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Tutta la vita in una lista

Tutta la vita in una lista

L'estrema sintesi delle cose da fare può organizzare il nostro tempo. Ma l'arte del catalogo è molto di più. Può essere la strada per definire meglio tutto, magari usando una delle tante nuove app. Dall'elenco della spesa all'arte dell'haiku, il componimento giapponese che ha regole ferree di stringatezza, la lista può essere un sostegno nella vita. Anche se magari non accontenta tutti, come i sostenitori delle mappe mentali ...
Ildegarda Ferraro
Quasi quasi mi faccio una lista. Un elenco insomma, per aiutarmi a navigare a vista. Se Giorgio Gaber (leggi quest'articolo del Corriere) rivendicava a gran voce la forza terapeutica di uno shampoo in un celebre pezzo (guarda video su YouTube), io invece uso la lista. Non arrivo alle vette dell’arte orientale di tradurre la propria vita in un elenco, ma certo mettere su carta poche parole per il tutto può essere un passaggio importante. E poi c’è il bello di cancellare, di tirare un segno netto sulle cose fatte o su quelle da accantonare.
Sarà solo una questione di organizzazione del tempo e delle priorità, certo comincia a fare breccia l’idea che le regole di base della convivenza sono elenchi. E che i precetti religiosi sono liste. Come d’altra parte sono cataloghi quelli che ci accompagnano ogni giorno nel definire che cosa fare, le To do list degli anglofoni.

L’arte delle liste ...

Il libro sta avendo un ottimo successo. Il titolo è proprio “L’arte delle liste”, chiarendo in copertina che l’obiettivo è “Semplificare e organizzare. Conoscere meglio se stessi. Arricchire la propria vita” (leggi qui per saperne di più). L’autrice Dominique Loreau vive in Giappone e ha assorbito profondamente suggestioni Zen.
Insomma, le liste diventano un metro di vita, servono per organizzare il quotidiano, ma anche per imparare a conoscersi meglio e a valorizzarsi, per prendersi cura di sé, per raggiungere obiettivi. L’autrice consiglia di riprendere vecchi diari e trasformarli in liste, scremando ed asciugando il non necessario.
Nella prospettiva più immediata e semplice le liste sono “condensatori di tempo”. Già da questo punto di vista si tratta di un lavoro su se stessi. I suggerimenti in campo sono ovviamente un catalogo ben strutturato. E c’è di tutto: dallo stabilire le priorità della settimana a possedere meno oggetti per non doverli continuamente riordinare, pulire, custodire e infine sbarazzarsene. Nell’arte delle liste ci sono consigli a 360 gradi, elencati con ordine e precisione. C’è il catalogo su come non stressarsi nelle feste di fine anno, quello sulle ricette e sui quaderni gastronomici, le regole su come tenere un taccuino della salute e quelle per fare la lista degli esercizi fisici. E poi consigli per mettere a punto i segreti di bellezza. Non manca la lista delle faccende domestiche in 15 tappe in 15 minuti, e i lavori di casa settimanali, mensili e annuali. Anche il viaggio è un ottimo tema per dare il meglio di sé in una lista, mettendo a punto tanti kit, quello di cura della persona, di primo soccorso, di toilette, doccia e notte, capelli, trucco, elettronico, documenti importanti e denaro, da mettere nel kit dei kit.

… e quella di mettere in ordine

È chiaro che la prospettiva è quella opposta rispetto al “disordine creativo”, in cui ammetto di essere felicemente inserita. Ma l’aspirazione alla conquista di una perfezione Zen di ordine e misura può benissimo convivere con il suo opposto.
Di qui forse il successo che anche da noi sta avendo il libro “Il magico potere del riordino” (vai alla scheda) di Marie Kondo. O anche, in una prospettiva meno orientale, “Detto, fatto! L’arte dell’efficienza”, di David Allen (clicca qui).

I sassi nel ruscello

I primi passi non sono più di quanto ognuno di noi fa tutti i giorni, scrivendo la lista della spesa o annotando in agenda i prossimi appuntamenti. Ma le prospettive sono davvero non immaginabili. L’idea di fondo del libro “L’arte delle liste” è arrivare a un profondo lavoro su se stessi, partendo da un autoritratto, tenendo conto del passato, dei sogni, dei gusti, delle suggestioni, delle speranze, per non essere puri consumatori di tempo.
Si arriva ad una specie di psicoterapia delle liste. “Immaginate – scrive Dominique Loreau – di dover attraversare un ruscello saltando da un sasso all’altro per non bagnarvi le scarpe: tali sassi rappresentano le tappe della vostra vita. Fatevi un indice di capitoletti intitolati ‘I miei vent’anni’, ‘I trenta’, ‘I quaranta’, e in ciascuno di essi annotate gli avvenimenti principali che vi sono accaduti. In “Curarsi con il diario” (clicca qui per saperne di più), lo psicoterapeuta americano Ira Progoff invita a scrivere l’elenco degli eventi principali della propria vita sotto forma di “sassi nel ruscello”, ma evitando di eccedere con i “sassi” (una dozzina al massimo) per avere una visione chiara e globale di tutta la propria vita. I sassi possono essere così formulati:
  • l’infanzia,
  • l’incidente in moto,
  • il primo grande amore,
  • il matrimonio,
  • il divorzio…”
Dai “sassi” in poi ovviamente le liste diventano altro, si occupano di sogni e incubi, dei desideri insoliti e eccentrici, delle “ripercussioni magiche di determinate liste”. Loreau scrive: “Se, per esempio, mettete per iscritto che uno dei vostri sogni è sempre stato quello di visitare le isole Marchesi, avrete molte più probabilità di realizzare tale sogno che non lasciandolo sotto forma di semplice desiderio. Un sogno ‘scritto’ si trasforma in progetto e diventa più realizzabile”. E aggiunge che “Le ripercussioni magiche delle liste non si limitano ai sogni materiali. Prendere nota del desiderio che si realizzi un evento di tipo affettivo può essere causa della sua realizzazione”. Probabilmente sono troppo poco Zen per seguire questa strada.

Consigli per le liste

Senza arrivare ad una lista per la vita, certo un sano e consapevole uso degli elenchi aiuta non poco. Basta chiedere a Google “come fare una lista” per avere una ricca serie di testi e suggerimenti di tutti i tipi.

Puntare al possibile

Molti consigliano di puntare ad uno schema ragionevole. Il sito The Muse consiglia la formula 1 – 3 – 5. In una giornata si potrebbe puntare a 1 cosa importante, 3 abbastanza grandi e 5 meno di rilievo. Ma ovviamente gli schemi sono fatti per essere cambiati.

Una app per le liste

Il web è anche l’arte delle app. Quelle che la fanno da padrone in questo campo sono sicuramente Wunderlist, considerata una delle migliori applicazioni per tenere sincronizzati i propri impegni (leggi qui per saperne di più) e Evernote, che può contare su recensioni di tutto rispetto (clicca qui).
Anche AnyDo permette di usare al meglio una lista degli impegni.

Liste versus mappe mentali

Poi certo è questione di scuole di pensiero. Non tutti sono della squadra delle liste. C’è chi segue quella delle mappe mentali. Ma questa è un’altra storia tutta da raccontare. Ed anche qui ci sono app pronte a sostenerci come FreeMind oppure come SimpleMind.

Haiku, ovvero la lista come poesia

Certo le liste e la sintesi estrema hanno anche un lato poetico. È l’haiku, la poesia minima giapponese che, attenendosi a strette regole di forma, riesce a raggiungere vette di profonda emozione.
C’ero soltanto.
C’ero. Intorno
cadeva la neve.
(Issa, 1763-1828)
8 Febbraio 2016

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