23 Luglio 2018 / 02:26
Ue, nei Cda ancora poche donne

 
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Ue, nei Cda ancora poche donne

8 Marzo 2013
Proposta del vicepresidente della Commissione Viviane Reding per imporre una quota del 40% per il sesso sottorappresentato nei board delle società quotate in quelle a partecipazione pubblica
Superano appena il 10% le donne nei Cda delle società quotata nei 27 Paesi dell'Unione. E la situazione peggiora se si considerano i Ceo, carica ricoperta da uomini nel 97,6% del totale. La fotografia scattata dalla Commissione Ue con lo studio presentato oggi a Bruxelles non lascia spazio ad illusioni: c'è ancora molto da fare per raggiungere la parità di genere nei posti di comando delle società.
Gli analisti mettono in evidenza che ''motori del cambiamento'' sono i Paesi con quote rosa imposte per legge, portando ad esempio l'Italia, dove - dopo l'approvazione della legge luglio 2011 - la presenza di donne nei board è quasi raddoppiata in 12 mesi dal 5,6% di ottobre 2011 all'11,0% di ottobre 2012.
La Commissione fa distinzione tra membri esecutivi e “non esecutivi” nei board. E' con riferimento a quest'ultima figura che la vicepresidente e responsabile europea per la Giustizia, Viviane Reding, ha presentato una proposta di direttiva che vuole imporre nei 27 paesi dell'Unione una quota del 40% ''per il sesso sottorappresentato'' nei board delle società quotate e in quelle a partecipazione pubblica.
Prendendo in considerazione i membri “non esecutivi” dei board, la media europea di presenze femminile è al 16,8%, in linea con quella degli Stati Uniti. L'Australia si attesta al 15%, il Canada al 10%, la Cina al 9%, India. Russia e Brasile al 5% ed il Giappone all'1%.
La situazione italiana è molto migliorata quando si prendono in considerazione appunto gli “amministratori non esecutivi”, mentre resta ancora ferma al 3,9% la presenza di consiglieri d'amministrazione “esecutivi”, secondo peggior dato in Europa dopo l'Ungheria (2,5%). All'altro capo della scala, Romania (30,5%), Lettonia (21,9%), Irlanda (20,0%) e Svezia (19,3%).
Tra i grandi paesi europei, la Germania ha il 7,2% di donne tra i membri esecutivi, la Francia l'8,4%, il Regno Unito l'11,1%.
Donne, Banche e Sviluppo
Il settore bancario e finanziario italiano, consapevole di quanto sia importante sviluppare e consolidare al suo interno la cultura dell’integrazione, sta portando avanti numerosi progetti finalizzati a combattere le discriminazioni, quella di genere così come le altre, e valorizzare le diversità. Per dare il proprio contributo all’interno di questo fondamentale ambito di riflessione ABIEventi ha organizzato a settembre 2012 l’evento “Donne, Banche e Sviluppo”. Il convegno è stato preceduto dal primo Studio su “diversity e cultural change fuori e dentro l'industria bancaria”, i cui risultati sono stati presentati in anteprima nel corso della manifestazione.
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