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Sull’e-invoicing l’Europa è unita

Sull’e-invoicing l’Europa è unita

Un Expert Group della UE ha prodotto un report che definisce regole e procedure della fatturazione elettronica
Liliana Fratini Passi Giacomo Paci, Marina Schicchi
Nel mercato dei servizi telematici la fatturazione elettronica rappresenta uno dei principali driver di innovazione degli ultimi anni, in grado di aumentare l’efficienza e la competitività dei processi aziendali. Tuttavia, l’attuale panorama internazionale e il relativo quadro normativo di riferimento sono ancora caratterizzati da un’eccessiva frammentazione in termini di standard e procedure; ciò limita l’interoperabilità, con conseguente scarsa ottimizzazione dei processi e ritrosia da parte delle aziende, in particolare le Pmi, nell’uso della fatturazione elettronica.

Esperti al lavoro

Per favorire l’accesso alle opportunità abilitate da questa innovazione, in particolare in una logica di piena integrazione dell’intero ciclo logistico-finanziario, la comunità internazionale è impegnata da tempo in numerose iniziative finalizzate alla definizione di standard di fattura elettronica a valenza cross industry e cross border e nell’armonizzazione delle modalità operative attualmente in uso in comunità ristrette, per favorire il raggiungimento della massima interoperabilità e l’ottimizzazione degli investimenti effettuati dalle imprese, dalle banche e dai fornitori di servizi. In particolare, la Commissione Europea ha costituito l’Expert Group on
e-Invoicing, con lo scopo di definire, in parallelo al Progetto SEPA e in ottica di integrazione con i piani della comunità industriale bancaria, un framework comune per lo sviluppo di servizi di fatturazione elettronica a valenza internazionale e pienamente integrati con i servizi finanziari.
Il sistema bancario italiano è stato rappresentato dall’ABI/Consorzio CBI, che grazie al know how sviluppato in questi anni, ha rappresentato le esperienze maturate in Italia, al fine di valorizzare le scelte già effettuate da banche, imprese e fornitori di servizi.
L’Expert Group europeo ha analizzato e messo a fattor comune le esigenze di tutti gli stakeholder potenzialmente coinvolti nell’erogazione e nell’uso di servizi di fatturazione elettronica, ricavando una lista di business requirements in grado di soddisfarne le esigenze. Il tema è stato affrontato sui tre fronti principali (commerciale, legale e tecnico) tramite tre sottogruppi operativi:
  • Business Requirements: con il compito di identificare i requisiti funzionali delle aziende utenti ed assicurarne la prontezza di adozione tra gli stakeholder;
  • Regulatory Framework: con il compito di definire le prossime introduzioni normative e le pratiche relative all’e-invoicing a livello comunitario e dei singoli Stati Membri;
  • Network and Standards: avente l’obiettivo di creare un network concettuale comune per tutti i service provider e tracciare le linee guida finalizzate alla standardizzazione delle modalità di trasmissione e indirizzamento delle fatture elettroniche sulle diverse infrastrutture di rete offerte dai service provider europei.

Il report finale

I lavori dei tre sottogruppi sono confluiti in un Final Report che descrive nel dettaglio lo “European Electronic Invoicing Framework” (Eeif), che si compone di un insieme di regole, modelli e standard volti a garantire l’interoperabilità delle soluzioni di fattura elettronica a livello europeo, avvantaggiandone la diffusione. Il framework è costruito intorno a una serie di principi, tra i quali l’omogeneità di trattamento tra le fatture elettroniche e le fatture cartacee, la neutralità tecnologica – a salvaguardia degli investimenti già effettuati – e una generale armonizzazione e semplificazione delle regole e procedure nei processi di fatturazione elettronica all’interno dei vari Stati membri.
Il Final Report, indirizzato in particolare alla Commissione Europea, agli Stati membri, alle PA e ai fornitori di servizi di fatturazione elettronica, è focalizzato sulle esigenze delle Pmi, che sono i soggetti in grado di favorire l’adozione massiva della fatturazione elettronica in Europa.

Condivisione e vantaggi

Nel Final Report si afferma che i maggiori benefici derivanti dallo scambio di fatture elettroniche risiedono nella strutturazione condivisa delle informazioni in esse contenute, in quanto ciò ne abilita il riutilizzo nell’ambito dell’intero ciclo logistico-finaziario. L’uso di standard comuni, condivisi tra il settore pubblico e quello privato, consente l’ottimizzazione delle attività aziendali e il raggiungimento della piena interoperabilità anche in scenari esteri.
Per tale motivo, l’Expert Group raccomanda che si trovi un congruo bilanciamento tra requisiti di business da soddisfare e complessità degli standard di riferimento. La raccomandazione deriva dalla consapevolezza che il grande numero di opzioni presenti in uno standard basato sulla lista integrale dei business requirements manifestati a livello internazionale potrebbe risultare eccessivo e pertanto costituire una barriera per l’adozione dello standard stesso a livello locale.
Per ciò che concerne i lavori del sottogruppo Regulatory Framework, il principio di semplificazione delle procedure espresso nel Final Report sottende in particolare alla proposta di rimozione dell’obbligo della firma digitale ai fini della validità fiscale della fattura elettronica in favore dei controlli interni.

Linee guida pratiche

A conferma di ciò, a inizio 2009 è stata presentata una proposta di direttiva in emendamento alla direttiva 2006/112/Ce relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, nella convinzione che la sua attuale formulazione si sia prestata a recepimenti difformi da parte degli stati membri, rappresentando un forte ostacolo all’utilizzo della fatturazione elettronica.
A tale proposta di emendamento è stata affiancata la redazione di un Code of Practice, documento volto a definire delle linee guida per assicurare la compliance normativa e la validità fiscale in Europa delle fatture elettroniche utilizzate dalle aziende. Nel Code of Practice è posta particolare attenzione ai sistemi di gestione e controllo interni alle aziende, considerati fondamentali e sufficienti per garantire la validità fiscale delle fatture elettroniche. Tuttavia tale proposta di emendamento è stata giudicata troppo sbilanciata verso i paesi europei che adottano sistemi di auditing basati su processi interni ed è pertanto in atto una fase di revisione con l’obiettivo di concordare un testo di compromesso in grado di mediare tra tali paesi e quelli che, come l’Italia, hanno basato i sistemi di controllo e la validità fiscale sull’utilizzo della firma digitale.
I modelli architetturali, raccomandati nel Final Report dal sottogruppo Network and Standard, si basano soprattutto su principi di interoperabilità, integrazione con altri servizi, facilità di utilizzo e impiego delle infrastrutture già esistenti.

Ultima verifica online

Il Final Report è stato pubblicato sul sito web della Commissione Europea (ec.europa.eu/enterprise/sectors/ict/e-invoicing/benefits/index_en.htm) e sottoposto a consultazione pubblica. In questo modo la comunità internazionale ha potuto esprimere le proprie osservazioni sul framework proposto e avanzare i propri suggerimenti sulla base dei quali il Final Report potrà evolvere ulteriormente.

Standard efficienti

Il tema degli standard è ampiamente dibattuto in vari consessi domestici e internazionali. La seconda versione della Un/Cefact Cross Industry Invoice (Cii v.2), rilasciata ufficialmente a settembre 2009, è indicata quale modello di riferimento per lo sviluppo di standard di fattura elettronica efficienti ed interoperabili. A giudizio dei membri dell’Expert Group, la Cii v.2 rappresenta al momento l’unico standard internazionale in grado di soddisfare i requisiti espressi dai diversi settori industriali.
Inoltre lo standard garantisce la perfetta integrazione con le informazioni contenute nei messaggi a carattere finanziario. In coerenza con i principi espressi dal sottogruppo Business Requirements, sulla base della Cii v.2 viene delineata una Core Invoice, definita dall’insieme minimo dei requisiti comuni a tutti i settori industriali. Si può affermare che, grazie alle scelte operate sin dal 2005 dal Consorzio CBI in tema di standard, il sistema bancario italiano è pienamente in linea con le raccomandazioni europee, in quanto lo standard di fattura elettronica CBI è stato definito sulla base della prima versione della Un/Cefact Cross Industry Invoice (Cii v.1).
1 Febbraio 2010

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