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Un dialogo possibile

UN DIALOGO POSSIBILE

Le banche investono sulle nuove tecnologie e su modelli interconnessi sempre più evoluti
Marco Rotoloni
La continua ricerca di margini di perfezionamento e razionalizzazione dell’impianto produttivo della banca sta portando verso un graduale ripensamento dei modelli di gestione dei sistemi IT in ottica di agilità, scalabilità e flessibilità, anche mediante l’utilizzo di tecnologie, modelli e approcci innovativi. Inoltre, la costante attenzione agli obiettivi di rapidità e adattabilità sta indirizzando lo sviluppo dei sistemi IT verso modelli sempre più evoluti, interconnessi e interoperabili, in cui i processi e le tecnologie tradizionali si rivelano talvolta inadeguate al governo di un forte aumento di complessità.

Banche attente all’IT governance

Secondo quanto emerge da una rilevazione realizzata da ABI Lab nel corso dell’anno, le banche dedicano una costante impegno allo sviluppo di iniziative di IT governance; infatti, non solo il 93% delle realtà ha almeno un progetto in corso, ma anche la percentuale di strutture che svilupperà nuove iniziative nel corso del prossimo bienno supera il 90%. I driver principali che guidano iniziative di IT governance, oltre che alle esigenze di razionalizzazione e contenimento dei costi, fanno riferimento alla necessità di unificare gli approcci di gestione dell’IT all’interno delle diverse aree operative e alle esigenze di miglioramento delle performance complessive. Si conferma una forte attenzione alle opportunità di ottimizzazione dei sistemi legacy, per cui sono state segnalate iniziative in corso dal 93% delle strutture intervistate, e alle iniziative di semplificazione IT, con l’86% delle strutture che ha almeno un progetto in corso e una percentuale altrettanto ampia che prevede di realizzare nuovi interventi nel corso del prossimo biennio. In particolare, oltre all’attenzione in termini di efficientamento delle procedure e ottimizzazione dell’effort speso mediante la standardizzazione e l’automazione di task di processo, si evidenzia un notevole impegno per la realizzazione di interventi migliorativi in grado di superare la rigidità dell’infrastruttura esistente, che in alcuni casi potrebbe ostacolare o comunque non agevolare la costituzione di nuovi strumenti o servizi. Le maggiori criticità fanno riferimento soprattutto agli aspetti legati ai costi di dismissione e ammodernamento, al timore di modificare sistemi “back box” perfettamente funzionanti e alla necessità di investire sulla riconversione di risorse e competenze. Nell’ottica di migliorare la capacità di risposta alle richieste del business, numerose realtà stanno inoltre riesaminando le logiche di governo dei sistemi informativi, con il principale obiettivo di perfezionare il grado complessivo di allineamento tra l’architettura di business e l’architettura IT. Da questo punto di vista, l’Enterprise Architecture (EA) si pone come strumento necessario a fornire una visone d’insieme, completa e coerente, tra il business, l’informazione, i sistemi IT e l’infrastruttura tecnologica. In tal senso la definizione di un solido modello architetturale non costituisce solo una guida alla progettazione dei sistemi, ma diventa un fattore chiave che supporta e abilita i cambiamenti del business.

Un framework di riferimento

In questa direzione l’Osservatorio ABI Lab sulle architetture IT in banca, giunto al suo terzo anno di attività, consolida il ruolo di supporto alle banche nel percorso di analisi delle proprie infrastrutture IT, con un duplice obiettivo: condividere modelli e rappresentazioni comuni, mediante la definizione di modelli architetturali di riferimento; identificare le principali tendenze di cambiamento in atto nell’IT delle banche. Le attività di ricerca metodologica realizzate negli ultimi anni, hanno condotto alla condivisione di un framework architetturale di riferimento per il settore bancario italiano. Il modello si configura come un’unica macro-struttura di rappresentazione che integra i domini legati all’operatività interna ed esterna della banca in un’unica mappa concettuale. In un percorso di ripensamento del modello architetturale d’impresa, assume sempre maggiore rilevanza il ruolo delle informazioni come elemento di raccordo tra l’architettura funzionale e l’architettura applicativa della banca. Nel dettaglio, una chiara comprensione della struttura delle informazioni e delle modalità con cui esse fluiscono all’interno dei processi supporta la standardizzazione delle comunicazioni all’interno dell’organizzazione e delle dinamiche di interazione tra i diversi attori coinvolti.

La mappa delle informazioni

L’attività dell’Osservatorio ha condotto alla strutturazione di un primo modello di mappa delle informazioni, sviluppato a partire da un’analisi multiprospettica delle informazioni prodotte e utilizzate all’interno di processi e applicazioni, che si propone come raccolta ordinata e coerente di tutte le informazioni che caratterizzano il fluire dei processi della banca. La mappa delle informazioni rappresenta un primo output di compromesso rispetto alle possibili rappresentazioni che sono state realizzate nei singoli contesti bancari e dai diversi attori di mercato. Tuttavia, si è ritenuto di voler arrivare a un primo modello unificato con lo scopo di stimolare le banche al confronto, oltre che favorire lo sviluppo di percorsi interni per la definizione di un modello per la rappresentazione delle informazioni. Parallelamente alle attività di razionalizzazione e alla modellazione della propria architettura informativa, un numero sempre maggiore di banche sta indirizzando la propria attenzione verso l’utilizzo di logiche descrittive evolute per la rappresentazione complessiva dell’Enterprise Archite cture. A partire da un’analisi approfondita delle correlazioni tra i diversi livelli concettuali che caratterizzano un meta-modello architetturale, emerge in molti casi l’opportunità di definire una vera e propria ontologia per la rappresentazione dell’EA, secondo un percorso che, dal disegno di una tassonomia statica, prende in considerazione le proprietà e le relazioni tra le entità categorizzate nell’ottica di evolvere da un modello astratto ad uno formale, standard e direttamente applicabile.

Un campione significativo

L’Osservatorio ABI Lab sulle architetture IT ha analizzato un campione di 14 banche, gruppi bancari e outsourcer interbancari, rappresentativi del 55% del sistema in termini di sportelli. Alla luce della buona rappresentatività del campione, è stato possibile effettuare una valutazione abbastanza significativa della situazione in essere, nonché disegnare lo scenario delle principali progettualità attualmente in corso.
6 Marzo 2012

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