17 Luglio 2018 / 08:09
Una Guida per “fare sicurezza”

 
Sicurezza

Una Guida per “fare sicurezza”

di Giovanni Lefosse - 19 Dicembre 2011
"Antirapina – Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello" è diventato negli anni un punto di riferimento per gli operatori del settore interessati al fenomeno rapina. Chiediamo a Isabella Corradini i motivi di questo successo
La riduzione delle rapine in banca anche nel primo semestre 2011 conferma il trend positivo in atto dal 2008. Gli investimenti in nuovi sistemi di sicurezza e la maggiore collaborazione con le Forze dell’ordine sono i principali fattori che contribuiscono a questo risultato. Ma anche le attività di valutazione del rischio, l’informazione e la formazione del personale sono elementi fondamentali per prevenire le rapine in banca. “ Antirapina Guida alla sicurezza per gli operatori di sportello”, il volume edito da Bancaria Editrice , è diventato negli anni un punto di riferimento per gli operatori del settore interessati al fenomeno rapina. Chiediamo a Isabella Corradini, autrice della Guida insieme a Marco Iaconis, i motivi del successo di questa iniziativa editoriale.
Quali sono i punti di forza della Guida?
Sicuramente la centralità della persona nel sistema di prevenzione. L’obiettivo che abbiamo cercato di ottenere nella Guida è di fornire consigli pratici per gestire al meglio le dinamiche emotive e comportamentali che si legano a un evento criminoso come la rapina. Il vademecum è supportato da validi costrutti psicologici e tecnici, al punto da ritenersi un vero strumento di informazione e di formazione sia per il personale bancario, che per tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione: dai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ai responsabili della security, ecc. Per questo motivo, abbiamo deciso di adottare un approccio multidisciplinare, un taglio operativo e un linguaggio semplice e chiaro.
Quali sono le principali novità dell’edizione 2011?
La Guida propone innanzitutto gli aggiornamenti della normativa vigente con particolare riferimento al Protocollo ABI Prefettura per la prevenzione della criminalità e al Provvedimento del Garante della protezione dei dati personali dell’8 aprile 2010. Viene inoltre fornito l’elenco completo dei riferimenti telefonici dei referenti delle Forze dell’ordine di tutte le province italiane, frutto della proficua collaborazione tra il Ministero dell’Interno e l’ABI e vengono proposti i dati statistici sulle rapine in banca in Italia nel 2010.
Lei è psicologa sociale e del lavoro. Quanto conta la componente psicologica nell’attività di prevenzione delle rapine?
Direi che è fondamentale, in quanto per poter comprendere appieno un fenomeno criminoso è necessario analizzarne le componenti psicologiche e sociali. L’elaborazione del profilo del rapinatore espresso nella Guida si basa sull’analisi evolutiva delle tecniche e del modus operandi dei rapinatori, accompagnata da una lettura psicologica delle specifiche motivazioni. E questo ci aiuta anche nell’ottica della prevenzione. Capire come agisce il rapinatore e come interagisce con la vittima, ad esempio, è di fondamentale importanza per una migliore gestione delle emozioni in caso di rapina, proprio perché l’obiettivo deve essere la tutela di tutte le persone che direttamente o indirettamente subiscono l’evento. Attraverso l’analisi che conduciamo da anni, è possibile individuare delle vere e proprie best practices. Fermo restando che la reazione della persona è variabile in funzione di tanti fattori e che in ogni situazione conta sempre il buon senso, ritengo siano preziose le indicazioni che, da esperti, forniamo nella Guida.
Nella Guida vengono anche analizzate le misure di protezione adottate dalle banche? Come sono cambiate negli anni?
Non posso che ripetere quanto il co-autore Marco Iaconis enuncia da anni, ossia il ruolo primario della tecnologia. Dalle difese perimetrali alla videosorveglianza, dai sistemi di allarme alla tracciabilità delle banconote tutto è imperniato su sistemi tecnologici sempre più evoluti che ovviamente aumentano il livello di sicurezza e rappresentano forti fattori di prevenzione e deterrenza.
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