16 Agosto 2018 / 10:03
 
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Banca

Nasce Dock, joint venture Carige-Ibm per la digital transformation

di Flavio Padovan - 13 giugno 2018
Passa alla newco, guidata dall'AD Paolo Sangalli, l'IT del gruppo bancario, che avrà il 19% del capitale. Firmato un accordo di partnership decennale

Carige sceglie Ibm per affrontare le sfide della trasformazione digitale. Dal primo giugno – e per almeno 10 anni secondo i termini dell'accordo – la gestione delle infrastrutture IT del gruppo bancario e le attività di innovazione delle procedure informatiche saranno di competenza di Dock, joint venture partecipata all’81% da IBM e al 19% da Banca Carige.

 

Obiettivi della partnership sono la trasformazione della banca in ottica digitale, una maggiore efficienza dei sistemi informatici e il miglioramento dei processi. In particolare, è prevista l’introduzione di tecnologie innovative, metodologie big data, analytics e strumenti cognitivi.

 

Nella newco, guidata dall'amministratore delegato Paolo Sangalli (vice presidente Ibm, nella foto a sinistra), sono al momento impegnati 173 professionisti, di cui 133 provenienti da Banca Carige e 40 da Ibm. Ma sono previste a breve nuove assunzioni e per questo Dock ha già avviato una collaborazione con l'Università di Ingegneria di Genova per la preparazione e selezione delle nuove competenze professionali necessarie.

 

“La partnership con Ibm - dichiara Paolo Fiorentino, amministratore delegato di Banca Carige (a destra nella foto in alto) - rappresenta una svolta importante e un nuovo punto di partenza per Banca Carige. Con sempre maggiore energia potremo concentrarci sulla nostra attività tradizionale di banca commerciale e, grazie ad un partner internazionale di primissimo standing, raggiungere standard elevati di efficienza dei processi di business, all’avanguardia nel settore bancario. Potremo avvalerci di soluzioni sempre più innovative, grazie all’importante capacità di investimento di Ibm per lo sviluppo di nuove tecnologie”. Si tratta di un'operazione che ricalca a grandi linee quella voluta e realizzata dallo stesso Fiorentino in UniCredit, quando da vice presidente del gruppo nel 2013 aveva dato il via alla joint venture V-T Services sempre con Ibm (leggi qui). Per quanto riguarda il nome della Newco, spiega l'AD di Banca Carige, “abbiamo deciso per “Dock Joined in Tech”, perché mette insieme le diverse anime delle nostre aziende: dock, che richiama il legame di Genova e della banca con il mare e con le attività produttive e di servizi ad esso collegate, si unisce alla tecnologia e al fintech per rinnovarsi e innovare, al passo coi tempi”.

 

“Con questa nuova alleanza – dichiara Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia (a sinistra nella foto in alto) - nasce un percorso che porta il settore bancario verso un futuro ricco di nuove competenze professionali e di opportunità oggi offerte dall’innovazione e dal progresso tecnologico. IBM Italia è orgogliosa di accompagnare una delle più antiche Istituzioni finanziarie del Paese lungo la strada della trasformazione digitale”.

 

Le attività di Dock, spiega una nota, si concentreranno su diverse aree chiave, che hanno l’obiettivo di guidare l'innovazione e la competitività della banca, impostando un percorso basato sul concetto di “miglioramento continuo” che, in una logica di evoluzione progressiva e sostenibile, permetta di affrontare un contesto in costante cambiamento.

 

Gli interventi previsti dalla partnership mirano ad ottenere:

• un’ottimizzazione dei costi, attraverso un processo di trasformazione digitale dell'infrastruttura tecnologica della banca con l'evoluzione verso un modello “IT ibrido” e una progressiva migrazione di carichi di lavoro negli ambienti cloud;

• una trasformazione verso una “banca di nuova generazione”, agile nel rispondere al cliente, creativa e aperta a collaborazioni innovative nel settore;

• uno sviluppo e un’offerta di servizi innovativi attraverso l'automazione dei processi delle filiali, anche con l’utilizzo esteso della robotica e l’evoluzione delle competenze dei suoi operatori come consulenti finanziari;

• una costante attenzione alla continuità operativa, alla sicurezza delle operazioni e alla conformità con l'ambiente normativo.

 

 

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