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Verso il free roaming? L'agenda digitale Ue fa sul serio

Dall’1 luglio la Commissione Europea ha imposto un abbassamento delle tariffe per il traffico dati effettuato all'estero. Un risparmio di 15 miliardi per i cittadini europei. E a breve…
Franco Volpi
Bombardati, come a ogni inizio estate, dal fuoco di fila degli spot tv con cui i vari operatori di telefonia pubblicizzano tariffe estive sempre più convenienti per chi viaggia all'estero, è passata quasi sotto silenzio la vera rivoluzione tariffaria che arriva dall'Europa.
Dal primo luglio infatti in tutti i Paesi Ue, Italia compresa, è entrato in vigore il nuovo regolamento comunitario che pone un tetto massimo alle tariffe di roaming, ovvero al traffico effettuato al di fuori del proprio Paese (e quindi al di fuori della copertura della propria compagnia telefonica nazionale). Da Bruxelles arriva un nuovo tariffario che pone limiti ai costi del traffico voce e degli sms. Ma soprattutto ai costi del traffico dati - ovvero la navigazione sul web da device mobili, smartphone e tablet - per il quale si prevede un massimo di 70 centesimi a megabyte. Un costo quasi sei volte inferiore, e per legge, rispetto a quello in vigore al 1° luglio del 2009, quando le tariffe si aggiravano intorno ai 4 euro a megabyte.
Ed è stato proprio il Commissario europeo per l'Agenda digitale, l'olandese Neelie Kroes, ad aver posto l'accento sull'importanza che questa scelta ha nell'accelerare la creazione di un "mercato unico digitale" all'interno dell'Unione. «L'introduzione dei limiti tariffari per il trasferimento dei dati», ha dichiarato la Kroes nel presentare il regolamento, «rende accessibili i servizi di roaming alla generazione smartphone e mette fine una volta per tutte alle tariffe esorbitanti all'interno della Ue. Mi fa piacere constatare che anno dopo anno l'Unione Europea si impegna a proteggere il portafoglio dei cittadini».
Quello del primo luglio 2012 è infatti l'ulteriore step di un percorso di "riequilibrio" delle tariffe di roaming iniziato nel 2007, e che ha portato a un progressivo abbassamento dei costi, del traffico voce e sms prima, e del traffico dati ora. Con il boom dell'utilizzo di internet in mobilità, i costi della navigazione per chi viaggia, per lavoro o per piacere, al di fuori del proprio Paese cominciano a diventare un fardello significativo: con le nuove tariffe chi viaggia per lavoro potrebbe avere, secondo i calcoli dei tecnici della Commissione Ue, un risparmio annuo fino a 1.000 euro, mentre una famiglia in vacanza all'estero godrebbe di un risparmio intorno ai 200 euro. In totale le nuove misure potrebbero consentire agli europei di spendere in totale 5 miliardi in servizi di roaming, mentre nel 2007 spendevano 20 miliardi. E ancora pochissimi, allora, navigavano sul web da telefonino.
Ma non finisce qui. Se infatti i nuovi limiti tariffari in qualche modo costringeranno le compagnie telefoniche a riaggiornare anche le proprie offerte - la sana concorrenza dovrebbe cioè portare a ulteriori margini di risparmio per i consumatori - l'operazione roaming della Commissione Ue prosegue rapida e inesorabile. Tempo un anno, il 1° luglio 2013 il costo del traffico dati scenderà a 45 centesimi per megabyte, e nel 2014 addirittura a 20 centesimi. Quindi? Udite udite, l'obiettivo dell'Agenda digitale Ue è arrivare, entro il 1 luglio 2015, alla clamorosa soglia del "roaming zero", e cioè il completo annullamento di barriere tariffarie tra i singoli paesi, e la possibilità di chiamare, mandare sms e navigare sul web in qualsiasi nazione Ue alle tariffe sottoscritte nel proprio Paese con la propria compagnia telefonica.
4 Luglio 2012

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