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Una telecamera che dà sicurezza

Una telecamera che dà sicurezza

Hikvision è una società cinese specializzata in videosorveglianza che propone soluzioni innovative e di qualità grazie a forti investimenti in ricerca e sviluppo. Dal 2005 in primo piano il mercato bancario
Luca Bastia
Hikvision opera nel segmento della videosorveglianza, “un mercato molto affollato, ma noi abbiamo qualche cosa in più come prodotto, un livello di innovazione molto superiore alla media, prodotti di eccellenza tutti gestiti da un unico software che consente un’integrazione facilitata”, ci dice Massimiliano Troilo , General Manager di Hikvision Italy. “Realizziamo prodotti di eccellenza, poiché la società investe molto in ricerca e sviluppo per proporre al mercato soluzioni innovative. Sono 3.500 gli ingegneri dedicati all’R&D”.
“Hikvision”, prosegue Troilo, “è il numero uno al mondo nella videosorveglianza, unico ambito in cui opera. Nel 2013 ha fatturato 1 miliardo e 760 milioni di dollari e la stima per il 2014 è di 2 miliardi e mezzo”. La società cinese è presente in tutto il mondo con filiali o service center nelle macro zone (Europa, Africa, Middle East) e ha una gamma di prodotti, sostiene il manager, che orizzontalmente e verticalmente coprono tutte le esigenze di videosorveglianza, dall’analogico all’IP, dall’entry level all’high end.
“In Italia abbiamo aperto nel 2012 e abbiamo fatturato 3 milioni e 800mila dollari. Nel 2014 abbiamo superato i 20 milioni di dollari”, afferma con soddisfazione il responsabile della filiale italiana. “Nel 2013 abbiamo realizzato un +324% e nel 2014 siamo cresciuti di circa il 90%, grazie a un team di ottimo livello e prodotti di assoluta eccellenza. Con questo abbiamo sfatato il luogo comune che vede il prodotto cinese sinonimo di scarsa qualità”.

Avete dei prodotti specifici per il mondo bancario?

“Certamente. Abbiamo una gamma IP che sicuramente rappresenta il futuro per il mondo bancario.. Una gamma completa fino a telecamere fisse da 6 megapixel e fino a 3 megapixel 30x per quanto riguarda le speed dome. Tutte con funzioni di intelligenza a bordo come per esempio l’antintrusione, l’attraversamento linea, l’audio detection che rileva i picchi di rumore (senza necessità di registrazione, per cui non lede la privacy) che potrebbero verificarsi in caso di rapina lanciando automaticamente un allarme in sala operativa per una verifica. Specificatamente studiata per il mondo bancario inoltre, abbiamo una telecamera chiamata Covert, installabile in modo discreto nell’area bancomat o nella bussola d’ingresso alla banca, anche questa beneficia della funzione intrusione e, cosa molto importante, la face detection, cioè la possibilità di riconoscere il viso (non riconoscimento facciale) e solo su quella porzione di immagine sfrutta la sua massima definizione, limitando il consumo di banda, cioè definizione bassa per tutta l’immagine, ma elevata per il solo viso, e può rilevare un soggetto mascherato”.

Qual è il vostro andamento in ambito bancario?

“Siamo in Italia solo dal 2012 e l’ambito bancario lo stiamo approcciandolo adesso. Nelle macchine di registrazione abbiamo aggiunto funzioni specifiche per il mondo delle banche, quali per esempio la privacy e il rispetto delle normative. E crediamo che una nuova gamma di prodotti basati su nuove tecnologie andrà a interessare in modo particolare questo mercato. Si tratta della nuova alta definizione 2 megapixel su cavo coassiale. Con questa nuova tecnologia saremo in grado di poter aumentare il livello di definizione degli impianti esistenti (sostituendo solo telecamera e videoregistratore, ma preservando completamente l’infrastruttura – cavi e cablaggi). I videoregistratori e le telecamere sono ibride e quindi collegabili sia in analogico tradizionale sia in HD, si può sostituire anche un solo la telecamera o il videoregistratore, sostituendo un prodotto guasto”.

Il mercato italiano bancario è ricettivo all’offerta di sicurezza che voi proponete?

“Sì, assolutamente. Fino a oggi le banche in ambito sicurezza si sono affidate a piccole personalizzazioni realizzate da aziende locali, molte delle quali sono scomparse o hanno cambiato prodotti di riferimento. Noi ci proponiamo come partner di lungo periodo, in grado di salvaguardare investimenti e infrastrutture. Il nostro approccio al mercato bancario italiano è recente, ma nel 2015 ci focalizzeremo ulteriormente su questo mondo e per questo da poco abbiamo anche un consulente specializzato per le banche”.
31 Gennaio 2015

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