supporto Operativo e Tecnico - Banca CARIGE

«Siamo passati dalle 76 rapine del 2007 alle 41 del 2010»
«Il nostro Gruppo bancario registra una decisa diminuzione di rapine subite nel periodo 2007-2010, passando dalle 76 del 2007 alle 41 dello scorso anno (-46% circa) con indice di rischio diminuito da 15,08% del 2007 a 6,23% del 2010.
L’analisi di questi dati ci convince che la strada per abbassare ulteriormente il numero degli attacchi è limitare il contante alle casse, vuoi con l’ausilio di macchine a prelievo temporizzato, vuoi con la limitazione del contante alla mano, ed è risultata la strategia vincente per le rapine “brevi” (tre minuti in media) generalmente attuate da un solo malvivente.
Purtroppo dobbiamo registrare una recrudescenza delle rapine “lunghe” portate a termine da più malviventi organizzati, generalmente all’ingresso e/o nel pomeriggio dopo l’orario, con la tecnica dell’attesa del tempo di ritardo dei mezzi di custodia, che fruttano in genere un bottino elevato.
Una proficua collaborazione con le Forze dell’Ordine con il tempestivo invio di filmati e foto delle rapine contiamo possa contrastare efficacemente queste bande».

Responsabile Sicurezza, Banca Popolare di Milano

«Nel 50% delle rapine gli autori sono stati assicurati alla giustizia»
«Una prima interpretazione del fenomeno, all’ap­parenza eccezionale, va ricercata nel fatto che nel 2007 si era registrato un vistoso aumento di rapine in seguito all’indulto. Da quel momento l’azione sinergica fra FFOO e mondo bancario ha riportato in carcere un numero crescente di malviventi contribuendo alla riduzione del numero di attacchi. Sarebbe però limitativo attribuire solo a questo fattore la diminuzione registrata, anche se negli ultimi anni la percentuale di rapine i cui autori sono stati poi assicurati alla giustizia è significativamente cresciuta raggiungendo valori dell’ordine del 50%, impensabili in passato.
Anche gli sforzi compiuti dalle banche per contrastare il fenomeno sono stati una concausa non secondaria. In particolare l’effetto combinato della formazione, della messa a disposizione di dispositivi per la gestione automatica del contante e di sistemi di ricostruzione degli eventi (TVCC e sistemi biometrici) sempre più sofisticati hanno permesso di ottenere un rapporto bottino/rischio meno interessante per la criminalità. In questo scenario la cooperazione fra banche e Forze dell’Ordine, facilitata e formalizzata negli accordi ABI/Prefetture ha giocato un ruolo significativo».

AD Citel

«Il fenomeno più interessante è la diffusione delle soluzioni di guardia remota»
«Premettendo che a diminuire è la cosiddetta rapina “breve”, mentre tende ad aumentare la rapina “lunga”, il motivo per cui è complessivamente in discesa il numero degli attacchi alle banche e il bottino complessivo è certamente l’adozione di specifiche misure in termini di dissuasione e protezione. Dissuasione grazie alla videoregistrazione e protezione del contante attraverso chiusure temporizzate di erogatori e casseforti. Ma il fenomeno più interessante degli ultimi anni è stata la rapida diffusione delle soluzioni di “guardia remota” in control room, allertata da correlazioni generate automaticamente dalle misure tradizionali integrate e correlate tra loro».

Presidente Mondialpol Network

«L’eliminazione del contante è la soluzione migliore nel contrasto alle rapine»
«Perché rapiniamo le banche? Perché lì ci sono i soldi”. Così i criminali catturati rispondevano a un noto giornalista americano in un’inchiesta degli anni ’90 divenuta famosa. Partendo da questa conside­razione, l’attenzione degli addetti alla sicurezza si è progressivamente focalizzata proprio sulla ricerca di soluzioni adeguate per ridurre l’attrattività delle banche. Soluzioni che si possono sintetizzare nell’adozione di macchine cash-in cash-out in dotazione ai cassieri, che eliminano il contante presente nelle casse; servizi di trasporto valori che limitano al massimo le giacenze dei valori nelle filiali; servizi di piantonamento antirapina in quelle realtà che presentano un significativo rischio esogeno. Che l’eliminazione del contante sia la soluzione ottimale nel contrasto all’evento rapina lo dimostra sia il forte decremento del fenomeno registrato nelle banche dopo l’adozione di queste misure, sia purtroppo il forte aumento degli attacchi nel mondo Retail».

Banking Division Manager di Wincor Nixdorf Italia

«Le soluzioni anti skimming hanno ridotto il numero delle frodi e degli attacchi» 
«Le banche hanno maggiormente compreso l’importanza di adottare soluzioni di sicurezza per tutelare il proprio business e la clientela. Possiamo rilevare una più diffusa adozione di tecnologie avanzate che rappresentino un ostacolo per gli aggressori. Per esempio le soluzioni anti skimming hanno permesso, nonostante il fenomeno delle manomissioni sia in crescita in tutto il mondo, di abbassare il numero delle frodi e degli attacchi. Inoltre, sta cambiando l’approccio delle banche: non solo difensivo ma proattivo come sforzo continuo per contrastare la criminalità, attraverso l’utilizzo di strumenti quali le cassaforti antiesplosione sempre più resistenti, le videocamere di sorveglianza e i sistemi in grado di monitorare e correlare quanto avviene all’interno della banca».

Presidente Consorzio CSC Italia

«L’utilizzo di cabine dotate di metal detector ha inciso sulle rapine con armi da fuoco»
«La punta massima delle rapine si è registrata nel 2007 (anno dell’indulto) per assistere poi a una progressiva diminuzione conseguita per gli effetti delle tecnologie installate in modo sistematico e continuativo dalle banche nel corso degli anni per protezione antirapina. In particolare mi riferisco alle cabine dotate di metal detector, che hanno inciso sulle rapine con armi da fuoco e che, successivamente, con l’aggiunta dei sistemi biometrici, hanno ulteriormente contribuito alla riduzione delle rapine effettuate anche con armi improprie e da taglio.Ritengo quindi che le tre misure assieme costituiscano oggi un vero ostacolo per il rapinatore a patto che queste siano vere ed efficaci e non di tipo palliativo come puro deterrente. Devo però invitare il mondo del credito a una riflessione su un aspetto: seguendo logiche di miope risparmio o semplificazione, in alcuni casi le banche hanno adottato nuove tecnologie abbandonando contemporaneamente quelle precedenti, ottenendo così risparmi, ma esponendosi al rimanifestarsi delle vecchie tipologie di rischio per le quali si è deciso di non proteggersi più. Se anche i nuovi dati che ABI divulgherà al convegno confermeranno questa tendenza evidenziata nelle statistiche tra il 2008 e il 2009, le banche dovranno analizzare a fondo la loro strategia verso una “banca aperta” non protetta con tutte le tecnologie disponibili».

AD Sitrade Italia

«I cash in/out sono mezzi forti, sicuri e blindati»
«Negli ultimi anni, il processo avviato di automazione con macchine cash in/out delle filiali bancarie, ha consentito non solo di velocizzare l’operatività delle transazioni con contante, incrementando la relativa produttività degli operatori, ma anche di elevare in maniera sostanziale la sicurezza nei processi di gestione del contante. I cash in/out sono, infatti, mezzi forti blindati che subordinando l’erogazione di denaro a tempi di attesa che aumentano in maniera più che proporzionale al valore richiesto, costituiscono un forte deterrente all’intrapresa di azioni criminali».
23 Maggio 2011

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