Newsletter

Clicking moves left

Gli Speciali 2017

 

Forum HR

Cultura e regole nella gestione delle risorse umane, evoluzione sociale e digitale, organzizazione, leve motivazionali, contratti, lavoro...

Unione Bancaria e Basilea 3

L’evento dell'ABI su risk management, capitale e vigilanza europea. 120 relatori, 12 sessioni e una tavola rotonda per fare il punto sulla...

Banche e Sicurezza

Le banche tra sicurezza fisica e digitale, sotto il ritmo incessante della trasformazione tecnologica. Come difendersi dalle nuove minacce?

Funding & Capital Markets

I contenuti della IV edizione dell'evento ABI sugli strumenti di funding a disposizione di banche e imprese, sul mercato dei capitali e...

Dimensione Cliente

Il cliente non cerca più prodotti o servizi ma una Customer Journey. Si muove da questo imperativo la nuova edizione del convegno dedicato...

Forum ABI Lab

Bank to the future - Il viaggio nell'ecosistema digitale di ABI Lab nelle 2 giornate di Milano del 21 e 22 marzo - Le videointerviste e i...

Clicking moves right

Home > Tecnologie

Tecnologie
Invia Stampa
Twitter, un canale per l’emergenza

Twitter, un canale per l’emergenza

L'allarme in diretta e la gestione dei soccorsi. Nel disastro che ha travolto Genova i social network hanno giocato un ruolo chiave. E ora organizzano la ricostruzione
Franco Volpi
Quella cui stiamo assistendo in questi giorni, venerdì a Genova, poi sabato e domenica su tutto il Piemonte meridionale, quindi a Torino, è la prima grande disastrosa emergenza nazionale nella quale stanno giocando un ruolo fondamentale le reti di social network. Durante le recenti rivoluzioni dei paesi arabi del Nordafrica si è tanto parlato – molto spesso a sproposito – dell'importanza di Facebook e Twitter come strumenti di mobilitazione. Ora stiamo vedendo in azione nel nostro paese gli effetti di questa potenza, e forse chi fino a ieri considerava Twitter e Facebook solamente un passatempo per gente che ha tempo da perdere dovrà ricredersi.
Venerdì, mentre una massa d'acqua impressionante ha sommerso, cogliendola di sorpresa, la città di Genova, i primi a lanciare l'allarme e a gestire, in qualche modo, l'emergenza sono stati proprio centinaia di utenti Twitter . Che in pochi minuti hanno allestito in rete una “unità di crisi” a tutti gli effetti, e mentre le reti cellulari andavano ko e interi quartieri rimanevano isolati, hanno continuato a diffondere informazioni, numeri d'emergenza, aggiornamenti sulle condizioni delle strade e della sicurezza. Un fiume di notizie che è stato prontamente “agganciato” e diffuso dai siti di quasi tutti i quotidiani online, che hanno così trasmesso una particolare – e, nella sua drammaticità, interessantisima – diretta del disastro che stava avvenendo.
Alexa12 «Diffondere il più possibile: il numero verde per emergenza a Genova è 800177797». Simoncico «Aprite le wifi, salite nei piani alti nelle zone pericolose, usate solo il tag #allertameteoLG solo per servizio». RobbOnet : «Ricordate. Ogni informazione importante traducetela in più lingue. Gi stranieri potrebbero non capire le istruzioni». Buzzes : «Sono sul treno, si vedono fiumi e canali quasi a livello strada». Damianoide : «Via tutti da Brignole, Brigate Partigiane, Foce/Fiera, Piazza della Vittoria , onda di piena in arrivo».
GloriaKermit _XD: «Mia sorella era a Brignole. Le arrivava l'acqua alla vita!!! State in casa!! Stazioni nel caos!». FilippoXl: «Numero di emergenza alluvione Genova / Liguria: 800 177 797. Fate girare».
E così via, interminabili. La Protezione Civile subito ha capito la forza di questo strumento , e ha intelligentemente cominciato a rilanciare nel suo Twitter Feed l'aggiornamento continuo dei tweet degli utenti ( http://valdicecina.salaoperativaprociv.org/tweets-archive/ ). Immediatamente gli hastag #genova e soprattutto #allertameteoLG sono esplosi, e per ore hanno costituito la fonte di informazione e di scambio di comunicazioni più utilizzato dai genovesi stessi, e da chi da tutta Italia non aveva altri strumenti per entrare in contatto con la città.
Subito anche gli utenti di Facebook , strumento meno immediato ma con una rete di contatti molto più estesa, si sono messi sulla stessa lunghezza d'onda, e per intere giornate i due rivali, FB e Twitter, hanno collaborato dando un contributo fondamentale all'emergenza.
Mai in Italia, con questa estensione, i social network avevano dimostrato la loro forza ed efficacia, soprattutto la reattività di potere subito, nell'attimo stesso in cui un evento accade, darne notizia e c ostruire una “rete” condivisa di punti di vista e indicazioni utili . L'indicazione più rilanciata, ulteriore dimostrazione di come la tecnologia sia uno strumento sempre più fondamentale, è stata quella di “liberare” le frequenze wifi private : ovvero, visto il black out della rete telefonica fissa e cellulare, togliere le password dalle connessioni wifi private di case e uffici in modo da metterle liberamente a disposizione di tutti coloro che, con un pc o con uno smartphone, potevano appunto connettersi e comunicare.
Non solo. La forza aggregante dei social network non si è esaurita nella concitazione della tragedia, ma sta diventando un motore importante anche nella gara di solidarietà che subito è partita in tutta Italia tra i volontari che si sono messi a disposizione, badile in mano e stivali di gomma ai piedi, per correre in aiuto delle popolazioni colpite dall'ondata di maltempo, a Genova come alle Cinque Terre e nel basso Piemonte.
La risposta più straordinaria è quella che è stata generata, in meno di 24 ore, dalla pagina di Facebook “ fangosullemagliette ”, lanciata venerdì pomeriggio, ad allagamento ancora in corso, da Emanuela Risso, una giovane genovese laureata in lingue e appassionata di new media. 11 mila adesioni in due giorni per questa pagina amministrata da Emanuela e dai suoi amici, che è diventata uno dei punti di riferimento fondamentali per avere informazioni specifiche sulla situazione di Genova, e che, in collegamento con la Protezione Civile e con i municipi, ha contribuito a gestire il flusso e le richieste dei volontari arrivati in città per aiutare a spalare il fango e rimuovere i detriti: organizzando squadre d'intervento, segnalando i punti della città con più necessità di manodopera e indicando i canali attraverso i quali effettuare donazioni per la ricostruzione.
7 Novembre 2011

Articoli correlati

 

Guida Tassazione 2017

Sullo scaffale

Elenco degli Sportelli Bancari 2017

Elenco degli Sportelli Bancari 2017

In 640 pagine, il panorama più esauriente delle 28.000 filiali e dei 1.400 negozi finanziari operanti in Italia, contenente le principali informazioni ...

Convegni ABI

CREDITO AL CREDITO 2017

CREDITO AL CREDITO 2017

Roma, Palazzo Altieri - 26 e 27 ottobre 2017