22 Giugno 2018 / 17:27
 

 
Banca

UniCredit riorganizza la rete commerciale

  17 marzo 2017
Varata la nuova squadra di manager: confermata la suddivisione in sette aree territoriali, ognuna delle quali sarà guidata da un direttore regionale e dal responsabile Retail e Corporate

 

Migliorare la capacità di risposta ai bisogni dei clienti, con processi decisionali rapidi e più efficienza operativa. Parte da questo obiettivo la nuova organizzazione della rete commerciale italiana di UniCredit. Il modello territoriale si conferma basato su sette regioni guidate da sette direttori regionali: Stefano Gallo (Nord Ovest), Giovanni Solaroli (Lombardia), Sebastiano Musso (Nord Est), Andrea Burchi (Centro Nord), Giovanni Forestiero (Centro), Elena Goitini (Sud) e Salvatore Malandrino (Sicilia). Risponderanno ad Andrea Casini e Giovanni Ronca, co-Head del Commercial Banking Italy.

Con ogni direttore regionale collaboreranno i rispettivi responsabili Retail e Corporate di ogni regione. Il modello organizzativo Retail, dedicato alla clientela privata e alle piccole imprese, rafforza la centralità della filiale e del ruolo del direttore di filiale. Nel nuovo assetto i sette responsabili Retail guidano 140 aree commerciali che, a loro volta, coordinano il lavoro delle filiali (saranno 2.400 al termine del piano, nel 2019) e dei 140 Business Center dedicati alle piccole imprese. Il modello Corporate rivolto alle imprese avrà sei responsabili a cui fanno riferimento 70 aree commerciali distribuite su tutto il territorio nazionale, delle quali 51 servono la clientela top e middle corporate (fatturati fino a 350 milioni di euro), 5 la clientela large corporate (fatturati sopra i 350 milioni), 7 il public sector e 7 il real estate.

Inoltre la nuova struttura mantiene una forte specializzazione nel segmento della clientela con grandi patrimoni. La rete private, territorialmente speculare a quella commerciale, è coordinata da sette responsabili territoriali che riportano al responsabile Italia del Private Banking, Salvatore Pisconti. Parallelamente, lo scorso primo novembre è nata Cordusio SIM, che serve i clienti Ultra High Net Worth Individual attraverso un modello di servizio calibrato sui patrimoni al di sopra dei 5 milioni. Cordusio Sim è guidata dall’Amministratore Delegato Paolo Langè.

Ecco le dichiarazioni rilasciate dal management: "Dopo aver concluso con successo un aumento di capitale che ci consente di guardare al futuro con rinnovato ottimismo - ha spiegato Gianni Franco Papa, DG di UniCredit - ora è il momento di focalizzarci maggiormente sul business con una struttura organizzativa più semplice e una nuova squadra di manager. L’Italia è un mercato strategico per UniCredit, che, complessivamente, genera il 48% dei ricavi del Gruppo”.

“La nuova squadra (italiana) del Gruppo è fortemente determinata alla realizzazione del Piano Transform 2019 – ha aggiunto Andrea Casini, co-Head del Commercial Banking Italy di UniCredit – La strategia che ci siamo dati consiste nel decentrare il maggior numero possibile di deleghe offrendo così ai colleghi l’autonomia decisionale necessaria per svolgere nel modo migliore il loro lavoro nelle filiali. Inoltre, è nostro preciso impegno guidare sempre di più la trasformazione digitale della banca: le transazioni dell'operatività di base effettuate su canali alternativi oggi sono già all’88% del totale e nella fase di sviluppo dovranno raggiungere almeno il 95%. Inoltre prevediamo anche di arrivare quasi a triplicare la vendita di prodotti tramite i canali online”.

“Ci muoveremo su tre linee prioritarie – ha concluso Giovanni Ronca, co-Head del Commercial Banking Italy di UniCredit – consolidare la leadership nell’Asset Gathering, con un maggior focus sulle attività di consulenza a distanza; riaffermare la leadership nel settore dei prestiti personali, sfruttando il potenziale di clienti “pre-deliberati” e puntando sempre di più al credito ‘in tempo reale’ su tutti i canali. Da ultimo, sul fronte Corporate, sfrutteremo le potenzialità legate al nuovo modello organizzativo, che esalta la focalizzazione commerciale e la specializzazione in linea con le esigenze dei diversi segmenti di imprese identificati, senza rinunciare a un adeguato livello di prossimità. L’obiettivo è di mettere al servizio dei clienti le nostre piattaforme di prodotto (dall’investment banking, ai servizi transazionali, a quelli di private banking e di wealth management) e la nostra capacità di supportare imprese di ogni dimensione nei loro percorsi di internazionalizzazione".

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