10 Dicembre 2018 / 20:44
 
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Banca

Ubi, un miliardo di social bond

  03 dicembre 2018
Dal 2012 finanziati 91 progetti di rilevanza sociale grazie alle obbligazioni solidali, supportando i settori dell’assistenza e solidarietà, infrastrutture e servizi di pubblica utilità, università e centri di ricerca, sviluppo economico-territoriale

UBI Banca annuncia il superamento di 1 miliardo di euro collocato tramite social bond, il prestito obbligazionario solidale che dal 2012 arricchisce l’offerta commerciale del gruppo con un prodotto che punta a rafforzare terzo settore ed economia civile. I social bond sono prestiti obbligazionari che offrono al sottoscrittore l’opportunità di ottenere un ritorno sull’investimento paragonabile a quanto offerto dalla banca su investimenti analoghi e, nello stesso tempo, di contribuire al sostegno di iniziative di rilevante valenza sociale. Al termine del collocamento la banca devolve una quota predefinita dell’importo raccolto a supporto di tali progetti, per lo più promossi da organizzazioni non profit, oppure destina l’ammontare collocato all’erogazione di finanziamenti a condizioni competitive per contribuire allo sviluppo sul territorio di iniziative di imprenditorialità sociale.

“Siamo arrivati a questo risultato con una magnifica capacità di analisi dei bisogni del contesto sociale del paese: oggi coniugare solidarietà e profitto non solo è possibile, ma necessario. Sono 91 i progetti ad impatto sociale che abbiamo sostenuto con i social bond e sono oltre 100.000 i beneficiari diretti dei progetti stessi” - afferma Letizia Moratti, presidente del Consiglio di Gestione di Ubi – “In particolare, la raccolta ha consentito erogazioni  liberali per quasi 5 milioni di euro e lo stanziamento di plafond per finanziamenti destinati alle imprese sociali a condizioni agevolate che superano i 21 milioni. E tutto questo è stato possibile anche grazie agli oltre 36.000 clienti della banca che li hanno sottoscritti. Del resto,  i social bond sono caratterizzati da un doppio valore: da un lato offrono ai risparmiatori un ritorno sull’investimento e, dall’altro, consentono loro  di contribuire al sostegno di progetti di valore per  le nostre Comunità”.

I contributi devoluti a titolo di liberalità hanno permesso di supportare 48 istituzioni operanti nei settori dell’assistenza e solidarietà, 28 enti operanti nel campo delle infrastrutture e servizi di pubblica utilità, 12 università o centri di ricerca, e tre operatori per lo sviluppo economico-territoriale.  Le organizzazioni che possono beneficiarie dei social bond Ubi Comunità sono realtà significative nei propri territori di riferimento, con una buona capacità di mobilitazione degli stakeholder delle comunità locali di riferimento, e si distinguono per efficienza gestionale e impatto sociale prodotto.

Gli obiettivi sociali perseguiti tramite social bond sono declinabili in funzione delle due differenti tipologie: i social bond grant based prevedono la devoluzione, a titolo di liberalità ad associazioni, fondazioni, università, ospedali o altre realtà, di una quota predefinita dell’ammontare ricavato dai titoli collocati attraverso i prestiti obbligazionari. Mediante questi strumenti finanziari la banca punta a generare nuove partnership tra pubblico, privato e privato sociale per generare valore per i territori di riferimento. I prestiti obbligazionari che prevedono l’utilizzo dell’ammontare collocato per l’erogazione di finanziamenti  sono i social bond loan based e contribuiscono allo sviluppo di forme di imprenditorialità sociale.

Dal 2015, inoltre,  l’impatto sociale generato dai progetti sostenuti con social bond viene misurato tramite lo Sroi-Social Return on Investment. Lo Sroi ha l’obiettivo di quantificare, in termini economici, il valore sociale o ambientale generato da un progetto, un’iniziativa, un’organizzazione sociale. Un’analisi Sroi mira a “catturare”, in forma monetaria, il valore di una vasta gamma di risultati attesi o generati, aggiungendo un indice numerico al rendiconto di come un’organizzazione crea valore per determinate categorie di interlocutori (stakeholder), dai beneficiari diretti alla comunità locale, dalle istituzioni pubbliche ai sostenitori. Lo Sroi valuta il cambiamento, adottando la prospettiva delle persone e delle organizzazioni che ne beneficiano o vi contribuiscono.

 

 

 

 

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