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Una laurea sul web

Una laurea sul web

Seguire un corso diventerà sempre di più un’esperienza da vivere in rete. Cambia il profilo dell’istruzione universitaria, con prezzi da pagare ma anche con maggiori possibilità per tutti ...
Ildegarda Ferraro

Scelte di mezz’estate

“Benvenuti a Competitive Strategy”. Tobias Kretschmer, professore dell’Institute for Strategy, Technology and Organization della Ludwig-Maximilians-Universität München (LMU), parla chiaro. Al giro di boa dell’estate ho deciso che cosa altro fare quest’anno. Mi sono già iscritta ed ho cominciato a seguire come uditore un simpatico corso in Competitive Strategy su Coursera. “Nel corso” - continua Kretschmer - “avrete moltissimi esempi e non sarà necessario leggere qualcosa di specifico”. E continua, dando chiarimenti ovviamente in inglese perché ho scelto solo questa lingua. In realtà un corso in italiano c’è. E' “La visione del mondo della relatività e della meccanica quantistica”, ma sinceramente non credo di essere in linea per questo. Da settembre, invece, partirò con una sessione di Science of Happiness, che dura 10 settimane e prevede un impegno di due ore a settimana su edX, un’altra grande realtà della formazione universitaria sul web.
Coursera e edX sono tra le università più famose sul web. E probabilmente sono quelle a cui si iscriveranno i nostri figli. Almeno per un corso. E hanno alla base famosi atenei: Coursera è legata a Stanford, mentre edX ha una partnership con Harvard e il Massachusetts Institute of Technology, il mitico MIT.

Reinventare l’università

L’Economist ha dedicato una recente copertina all’università che sarà e già un po’ è. Perché tutto congiura per il cambiamento: i costi in costante crescita, le variazioni nel mercato del lavoro, la tecnologia. Niente è più come prima e soprattutto niente sarà più come prima. Ci saranno prezzi da pagare, ma anche qualcosa da guadagnare. Intanto anche noi splendidi cinquantenni possiamo affacciarci ad un’università americana e vedere che aria tira senza lasciare i nostri impegni.
L’Economist ricorda che l'istruzione superiore è uno dei grandi successi del welfare. Quello che era un privilegio di pochi è diventato un diritto borghese, grazie al sostegno del governo. E così quest’estate si laureeranno 3 milioni e mezzo di americani e 5 milioni di europei, senza contare i milioni di cinesi. Eppure poco è cambiato dai tempi di Aristotele, perché tutt’ora gli studenti si riuniscono in un luogo per ascoltare chi insegna.

Online

Mentre aumentano i costi per l’istruzione superiore, cresce la domanda mondiale di formazione continua per i lavoratori di tutte le età. E allora la risposta è nella sigla Mooc - Massive Open Online Course. I corsi a cui mi sono iscritta sono proprio dei Mooc. Si possono seguire in digitale sul web, hanno bassi costi di avvio e grandi economie di scala, e soprattutto eliminano la necessità di essere seguiti in luoghi ed orari predefiniti. Ma certo l’Economist ricorda che il prezzo da pagare sarà alto (leggi qui) , tra le ipotesi sul tappeto c’è quella per cui nei prossimi quindici anni per l’impatto la metà delle università americane sarà in fallimento. E molti professori non avranno più lezioni da offrire.
Certo le università tradizionali hanno ancora dalla loro innanzitutto il riconoscimento dell’insegnamento e del titolo. E gli studenti imparano anche a presentarsi, a gestire relazioni e contatti.
Ma il futuro è forse in una sana via di mezzo, combinando un corso on line e una esperienza dal vivo. E magari leggendo qualcosa, anche se il professore del mio corso di Competitive Strategy non prevede letture. Sono così spiazzata da questo apprendimento senza testi che prendo appunti e leggo quello che scrivo io stessa. Ma forse anche la memoria funziona e fissa in maniera diversa tra la parola scritta e il video. Sono pronta a provare su di me l’effetto che fa.
15 Luglio 2014

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