20 Febbraio 2019 / 15:05
 
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Banca

Crescita sociale, culturale e civile tra le priorità di Intesa Sanpaolo

di Flavio Padovan - 29 gennaio 2019
Presentati i risultati delle iniziative della banca a un anno dal Piano di Impresa 2018-21. Carlo Messina: “Lo sviluppo è legato all’educazione delle nuove generazioni, alla coesione, all’economia circolare"

Intesa Sanpaolo vuole accelerare le iniziative a favore della crescita sociale, culturale e civile del Paese. E a un anno dal Piano di Impresa 2018-2021, che rappresenta un quadro di sistema in grado di fornire nuovi impulsi a questo impegno, la banca ha organizzato un evento a Milano per fare un primo bilancio sui risultati raggiunti, raccogliere stimoli e presentare nuovi progetti, tra i quali l’impegno concreto per favorire l’occupazione giovanile e l’accesso allo studio.

 

“Abbiamo posto al centro del Piano di Impresa – ha sottolineato Carlo Messina, Ceo e Consigliere Delegato Intesa Sanpaolo - la nostra vocazione a concorrere alla crescita culturale, sociale e civile del Paese. Siamo infatti convinti che lo sviluppo di un’economia è intimamente legato ai livelli di educazione, in particolare delle generazioni più giovani, alla coesione sociale, alle dinamiche circolari del ciclo produttivo”. Per Intesa Sanpaolo, ha ricordato Messina, essere riferimento per le comunità dove opera in chiave di crescita solidale è elemento fondativo dalla nascita, cinquecento anni fa, delle fondazioni caritative origine del Gruppo. “Oggi confermiamo la centralità dei nostri progetti lanciando nuove iniziative volte ai giovani, alla loro educazione, alla loro formazione. Creare le condizioni per generare nuova occupazione è la priorità per il rilancio del nostro Paese”.

 

Un impegno importante e necessario, perché – ha affermato Rob Kapito, presidente di BlackRock, tra i principali investitori privati al mondo - “un contesto globale più incerto e frammentato spinge le comunità a guardare alle imprese private affinché queste si facciano carico delle sfide sociali oltre che economiche”.

 

“Il Piano 2018-2021 - ha detto il presidente Gian Maria Gros-Pietro - prevede che Intesa Sanpaolo diventi una banca d'impatto, cioè una banca capace di avere un impatto positivo sulla società in cui opera. Questo vuol dire muoversi in direzione di un'economia più sostenibile, che abbia minori effetti negativi, per esempio dal punto di vista del riscaldamento climatico, ma anche dal punto di vista dell'esaurimento delle risorse del pianeta”.

 

I progetti al via

Tra le iniziative più interessanti lanciate nel corso dell'evento di Milano, c'è l'adesione al progetto Generation per formare e accompagnare al mondo del lavoro 5 mila giovani nei prossimi 3 anni.

Si tratta di un’iniziativa globale non profit creata da McKinsey & Company nel 2015 con l’obiettivo di contribuire a ridurre il fenomeno della disoccupazione giovanile. Questo progetto sarà uno dei primi ad essere avviati e sarà caratterizzato da un approccio pragmatico, che mette in relazione la domanda di competenze, le professionalità richieste dalle imprese e le aree geografiche che presentano un elevato numero di disoccupati.

 

Altro tema affrontato nel corso dell’incontro è quello dell’ampliamento dell’accesso al credito, che Intesa Sanpaolo ha sviluppato nel proprio modello di business grazie all’esperienza di Banca Prossima per il mondo non profit. Il Fund for Impact, il fondo di impatto che destina 250 milioni di euro (lo 0,50% del patrimonio netto), nasce per garantire l’erogazione di prestiti per 1,25 miliardi di euro alle categorie con minore accesso al credito: studenti universitari, ricercatori, nuova imprenditoria ovvero startup e imprenditrici donne.

 

Proprio gli studenti universitari sono i destinatari della prima iniziativa in Italia del programma Impact di Intesa Sanpaolo. Dal 25 febbraio 2019 si avvia il prestito “per Merito”, un finanziamento accessibile e senza garanzie rivolto a oltre 1,6 milioni di studenti universitari in Italia che lo potranno richiedere sul sito www.intesasanpaolo.com: fino a 5 milq euro l’anno per cinque anni per coprire spese di studio, mobilità, residenza e periodi formativi all’estero.

 

 

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