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Tempo di vino

Tempo di vino

Il più amato. Più della birra, degli aperitivi, degli amari e dei liquori, il vino italiano miete consensi. Qui da noi, che siamo diventati consumatori moderati e responsabili. Ma anche negli Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svizzera, Canada. E Internet sta aprendo nuove strade. Tra i settori che stanno trainando l'e-commerce c'è la categoria Food&Grocery, che ha fatto segnare un +37%. Perché anche il vino può contare sul web. E visto che la rete non ha confini è sbarcato in Cina su Alibaba, la grande piattaforma cinese di commercio online, con già 100 milioni di bottiglie vendute nel 2016 ...
Ildegarda Ferraro
Sinceramente spero che nella peggiore annata di sempre potremo bere il miglior vino che mai. E qualche elemento me lo fa credere. “No, io non ho avuto un grande peso da questo tempo difficile“. Chi parla è un “vignaiolo indipendente” che cura le sue vigne e fa il suo vino. “Io seguo la salute delle mie vigne. Punto a non sforzarle troppo. E così non avrò magari avuto i migliori risultati positivi in anni d’oro, ma posso contare su un buon riscontro oggi che il quadro potrebbe essere tremendo”.
Avevo conosciuto i “vignaioli indipendenti” a Roma ad un’iniziativa particolare dedicata ai nostri vini, leggi qui . Un amico, produttore in Toscana, mi aveva invitato. E alla fine oltre al suo vino avevo comprato rossi e bianchi del Trentino, della Sicilia e della Puglia. Sono folli e fantastici i “vignaioli indipendenti”. Folli, cioè creativi e fantasiosi, come consigliava di essere Steve Jobs, il mitico fondatore della Apple - guarda qui e anche qui . I miei preferiti. Hanno questa mania della 50 mila bottiglie. Meno son troppo poche, di più sono guardate con sospetto, quasi un vulnus allo spirito artigianale. Parlano del vino come di un pezzo di sé stessi.
E diciamo che forse questo ci salverà. Perché l’anno è stato davvero complicato tra caldo torrido, poca acqua e terribili temporali a settembre.

Il più amato

Qui da noi lo preferiamo un po’ a tutto. E non è una ricerca di costume a dirlo, ma i produttori. La Federvini ha definito che rimane la bevanda alcolica più consumata. È apprezzato dal 51,7% dei consumatori che bevono bevande con alcool, mentre il 47,8% consuma birra e il 43,2% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori - qui la relazione di Federvini . Gli ultimi dati disponibili dicono che più di 35 milioni di italiani hanno bevuto durante l’anno almeno una volta qualcosa di alcolico. Un dato sostanzialmente stabile, ma in calo rispetto a dieci anni fa. Diminuisce anche la quota di chi consuma bevande alcoliche quotidianamente. Noi italiani ci confermiamo consumatori moderati e responsabili. Anche tra i giovani diminuisce il consumo di alcolici sia giornaliero che occasionale.

Si spende di più

Il Censis dice che “nel biennio 2013-2015 la spesa delle famiglie per il vino è cresciuta del 9%, quella alimentare dello 0,5”, leggi qui . Il vino rivitalizza territori e città: 24 milioni di italiani nell'ultimo anno hanno partecipato ad attività collegate all’enologia. Siamo stati catturati da sagre, feste, gite in località celebri per l'enogastronomia. Spinge l'export: +27,6% in cinque anni, con un potenziale di crescita ulteriore di 6 miliardi.
In questi anni si è molto investito nella qualità delle produzioni ed anche nei territori, sviluppando il turismo vinicolo. Adesso l’obiettivo è lavorare sull’export, agganciando per quanto possibile il prezzo medio dei vini francesi.

I numeri del vino

Cresciamo e miglioriamo. Le stime Istat dicono che nel 2016 sono stati prodotti più di 50 milioni di ettolitri di vino, che diventano 52,5 milioni se si aggiunge la produzione di mosto. Il 2016 è stata un’annata molto positiva, di oltre 10 punti percentuali superiore alla media degli ultimi dieci anni, leggi qui .
I vini bianchi sono andati alla grande, toccando il massimo storico con una produzione di oltre 27 milioni di ettolitri e un +4% rispetto all’anno precedente. I bianchi sono il 54% della produzione, il livello più alto mai raggiunto, grazie anche al contributo degli spumanti. Anche il rosso è in leggera crescita con 23 milioni di ettolitri e un +2% sull’anno precedente. Il Doc è aumentato, toccando quota 19,3 milioni di ettolitri, +2%. Per quanto riguarda le aree, la produzione è in crescita al Nord e al Sud, rispettivamente con un +3 e un +5% sull’anno precedente. Certo il 2016 è stato un anno eccezionale.
Nel mondo abbiamo un nostro peso specifico. L’Italia ha una chiara leadership in termini di volumi prodotti, non di prezzi. Rappresentiamo il 19% della produzione mondiale .

E i cambiamenti

È antico come il mondo, ma cambia costantemente. Il vino ha certamente perso una funzione alimentare, diventando bene non di base. I primi ad accorgersene e a lavorare su questo piano sono stati i francesi. I passaggi subito connessi sono la crescita della qualità e dei prezzi. Ma altri fattori pesano sul vino. Certamente contano, per esempio, i cambiamenti climatici e l’avvio di colture in aree e in paesi nuovi leggi qui . E poi nell’export l’apparire sui mercati globali di vini di paesi di nuova conversione. E ancora c’è l’ hi-tech in campo per il vino biologico ( clicca qui ), tecnologie satellitari per monitorare i vigneti, droni per verificare, viti resistenti alle malattie e alla siccità. Vino biodinamico, progetti di sostenibilità che si sposano con la qualità.

Bollicine

Una piacevole abitudine quotidiana. Prosecchi, spumanti e vini mossi stanno avendo un nuovo orizzonte. Come ha detto anche Sandro Boscaini, Presidente di Federvini, in una intervista ad Italia Oggi emerge “l’uso delle bollicine come bevanda normale giornaliera a tavola. Una tendenza partita da Italia e Germania, poi arrivata negli Usa, che ha portato un notevole successo della spumantistica italiana. E del Prosecco su tutti. Per questo oggi non si parla più di tre, ma di quattro tipologie di vino: bianco, rosso, rosato e spumante”, leggi qui . Insomma, bollicine che passione. Si parla ormai di oro della Prosecco Valley , con lo spumante che va benissimo all’estero, in Usa e Uk, ma anche in Francia, leggi qui . E la prossima sfida è quella della sostenibilità, puntando a fare dell’area del prosecco, quasi 30mila ettari, una best practice di tutela e abbattimento dell’uso dei prodotti chimici più pericolosi.

Come puoi fare a meno di uno spritz?

Non so voi, ma io sono cultrice di quel mix di Prosecco, Bitter Campari e un pochino di selz con molto ghiaccio di base che va sotto il nome di spritz. Preferisco quello al Campari rispetto al cugino all’Aperol che pure ha un suo affezionato pubblico. È la mutazione dell’antica bevanda veneziana diretta a togliere gradazione alcolica e a rendere più leggero l’aperitivo ( leggi qui ). Ormai è un drink globale e si sprecano le analisi su se è preferibile la purezza dello spritz tradizionale o meno, leggi qui .

Vino in digitale

Quello che fa la differenza è che ormai il vino si muove sul web. E le distanze si accorciano in un link diretto produttore consumatore. Gli ultimi dati di Netcomm e School of Managment del Politecnico di Milano dicono che il valore degli acquisti online nel 2017 supererà i 23 miliardi, con un aumento di oltre 3,2 miliardi di euro sul 2016, segnando un +16%. Tra i settori trainanti il Food&Grocery (+37%) che da 593 milioni di euro del 2016 passa a ben 812 milioni . Insomma, il vino va bene online. Le analisi delle vendite su Internet mettono innanzitutto in evidenza la crescita costantemente. I margini sul venduto sono minori rispetto alle vendite offline, in altri termini conviene comprare online. In questa fase l’obiettivo di chi opera nel vino sulla rete è acquisire massa critica più che guadagnare, leggi qui .
E comunque il web non ha confini. L’export del nostro vino guarda verso questa apertura di frontiere. E la Cina diventa più vicina . Anche perché Alibaba, il colosso mondiale dell’e-commerce cinese, ha aperto una finestra sul vino italiano. La prima iniziativa del 2016 ha visto 100 milioni di bottiglie vendute - qui la notizia -, un successo che ha dato vita a una nuova settimana del vino italiano quest’anno, leggi qui .
Tornando a casa nostra, questo 2017 è un anno meno facile per il vino. Anche l’olio extravergine di oliva non è messo benissimo. Ho già deciso che mi muoverò per tempo sul web comprandone un po’ in Sicilia e Calabria che sono messe meglio delle altre aree…ma questa è un’altra storia. Tra un po’ è tempo di olio e non solo di vino.
10 Ottobre 2017

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