10 Dicembre 2018 / 20:15
Spazio alla fiducia

 
Banca

Spazio alla fiducia

di Francesco Di Marco - 24 Aprile 2015
“Si iniziano finalmente a intravedere alcuni segnali in controtendenza. Le banche sono pronte ad accompagnare la ripresa”: intervista a Tommaso Palumbo, Presidente della Commissione regionale ABI del Molise ...
A colloquio con Tommaso Palumbo, responsabile per UniCredit dell’area Commerciale Molise e Presidente della Commissione regionale ABI del Molise, in occasione del recente Incontro per lo sviluppo del territorio, organizzato dall’ABI a Campobasso a inizio aprile (leggi qui). L’occasione di incontro e confronto tra rappresentanti del mondo produttivo e del mondo bancario ha offerto lo spunto per ragionare sulle prospettive dell’economia italiana in un frangente che sembra avviato a un generale miglioramento.

Presidente Palumbo, dopo sette anni di crisi si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel?

Il contesto degli ultimi anni non è stato facile e ancora permangono difficoltà. Ma cedere proprio ora allo sconforto e guardare con pessimismo alle prospettive dell’Italia sarebbe un errore, visto che si iniziano finalmente a intravedere alcuni segnali in controtendenza. I recenti dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese registrano infatti un sensibile incremento, effetto anche dei primi timidi germogli di ripresa e soprattutto delle aspettative legate al quadro congiunturale favorevole, su cui incidono il deprezzamento dell’euro, il calo del costo del petrolio e delle materie prime, la riduzione dei tassi e dello spread Btp/Bund e le recenti azioni della BCE.

C'è dunque spazio per un cauto ottimismo? E le banche, a loro volta, hanno fiducia negli italiani?

Le banche non possono non avere fiducia negli italiani. Per certi versi l’essenza stessa della loro attività si basa sulla fiducia, dovendo confidare che i soldi prestati a famiglie e imprese vengano restituiti alle scadenze predefinite. Ovviamente le banche non possono riporre fiducia al buio, perché non prestano propri soldi ma quelli affidati loro da tanti finanziatori diversi, inclusi milioni di piccoli risparmiatori. Ogni operazione di finanziamento deve essere accompagnata da un’attenta analisi delle capacità presenti e future del debitore di onorare il debito. Proprio il tradizionale prudente approccio delle banche italiane ci ha protetti negli anni più duri della recente crisi.

Ha introdotto un tema, quello del credito, che spesso contrappone clienti e banche. È possibile lavorare assieme in cerca di una comune e condivisa via per far coesistere le legittime esigenze di famiglie e imprese ma anche gli stringenti obblighi per gli intermediari che derivano da vincoli normativi, di vigilanza e, in senso lato, dal rispetto delle condotte di sana e prudente gestione?

Nel corso degli ultimi anni le banche operanti in Italia si sono adattate al difficile contesto esterno attivando con associazioni imprenditoriali e dei consumatori una serie di iniziative rivolte alle aziende e alle famiglie, cui sono stati sospesi debiti per complessivi 130 miliardi. È sempre possibile ed è anzi nostra ferma intenzione intensificare gli sforzi quotidiani con l’obiettivo di migliorare la relazione tra banche e clientela. Ma rivendichiamo con orgoglio le iniziative di autoregolamentazione realizzate, uniche nel proprio genere e indispensabili per accompagnare gli italiani in un contesto economico difficile e per certi versi inedito.

In tale complesso contesto una delle questioni centrali resta quella del lavoro. In che modo il mondo bancario può operare intervenire con effetti benefici sul substrato economico nazionale?

Continuando con orgoglio a fare il proprio mestiere di banche commerciali, i cui attivi sono per il 60% rappresentati da finanziamenti a imprese e famiglie. Per quanto riguarda le imprese, le banche sono sempre interessate a finanziare progetti di sviluppo credibili, strutturati e presentati da aziende con i conti a posto. Quando quei progetti, finanziati dalle banche, hanno successo creano ricchezza e occupazione.

In conclusione le chiedo un bilancio sul recente “Incontro ABI per lo sviluppo del territorio”, iniziativa che si è tenuta a Campobasso dal 9 all’11 aprile.

È stata un’esperienza decisamente positiva che ha permesso, grazie a diversi eventi di natura culturale e istituzionale, senza dimenticare la mattinata dedicata all’educazione finanziaria, di testimoniare e condividere il patrimonio di esperienze, professionalità ed energie che le banche mettono quotidianamente in campo nei territori d’Italia in generale e in Molise in particolare. L’evento conclusivo, quando imprenditori e banchieri - molisani e non solo - si sono trovati assieme nella mattinata di sabato 11 per dibattere e ragionare sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra aziende e istituti di credito, ha rappresentato un’utilissima occasione di confronto sulle possibili soluzioni per affrontare la crisi, così rafforzando ulteriormente la reciproca relazione nel senso di una sempre più fruttuosa collaborazione verso obiettivi comuni.
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